Che si dice in Italia

Quel cervello deluso

di Gabriella Patti

Negli Stati Uniti il 52enne Ignazio Marino era un grande chirurgo. Ha scelto volontariamente di rientrare in Italia "per la soddisfazione di rendersi utile a tante persone e non soltanto a un paziente per volta". Lo hanno eletto al Senato e, vista la sua competenza, lo hanno messo a capo della Commissione sanità. Ha avuto una cocente delusione, come racconta in una bella e amara intervista-confessione a un settimanale. La sua vicenda, più di qualsiasi analisi di uno dei soliti politologi, fa capire qual è il muro contro cui continua a scontrarsi qualsiasi serio tentativo di modernizzare e umanizzare questo nostro amatissimo ma strano Paese. Tornato in patria, pensava di poter agire con rapidità anglosassone. Ma si è dovuto arrendere e, ora, ammette: «Ho voluto fare le cose troppo in fretta». Il muro lo ha fermato. Marino era convinto che, passato un terzo di secolo da quando - era il 1976 - in America si era capito che era sbagliato prolungare le soffererenze dei malati terminali e «si era provveduto di conseguenza», anche da noi in Italia sarebbe scattata la compassione e si sarebbe finalmente detto "no" all'accanimento terapeutico. Niente da fare, invece. Contro il suo disegno di legge sul testamento biologico si è coalizzata la terribile alleanza tra cattolici oltranzisti e furbi diplomatici del "meglio non mettersi contro la Chiesa.  In compenso il sistema gli ha imposto di rinunciare ai jeans e al maglione con i quali girava negli Usa. Per indossare giacca e cravatta, la divisa del perbenismo in salsa tricolore. E poi qualcuno ancora si stupisce che i nostri cervelli continuino ad andare in fuga all'estero. E a restarci.

   STIPENDI ITALIANI "DA FAME"? Pare di sì. E a dirlo non la solita pessimista che scrive queste righe. La sentenza, cifre alla mano, è dell'Ocse l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. La remunerazione media da noi è di 19.861 dollari annui, parecchi in meno rispetto agli oltre 26mila della media europea. Anche questo dato, certo, contribuisce alla fuga dei cervelli.

   E ANCHE GLI STUDENTI STRANIERI  bocciano l'Italia. Se il senatore Marino ha una certa età e potrebbe essere accusato di "pessimismo da anziano", ecco che prendono le distanze anche i giovani universitari che partecipano al noto e ormai ben collaudato programma di scambio europeo. Da un sondaggio risulta che, secondo loro, il Belpaese è poco accogliente, dagli alloggi costosi e dalle comunicazioni personali difficili perché l'inglese, lingua ormai internazionale e indispensabile, lo parlano in pochi e male.

      MA, ANCORA UNA VOLTA, CI SALVA IL TURISMO. Anche se gli addetti del settore si lamentano (ma avete mai sentito un albergatore dire che "quest'anno è andata bene"?), le ultime statistiche dicono che le bellezze dello stivale piacciono sempre. Solo nelle principali città arrivano ogni anno 25 milioni di visitatori per un totale di 60 milioni di notti. Insomma, la cattiva pubblicità - dalla spazzatura di Napoli alle storie di ordinaria criminalità ai disservizi nei trasporti - non fermano l'entusiasmo di chi l'Italia lama veramente, cioè gli stranieri. Meno male.

   VA DATO ATTO A BERLUSCONI  di essere uno che parla chiaro. Ha candidato nella sua lista Giuseppe Ciarrapico perché "è un editore di giornali e i suoi giornali "ci serve averli a favore". Per cui, poco importa se il neo candidato - un passato da andreottiano - dichiara che da sempre le sue vere simpatie sono per il fascismo. Quello autentico, non quello rivisitato e smussato di Gianfranco Fini. Ha protestato lo stesso segretario di Alleanza Nazionale e principale alleato di Berlusconi. E l'altro partner di minoranza dello schieramente di centrodestra, il leghista anti-italiano Umberto Bossi, ha addirittura chiesto la cancellazione di Ciarrapico dalla lista. Niente da fare. Il "grande capo" vede più lontano. Ciarrapico può portare voti preziosi nel Lazio, regione forse decisiva nell'imminente voto anche perché è quella di Walter Veltroni, l'ex sindaco di Roma che guida il centrosinistra. Non sarà una lezione molto morale ma, almeno, ha il pregio della brutale sincerità.