I Savoia e la nazione

di Monica Mascia London

Gioved`i 10 aprile  alla Casa Italiana Zerrilli-Marimò si è tenuta la lecture dal titolo "Monarchy and the Nation in Italy". Introdotta dalla Prof. Ruth Ben-Ghiat, direttrice del dipartimento di italiano della New York University, l'evento ha ospitato la Prof. Catherine Brice, direttrice del dipartimento di storia dell'Universitè de Paris XII Val-de-Marne, specializzata in studi sul Risorgimento Italiano. La docente ha discusso sui vari fattori che hanno concorso al processo di unificazione del Regno d'Italia sotto la dinastia dei Savoia. La lecture inizia con una frase i cui termini vengono messi volutamente in contrapposizione: "la volontà di unificazione sotto la Monarchia". Da cui nasce l'implicazione ideologica: "è possibile il concetto di unificazione nazionale sotto un governo monarchico? O meglio, quale ruolo ha esercitato tale potere nel processo di unificazione di un'identità nazionale? Queste sono le domande che ci si pone prima di addentrarsi ad esaminare i fattori che hanno confluito a definire il particolare periodo storico (1860-1922) che ha visto l'Italia, dominata dal regno dei Savoia, un paese alla ricerca di una definizione nazionale e di un senso di italianità. La discussione è stata accompagnata dalla proiezione di una serie di foto dei membri della famiglia Savoia, rappresentata in momenti privati e pubblici, che hanno dato un senso dello stile di vita e dell'influenza che ha esercitato durante quegli anni.

L'analisi della professoressa Brice verte su come la Monarchia abbia esercitato un importante ruolo di mediazione politica e sociale nel processo di unificazione del Regno d'Italia. Le opere di beneficenza di Umberto I, la distribuzione delle medaglie ai veterani, la creazione nel 1868 dell'ordine della Corona d'Italia, vengono esaminati come i fattori che avrebbero contribuito al programma politico di unificazione operata dai Savoia. "A nessuno si nega una croce o un sigaro" era il motto di Vittorio Emanuele II. Il ruolo delle armi (in rispetto del Re), il controllo dell'educazione e i rituali civili sono gli altri elementi che avrebbero contribuito all'edificazione di una coscienza nazionale italiana. "L'Italia è fatta, dobbiamo fare gli italiani", era il motivo ricorrente e la sfida perseguita dalla Monarchia. E così, ricorda la professoressa Brice di come in quegli anni a scuola i bambini oltre la matematica e la geografia imparavano ad amare il Re. Mandavano, per esempio, regali alla casa Savoia il giorno del compleanno del Re. I rituali civili operati a casa Savoia (per esempio: la festa dello statuto, l'anniversario del Re e della Regina, l'onomastico del re), conclude la docente, hanno contribuito ad esercitare una forte influenza in quel processo di unificazione nell'immaginario di un popolo alla ricerca di una definizione, di un senso di unità e di identificazione nazionale.