Economia

SPECIALE/ "Usa l'Italia": ecco come fare

di Michelina Zambella

Il 2007 è stato un anno molto positivo per le esportazioni italiane, il vero elemento trainante del nostro PIL. L'Italia è riuscita non solo a difendersi dall'assalto della Cina- la quale sta tuttavia orientando la sua specializzazione manifatturiera verso l'high tech e creerà problemi a tutti i paesi avanzati nel prossimo futuro e non solo a noi - ma il Made in Italy, con la sua industria del design e del lusso e la sua meccanica di nicchia, non solo ha conquistato i paesi emergenti, ma ha anche mantenuto i vecchi mercati. Il nuovo boom dell'export italiano è dipeso dalle ormai note 4 A (abbigliamento, arredo casa, agroalimentare e automazione), il cui surplus con l'estero ha toccato quota 100 miliardi di euro. La chiave non è solo nel binomio tradizione-qualità: i nostri produttori hanno dimostrato di saper guardare ai mercati, adeguare le filiere produttive alle nuove esigenze, fare marketing su 20 mercati diversi, sviluppando la capacità di internazionalizzarsi. In tutti i marchi del lusso possiamo definire le nostre aziende come vere aziende globali, o se vogliamo multinazionali tascabili. Questo vale nel settore calzaturiero, quindi tradizionale, ma anche per l'high tech. Le imprese devono comunque continuare ad attrezzarsi per i mercati esteri, spostando le risorse dai settori perdenti a quelli vincenti, elevando il capitale umano e investendo nella formazione tecnica e scientifica. Altrimenti avremmo sì il Made in Italy, ma non le persone capaci di farlo affermare nel mondo. In quest'ottica il Progetto USA l'Italia, che si propone di sviluppare modelli formativi e di assistenza tecnica in grado di facilitare la promozione ed il potenziamento dei processi si sviluppo locale attraverso il rafforzamento delle competenze negli Stati Uniti, ha colto nel segno".

Con questo discorso è intervenuto il Dr. Angelo Di Stasi, Direttore Generale del Ministero del Commercio Internazionale, al seminario tenutosi lunedi 3 marzo presso la sede della Regione Campania a NY, che a dicembre 2007 aveva ospitato il workshop proteso all'incentivazione del business tra PMI italiane e italo-americane e americane.

A moderare l'incontro-convegno sul tema "Potenzialità degli investimenti in Italia ed in Usa e dell'incrocio tra la domanda e l'offerta del mercato statunitense nell'ambito del commercio dei prodotti di alta qualità del Made in Italy", il Dr. Berardo Paradiso, Team Leader della struttura intermedia progetto USA L'ITALIA, che ha fatto il punto della situazione e ha chiesto, ai rappresentanti delle istituzioni presenti, come meglio promuovere le PMI italiane (Piccole e Medie Imprese) negli USA e con quali mezzi.

A chiarire il ruolo che il consolato svolge nell'attività di supporto per le PMI è intervenuto personalmente il Console Francesco Maria Talò che ha precisato: "Noi non offriamo risorse finanziarie. Bisogna responsabilizzare e formare gli italiani all'idea del mercato privato, quale quello statunitense, abbandonando l'idea di affidarsi ai fondi pubblici per potersi globalizzare. Dobbiamo promuovere una nuova immagine del Made in Italy capace di proiettarci sul mercato americano come il nuovo Sistema Italia, promuovendo la nostra cultura, la nostra lingua, i nostri risultati in campo scientifico e tecnologico, la nostra economia insomma, come il consolato sta già da tempo facendo". In merito alla formazione è intervenuta la Prof. Elisabeth Ingrassia, che ha spiegato come la Fordham University abbia accettato di collaborare con l'ECO.FORM.IT nell'ambito del Progetto "Usa l'Italia" occupandosi della formazione dei 15 studenti selezionati, destinati a divenire le nuove figure professionali qualificate nel campo del Marketing Internazionale per la promozione e lo sviluppo dei prodotti di alta qualità del Made in Italy: "Gli allievi sono all'altezza delle aspettative e il loro percorso formativo procede a grandi ritmi, con buoni risultati"- dice la Ingrassia.

È il Dott. Angelo Petruolo, Direttore del Progetto "USA l'Italia", a spiegare il perchè il Progetto sarebbe innovativo per rispondere alle esigenze delle Pmi sul mercato globale: "La mission del progetto è stata quella di sviluppare modelli formativi e di assistenza tecnica in grado di facilitare la promozione dei processi di sviluppo locale attraverso il rafforzamento delle competenze degli italiani negli Stati Uniti. Ma oltre alla formazione degli studenti, l'altro risultato principale è stato la creazione del sito www.usalitalia.org, quale strumento di interazione e di comunicazione tra le varie Aziende che concorrono al progetto".

Dalla formazione all'assistenza concreta fornita alle PMI negli States. Interviene, dunque, il Dott. Giovanni Mafodda, Vice Direttore Ufficio ICE Nord America: "L'ICE (L'Istituto del Commercio Estero) promuove il commercio, le opportunità di affari e di cooperazione industriale tra le aziende italiane ed estere, supportando quelle italiane attraverso servizi di informazione, promozione, cooperazione multilaterale e formazione. Adesso ci stiamo concentrando molto sulle catene di distribuzione per promuovere le eccellenze del Made in Italy, assicurando la presenza del prodotto italiano, sia del settore moda che del wine and food, nei principali negozi o catene di NYC. Un esempio è dato dalla partecipazione dei prodotti italiani al Fancy Food Show".

"Ma come possono le PMI penetrare nel mercato americano?" chiede il Dott. Paradiso al Dott. Paolo Vannini, Presidente Vannini Associates. "Gli imprenditori italiani e americani sono diversi, il loro modo di fare affari è diverso. Un fondamentale punto di partenza sarebbe la presa di coscienza da parte degli imprenditori italiani che ci si affaccia su un mercato estremamente competitivo e pieno di sfide". La Vannini&Associates, che vanta una profonda conoscenza del consumatore, dei competitori, dei sistemi e delle pratiche economiche americane, si propone come agenzia di consulenza tecnica "volta a costruire quel giusto ponte tra le varie culture del business evidenziando tutte le opportunità d'affari"( http://www.vanniniassociates.com).

"Con la larga presenza di Italo-americani in Nord America e il grande amore per l'Italia da parte degli americani, che quasi sempre associano i nostri prodotti alla qualità e creatività, i rapporti potrebbero essere molto intensi sia sul fornte commerciale che su quello imprenditoriale. È su questo che dobbiamo continuare a lavorare". Con queste parole Paradiso conclude il seminario-incontro sul Progetto "Usa L'Italia", i cui risultati sembrano essere positivi e soddisfacenti. Ne attendiamo, dunque, con un certo ottimismo  la realizzazione finale.