Arte

Cidda alle prese con Batman

di Olivia Fincato

Lo scorso venerdì 25 Aprile alla Ennagon Gallery di Soho (50 Greene street New York  NY 10013) c'è stato il fantasmagorico debutto newyorkese della galleria romana Monocromo (www.monocromo.it). Dico fantasmagorico perché all'inaugurazione di Star Gazing di Alessandro Cidda, in mostra fino al 15 maggio 2008, mi sentivo circondata da facce alquanto bizzarre: Batman accoglieva gli ospiti in tutta la sua virilità, Joker ghignava sfacciato, Marv quasi lacrimava e non posso scordare il pallore di the Crow e il suo sguardo languido, che incrociava quello compiaciuto dell'impavida Wonder Woman mentre Morfeus, il saggio, se ne stava in disparte, a braccia conserte.

Questi sono solo alcuni dei personaggi che popolano l'immaginario di Cidda e, alla fine, di tutti noi. Fenomeni, li chiama l'artista, e come non dargli ragione. Da Spider Man a Shrek, sono loro i grandi fenomeni del nostro contemporaneo, le icone di cui siamo stati  tutti nutriti e che riconosciamo massivamente ovunque. " Mi piace cogliere l'umanità di questi personaggi" dice Cidda mentre passiamo dal ritratto di Batman a quello di Paperino,"essere sfacciati come Joker è qualcosa che tutti abbiamo desiderato".

L'artista oramai possiede una vasta e plasticosa collezione di questo miti fantastici "quando mi colpisce la loro espressione ne compro il modellino, poi li metto in posa e scatto, come se fossero umani". E quando gli domando la tecnica usata, lui mi risponde:"Scatto con lo stesso loro alfabeto, il digitale, questi eroi fanno parte di un mondo virtuale, supernaturale, non esistono, eppure a volte appaiono più veri del vero".

Alessandro Cidda da loro un riconoscimento, ne fa gigantografie e li mette in mostra come simboli sacri del nostro vissuto. Questi personaggi entrano nelle nostre case, si fanno portatori dei nostri valori, dei nostri sogni, delle nostre paure. Incarnano ideali. Esasperano vizi e virtù grazie a poteri magici o doti ultraterrene. Ci attaccano privatamente, nel bene e nel male, e noi non riusciamo a difenderci. Li abbracciamo invece; perché ci fanno ridere, o piangere, perché esorcizzano i mali odierni e, poi, nel loro mondo, c'è sempre una via d'uscita.

E una volta tolto il fantastico e lo sbalorditivo dai volti iconici di Cidda ciò che rimane è un'umanità stanca, vulnerabile, bombardata ed esasperata dalle icone della Film Industry americana. "E' stato interessante portare Star Gazing negli Stati Uniti, il cinema italiano non crea più icone forti, ora è solo quello americano a farlo" mi dice Alessandro Cidda indicandomi l'altra serie di opere che hanno dato titolo alla mostra. Sono foto di grandi dimensioni costruite prestando una particolare, quasi ossessiva, cura al dettaglio. "Non ho usato photoshop, ho posizionato centinaia di Batman  per costruire la scena".

E i quattro eserciti di Batman seduti davanti lo schermo cinematografico conducono lo spettatore ad una riflessione scarna di effetti speciali: l'autoreferenzialità e massificazione di Batman, simbolo e feticcio di quell'umanità desolata, bombardata giornalmente dall'Industry.

«Mescolando ironia e estetica do vita e monumentalizzo le figure che noi tutti incontriamo"  mi confessa Alessandro e conclude: "L'industria del Cinema e quella pubblicitaria sono nel mio DNA".

La madre di Alessandro Cidda era una montatrice, il nonno uno dei più grandi traduttori cinematografici e lui, dopo una aver lavorato come account in varie agenzie pubblicitarie tra cui la JW Thomson, ha fondato la sua ACC & Partners. (www.accgo.it)