Che strana giustizia

di Gabriella Patti

La giustizia della legge, certe volte, mi lascia perplessa. Prendete Fabrizio Corona, il palestrato fotoreporter al centro di Vallettopoli, il recente scandalo dei ricatti a danno dei vip. Ha avuto un'ennesima "disavventura": lo hanno preso con un pacco di banconote false. Arrestato, è rimasto in carcere pochi giorni. Ha sostenuto di essersi fatto "fregare" perché quei soldi, che gli sarebbero stati dati come compenso per una serata in cui si è esibito in un locale notturno (ma allora, perché scappare davanti ai carabinieri e buttare dal finestrino gli svolazzanti corpi del reato), lui credeva che fossero buoni. Poi, però, ha patteggiato cioè, mi pare, ha ammesso la sua colpa. Ed è stato rimesso in libertà. Tra l'altro, se non ricordo male, in precedenza gli era anche stata ritirata la patente. Eppure, al momento del fattaccio, era alla guida del suo Suv. Lo so: tutto il mondo è paese, come dice il proverbio. Non è che cose del genere non accadano anche altrove. Ma, francamente, mi pare che in un momento di crisi sociale e politica come quello che sta attraversando l'Italia, il cittadino comune non si senta rassicurato da questi strani comportamenti della giustizia.

   MI ASPETTO, ALLORA, che venga rapidamente rimessa in libertà anche la banda di teppisti che a Milano si divertiva ad aggredire i filippini - colpevoli solo di essere, appunto, filippini. Forse i loro avvocati punteranno sulla giovanissima età, tra i 16 e i 20 anni? E si chiuderà anche un occhio sul fatto che alcuni di questi bravi ragazzi abbia già precedenti penali per spaccio?

   DEI LAVORATORI STRANIERI, invece, abbiamo sempre più bisogno come vado ripetendo da sempre. Per fare quei lavori che i nostri non vogliono fare più. Se ne sono accorti, se ancora serviva una conferma, proprio nel milanese. Il presidente della Provincia ha lanciato una proposta: assumiamoli nella polizia municipale, anche perché potrebbero funzionare bene per contrastare -  meglio degli italiani - i criminali extracomunitari. A me sembra una cosa giusta, ovviamente se fatta bene cioè dopo avere controllato la regolarità e la rettitudine dei potenziali candidati. Avviene in tanti altre nazioni, non ultimi gli Stati Uniti. Invece, apriti cielo. La Lega - e chi altri, sennò? - ha immediatamente protestato. Sostenendo, per bocca di un consigliere comunale del Carroccio, che anzi "l'unica cosa da fare è chiudere le frontiere". Idea anti-storica, prima ancora che stupida. Ma la Lega si appresta, grazie all'alleanza con Berlusconi, a tornare al governo. Finirà che sarò io ad emigrare. Chissà, anche se non ho più l'età, un posto da "vigilessa" all'estero riuscirei a trovarlo. 

   LA SINDOME DEGLI SPAGNOLI. E' quella che, sempre per parlar di stranieri, sembra averci contagiato. Ha ragione il politologo Aldo Cazzullo che, sul Corriere della Sera, scrive: "Gli italiani si sono convinti di essere fratelli degli spagnoli". Non è vero. Non tanto perché per secoli ci siamo combattuti, con gli spagnoli nella parte dei dominatori. Ma perché, nonostante le preoccupate rassegnazioni ("Madrid ci ha superato, sono più ricchi di noi" è il refrain ascoltato da più parti), se è certo che la Spagna sia più in forma e meno allo sbando di noi - politicamente e socialmente - i dati ufficiali dicono che  l'economia italiana pesa sempre un terzo di più della loro. Ma a noi,si sa, ci piace piangerci addosso