Libera

Dopo il diluvio

di Elisabetta de Dominis

Che fare dopo il diluvio? Ma poi è finito o è ancora in corso?
Per capirlo, per fronteggiare l’emergenza democrazia, il 10 maggio scorso, Beatrice Rangoni Macchiavelli, garbata ma grintosa presidente della fondazione Critica Liberale (ww.criticaliberale.it), da più di quarant’anni voce del liberalismo progressista italiano, ha riunito i suoi iscritti nei sotterranei di un rinomato albergo di via Veneto. Come i carbonari di due secoli fa, ancora a sussurrare della libertà negata, anche se oggi l’usurpatore è straniero solo alle nostre coscienze. Era una bella giornata di sole a Roma, ma poco importava: nei nostri cuori c’era – c’è - solo il diluvio che scorre ininterrotto infangando i valori della nostra vita e sotterrando la nostra dignità di uomini liberi.
Curioso e al tempo stesso encomiabile come la pronipote dell’autore de “Il Principe” si ritrovi a dover combattere contro lo stesso stereotipo che oggi s’incarna nel leader di un determinato partito.
Dopo il diluvio – spiega Daniele Garrone – Dio giura che non farà mai più un diluvio per le stesse motivazioni per cui l’ha fatto venire. L’uso della libertà comporta anche un’escalation del male. Così a Dio non resta che mettere in cielo l’arcobaleno come un post-it sul suo frigorifero perché non avvenga che lui faccia un altro diluvio. Siamo sicuri che questo diluvio sia immeritato? Che non fosse il compimento di quello che siamo, il rivelatore di una crisi terribile, l’onda lunga di una storia culturale che dura da tempo? Una storia clerico-fascista e catto-comunista. In Italia molti pensano che camminare con Dio significhi genuflettersi al Papa e a Ruini, baciar mani e ampolle. È possibile invece camminare con Dio a testa alta e con la schiena dritta? Una postura laica che sottenda l’orgoglio dell’autonomia della politica. Ormai orgoglio in Italia è diventata una brutta parola, perché non la usano quelli che hanno recepito la lezione di Kant ma gli omosessuali.
Un paese o è laico o non è democratico. Come insegna l’America, un paese laicissimo che non si vergogna di parlare di Dio.
La Machiavelli incalza e chiede proposte concrete, per arginare il diluvio, alla sua “congrega di raffinati intellettuali”. Perché è fondamentale che si costruisca immediatamente un movimento laico-progressista-social-liberale. C’è una parte laica secolarizzata che non è rappresentata in Parlamento, che rifiuta questo bipartitismo veltrusconiano.
A cosa serve il governo ombra? – si chiede Gim Cassano. Solo ad andare alla trasmissione Porta a Porta. Ma gli italiani ci credono? Quelli del Partito democratico hanno pensato che il vecchio pacchetto del partito comunista potesse essere trasferito in qualsiasi luogo. Non ci sono ragioni per un’esistenza dell’opposizione: non dice nulla sulle regole della democrazia e della laicità. Ci hanno rotto le scatole per 15 anni sull’esistenza del bipolarismo che è diventato bipartitismo.
Per un altro relatore il vero governo ombra è la Conferenza episcopale italiana: tutti ministri con portafoglio. La dirige Bagnasco. L’unico caso in cui il presidente è nominato dal Papa-re. E lui è il vicerè e anche il capo militare, per cinque anni cappellano governatore militare, andato in pensione come generale di corpo d’armata italiana.
Chiunque è liberale è anche laico. Non sempre chi è laico è liberale. E allora che alluvione è? Chi sono i giusti? È possibile che noi si sia nel giusto e gli altri nell’errore? – si chiede Alberto Benzoni. L’alluvione è nata dalla fine della prima Repubblica: la destra diventa maggioritaria nel Paese. L’Italia non è più socialista e non è diventata liberale. Non c’è uno spirito socialista né uno spirito liberale. Dio sapeva chi erano i giusti, ma si manifestavano in qualche modo. In Italia i socialisti e i liberali non hanno fatto i socialisti e i liberali da tempi immemorabili. Il vuoto è rimasto. O ci salviamo da soli o non si salva nessuno.
Per Enzo Marzo questo nuovismo ricorda il fascismo. Il Paese è contagiato dal berlusconismo. Non ha vinto Berlusconi ma la mancanza di una normale destra europea. Il Pd è un partito antidemocratico a forte vocazione autoritaria che vuole distruggere i propri alleati. Ora assistiamo all’alleanza tra carnefici: entrambi hanno capito il gioco, come scrisse Pirandello.