Cinema

EVENTI/LA PRIMA DI "CARNERA" A NEW YORK / Il gigante buono commuove il Madison

di Natasha Lardera

La prima mondiale di Carnera - The Walking Mountain tenutasi martedì scorso al Madison Square Garden ha regalato agli appassionati di cinema e agli innamorati della boxe un momento sublime di grande spettacolo.

"E' stata una vera emozione condividere il palco con, oltre ai protagonisti del film, Andrea Iaia, F. Murray Abraham e Burt Young, molti campioni della boxe mondiale tipo Carlos Ortiz (campione del mondo per ben 3 volte), Vito Antuofermo (campione che ha dichiarato di aver imparato a combattere sulle strade di NY), Lou Savarese (boxeur che ama fare l'attore e si è spesso visto ne I Sopranos), ed i rivali storici Emile Griffith e Nino Benvenuti," ci ha detto Joe Antonacci, un vero annunciatore di incontri di boxe che ha presentato la serata.

"Ed è comunque divertente vedere," ci dice Jean Ardizzone, una fan arrivata dal NJ,  "che Andrea Iaia, l'attore che interpreta Primo, sia il più grosso di tutti, sembra davvero che il campione sia qua tra noi. Ci aspettavamo anche di vedere Mike Tyson, ma purtroppo non è successo."

Tra gli ospiti illustri della serata, la figlia, Giovanna Carnera, che con emozione ricorda il padre e lo ringrazia per essere stato, "un padre che ha detto più volte che un uomo senza famiglia e senza amore è un uomo che non ha niente." Giovanna ha anche confessato di essere stata scettica a principio, dopo aver visto i film precedenti di Martinelli, film etichettati come provocatori. (Martinelli è conosciuto per il suo Piazza Delle 5 Lune, ricostruzione fedele, come nella sua tradizione, del terribile rapimento dell'Onorevole Aldo Moro, e per Il Mercante di Pietre, che affronta il tema di scottante attualità dei rapporti con l'Islam).

"Tutti i colpi che ho preso hanno aiutato i miei figli a studiare," con questa frase si apre e si conclude il film, "un film su un italiano che venne dal niente e diventò campione del mondo," ribadisce Murray Abraham, dopo aver annunciato con orgoglio di essere anche lui di origini italiane da parte di madre, "un italiano che amava il suo paese e la sua famiglia."

Con gioia vediamo che i figli, sia Giovanna che il fratello, sono ora medici importanti a Tampa, Florida. Il desiderio di Primo si è decisamente avverato, infondo non è credenza popolare che fare il dottore sia una delle professioni più di successo? L'unico dispiacere non vedere nel film, visto che se ne parla tanto, il rapporto tra il campione ed i bambini in quanto si conclude prima della nascita del primogenito.

Nel film, le scene degli incontri molto spettacolari con un appassionanti susseguirsi di colpi e il tifo emozionato dei fan, si alternano con immagini di domesticità dove Primo risulta essere, nonostante gli urli e le scenate, un personaggio piacevole per il quale non si può non provare simpatia. "Penso che Martinelli abbia fatto un ottimo lavoro," dice una fan, "perchè non ha solo presentato il campione come un grande boxeur con la fame di vincere, ma sopratutto come un uomo buono, che è stato sfruttato da falsi amici che lo usavano solo per arricchirsi loro e lo lasciavano senza un soldo. Anche il suo secondo manager che professava onestà, Lou Soresi, lo lasciò in bancarotta."

Il film che avrà la sua premiere italiana a Villa Erba sul Lago di Como, il 30 aprile, è coprodotto da RTI e Martinelli Film Company International, in associazione con Giuseppe Marra Communications, e sarà distribuito in Italia da Medusa e negli USA dalla Epic Pictures di Los Angeles. Intanto per Martinelli è giunto il momento di dedicarsi ad altri progetti, e ne ha pronti due: "Un film su Barbarossa e sulla battaglia di Legnano," spiega, "e uno sulla vera morte di Mussolini, perchè secondo me le testimonianze di Luigi Longo fanno acqua da tutte le parti."