PUNTI DI VISTA / Quel salto nel buio con la Lega

di Tony De Santoli

Molti italiani in questi giorni, dopo il terremoto elettorale del 13-14 aprile, pensano che la Lega Nord alla fine s'accontenterà del solo federalismo fiscale, rinunciando così al federalismo vero e proprio.

Noi siamo di diverso avviso. Al centro-destra la vittoria nelle consultazioni elettorali di questo mese, l'ha data la Lega Nord. E' stata quindi la Lega a decidere le sorti delle elezioni politiche. Anzi, gli stessi Bossi e Maroni sono forse rimasti stupiti dal netto successo elettorale riportato dal loro movimento. Ora sono loro ad avere il coltello dalla parte del manico. Sanno di disporre di una grossa, granitica forza politica. Sul cosiddetto piano "morale", i vincitori della scorsa tornata elettorale sono loro: i "padani". I "padani" che hanno sfondato anche in Emilia-Romagna e hanno quindi oltrepassato vittoriosamente il Po.

Credere quindi che Bossi e Maroni non vogliano ottenere altro che il federalismo fiscale, è - almeno secondo noi - pia illusione. I due del resto sono tipi che pensano "in grande". Tipi ambiziosi, ostinati. Tetragoni. Li anima una fede cieca per ciò che "non" esiste. Che non esiste sul piano storico, culturale, antropologico: la Padania. E' questo il pericolo. Non c'è nulla di più insidioso, e destabilizzante, di chi crede con tanta passione, con tanto trasporto, nei miti. Senza nemmeno sapere che il mito è, per definizione, un concetto (se così lo si può chiamare...) fasullo. Il mito è un effetto-causa di quello che i popoli di lingua inglese chiamano con giusta e bruciante ironia "wishful thinking". La Lega Nord è tutta un "wishful thinking"... Però piglia voti. Tanti voti.

Bossi e Maroni sanno fin troppo bene che per la Lega il momento attuale è quello propizio. Sanno che, forse, questo potrebbe essere l'ultimo momento propizio alla loro causa. Capiscono di dover sfruttare senza indugi l'iniziativa conquistata alle urne pochi giorni fa. I due leader del resto non aspettavano altro. Questa è l'occasione - che in cuor loro entrambi ritengono irripetibile - per imporre all'Italia il sistema federalista. Non è da loro aver fatto tutta questa strada, dal 1990 a oggi, per poi limitarsi a raggranellare un semplice, forse anche banale, federalismo fiscale...  Bossi e Maroni vogliono ben altro. Così come lo vuole la loro base. Da Roma i due non intendono più prendere ordini. Roma per loro è un impaccio di cui  vogliono entrambi disfarsi. L'uno e l'altro sono del tutto indifferenti al fascino, alla Storia di Roma. Indifferenti alla Storia d'Italia come se essa si è dipanata fin dai tempi delle Guerre Sociali fra Mario e Silla... Talvolta ci si chiede in che razza di mondo vivano Bossi, Maroni e tanti altri leghisti.

Bossi  e Maroni esigeranno il passaggio dell'Italia dal centralismo al federalismo. Un passaggio che né Berlusconi né Fini oseranno negare. Senza l'appoggio della Lega, il Popolo delle Libertà, nonostante la messe di voti raccolta il 13 e il 14 aprile, non è granchè. Eppoi, tutti questi signori non conoscono che i numeri, non conoscono che il calcolo elettoralistico e parlamentare... Con la differenza che Bossi e Maroni sfoggiano una volontà ben più grande della volontà dei pur alacri leader del Pdl.

Non vorremmo mancar di rispetto a nessuno, ma il 13 e 14 aprile l'Italia ha voluto compiere un salto nel buio.