Speciale / Due domande su Benedetto

di Michelina Zambella

A New York, città per antonomasia miscuglio di razze e religione, la prima visita di Papa Benedetto XVI, in carica oramai da tre anni, desta grande curiosità tra residenti e turisti della città, che è stata per tre giorni sotto stretta sorveglianza, a partire da venerdi 18 aprile, in occasione della visita del Pontefice al Palazzo di Vetro dell'Onu (la terza di un Papa, dopo quella di Paolo VI nel 1965 e Giovanni Paolo II nel 1979 e 1995). "L'Onu è un'istituzione laica ma il lavoro dei suoi uomini è motivato dalla fede", ha ricordato il segretario generale, Ban Ki-moon, che lo accolto in un'aula gremita di circa 3000 persone provenienti da 192 paesi. La copertura giornalistica di un viaggio storico come questo è stata assicurata nei vari racconti dettagliati del quotidiano. Oggi 7 ha aggiunto un aspetto particolare: il pensiero del newyorchese cattolico.

Prima ancora del suo arrivo fino al giorno in cui il Papa è ufficialmente entrato in territorio americano, abbiamo raccolto le impressioni di un campione variegato di "cattolici" a New York. Di razza, età, sesso e lavoro diverso, scelti a caso, nella tratta di metropolitana che va da Union Square ad Uptown, tutti però accomunati dal fatto di essere appunto "cattolici". Chi osservanti, chi non praticante, tutti hanno risposto a due domande:

1. Cosa ne pensi di Papa Benedetto XVI? E come lo consideri rispetto a Papa Giovanni Paolo II?

2. I casi di pedofilia scoperti tra preti che hanno abusato di bambini ha influenzato il rapporto tra i cattolici americani e la Chiesa?

 

Laura, 26, ricercatrice scientifica, Americana (Irlandese):

1. "Personalmente non conosco Papa Benedetto XVI così come credo di conoscere Giovanni Paolo II. Papa Benedetto XVI sembra molto severo e reazionario e manca di carisma rispetto al suo predecessore.

2. Credo che i casi di pedofilia rappresentino una vergogna e imbarazzo per la chiesa. Il modo in cui la chiesa ha cercato di nasconderli e insabbiarli è forse uno dei motivi per cui i cattolici americani sono disincantati e arrabbiati, più con la chiesa che per l'atto stesso di pedofilia, che comunque resta grave".

 

Carla, 45, domestica, Americana- messicana:

1. "Sono cattolica, non praticante. Credo che Papa Benedetto XVI sia diverso da quello precedente. Sembra più freddo e distaccato. Non comunica alle masse".

2. "Ovviamente i casi di pedofilia hanno influito sul comportamento dei cattolici americani, già di per sè diversi dai cattolici osservanti. È come se ognuno avesse la propria fede, cui sceglie di aggiungere ciò che ci piace eliminando scomodi inconvenienti, quali non fare sesso prima del matrimonio e non usare contraccettivi".

 

Vanesa, 22 anni, analista economica, Americana (ispano-italiana):

1. "Sono cattolica, non osservante. Non conosco il papa Benedetto XVI così come meglio conoscevo l'altro. Non mi interessa nemmeno conoscerlo, anche perchè non credo all'istituzione della Chiesa, nè a tutto ciò di umano che al concetto di fede possa essere associate".

2. "La chiesa è frutto della costruzione umana, i preti sono essere viventi che pertanto possono sbagliare. I casi di pedofilia sono certamente gravi e allontanano i credenti da un'istituzione che ‘predica bene ma razzola male'. Il problema è che la chiesa dovrebbe attualizzarsi, modernizzarsi, stare al passo coi tempi o perderà proseliti, soprattutto tra i giovani americani, amanti della propria libertà e indipendenza, poco adulatori delle regole".

Carlos, 34, carpentiere:

1."Papa Ratzinger? Un Tedesco fascista!"

2."È una vergogna quanto accade nella chiesa"

Peter, 28, Studente:

1."Penso che Papa Benedetto XVII si rivelerà una sorpresa per gli americani. Lui è prima di tutto un insegnante che vuole diffondere la parola di Cristo. Per quanto si facciano paragoni, a Benedetto XVII interessa essere papa, senza tentativi di imitazione del suo predecessore. Ha meno carisma, ma non per questo non bisogna accettarlo. Ognuno ha la sua personalità".

2."Il fatto che la chiesa abbia difeso e occultato casi di pedofilia e abusi sessuali è una vergogna, ma lo ha fatto per autoproteggersi".

Maryan, 35, Businesswoman:

1."Tutti lo attaccano e fanno paragoni, ma ognuno ha un diverso modo di fare. Certo non mi sento trasportata da Papa Benedetto XVII, così come dal suo predecessore. Il motivo è che mi sembra molto freddo e distaccato".

2."Gli americani hanno una fede tutta loro per cui non servivano scandali tra i preti a peggiorarne il rapporto con la Chiesa. Gli americani sono indipendenti e amano crearsi una fede tutta propria, un mix di cose da prendere per buone e altre eliminare, come quando si riempe il carrello della spesa con alcuni prodotti e altri no".

Frank, 67, pensionato:

1."Dobbiamo abituarci al nuovo papa che sicuramente è diverso dal predecessore. Sembra freddo, pallido, poco coinvolgente, poco carismatico. Ma questo non significa che non continuerà a fare del bene e a portare avanti un messaggio di pace e di dialogo tra i popoli".

2."I casi di pedofilia sono sempre esistiti e la chiesa forse ha sempre taciuto. È per questo che gli americani chiedono una riforma della chiesa: chiedono ad esempio che i preti possano sposarsi. Una riforma o ammodernamento della chiesa sarebbe necessario".

Le Tien, 28, Contabile:

1."Non conosco il nuovo papa, ma non conoscevo molto neanche l'altro. Non sono un cattolico praticante. Ma credo che ci sia una bella differenza tra questo e il precedente papa: Benedetto XVI sembra più rigido, quasi nazista, non fa proseliti soprattutto tra i giovani."

2."Gli scandali? Non sono uno dei motivi per cui gli americani non sono cattolici osservanti. Agli americani piace essere free, indipendenti, senza nessuno che gli dica cosa è giusto o è ingiusto".

Jane, 55, segretaria legale:

1."Papa Giovanni Paolo II era il ‘People's Pope', il Papa della gente. Ratzinger? Sinceramente non lo conosco affatto".

2."Gli scandali, come quello del 2002, hanno sicuramente allontanato gli americani dalla chiesa, anche se, bisogna ammetterlo, già in precedenza il rapporto Cattolici-americani-chiesa non fosse chissà quanto forte. Se solo pensi quanto pochi sono coloro che vanno in chiesa o ne osservano i precetti minimi".

Jeoffrey, 49, portinaio:

1."Non conosco il nuovo papa. Non credo avrà una storia come il suo predecessore, nè credo (e mi auguro) cerchi di imitarlo. Ha la sua propria personalità".

2."Il problema della chiesa cattolica è che anacronista, poco attualizzata. Bisognerebbe modernizzarla, non dico riformarla, ma almeno dovrebbe adeguarsi coi tempi che corrono e le esigenze delle nuove generazioni".

Ana, 30, assistente sociale:

1."So che c'è il Papa solo perchè c'è traffico in città. Non conosco il nuovo Papa nè posso esprimere un parere positivo: ha un viso così pallido che non attrae la vista".

2."Gli americani sono attaccati ognuno, a proprio modo, alla fede e non credo che gli scandali abbiano influito sul rapporto con la chiesa cattolica, che già credo non fosse dei migliori".

Suor Maria, 70, insegnante di lingue alla scuola di Notre Dame, (tedesca-americana):

1."Stasera andrò alla Messa (mi mostra il biglietto). Papa Benedetto XVI è un insegnante, un teorico: è tedesco come me. Come tale può sembrare freddo, distaccato. Ma non è giusto fare paragoni. Credo che da questa visita possa veramente nascere un messaggio positivo, per tutti, cattolici e non".

2."Per quanto riguarda gli scandali, adesso si stanno prendendo misure restrittive a proposito. Non credo comunque che gli scandali abbiano influito sul comportamento del cattolico americano, molto attaccato alla fede e poco all'istituzione della chiesa. Perchè in America esiste una forte spiritualità che non è descrivibile dal numero di volte in cui si va a Messa".

Sembra quindi che i cattolici americani, almeno a New York, chiedano una maggiore innovazione, ammodernamento di una chiesa secolarizzata e anacronistica, poca aperta a soluzioni più flessibili e personalizzate, cui invece soprattutto i giovani americani sono abituati. Parlare di "offerta bancaria personalizzata" e "credo più flessibile" non fa alcuna differenza, nel mondo del consumismo americano?