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Rare statuine a Park Avenue

di Gina Di Meo

Effetto choc, ma in positivo, per chi entra nell'Istituto Italiano di Cultura. Per il visitatore un "dilemma": dove mi trovo? In un palazzo reale o in un museo?  L'uno o l'altro che sia non si può non commentare positivamente l'impronta regale dell'istituzione di Park Avenue che fino al prossimo 18 marzo ospiterà la collezione Richard-Ginori. La mostra, intitolata "Richard-Ginori 1737-1937", per la prima volta a New York, presenta rare porcellane italiane, pezzi in ceramica, cera, terracotta che nel corso di tre secoli hanno abbellito i palazzi e le proprietà immobiliari delle famiglie nobili europee e ora custodite nel museo di Doccia a Sesto Fiorentino. L'esibizione è stata disegnata dall'architetto Antonio P. Saracino e curata da Roberto Miracco, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Olivia Rucellai del Museo di Doccia e Roberto Giovanelli, neo eletto presidente del Museo di Doccia.

I 160 pezzi che compongono "Richard-Ginori 1737-1937" sono stati tutti realizzati dall'azienda di Sesto Fiorentino e sono oggetti di uso comune come vasi, teiere, lampade, candelabri, piatti, e non hanno mai lasciato l'Italia se non per un viaggio a Washington lo scorso anno in occasione della visita del presidente Giorgio Napolitano.

«Queste ceramiche - ha spiegato Miracco - nel corso dei secoli sono state dei modelli di stile, design e cultura tra la classe aristocratica in tutta Europa e ora vogliamo condividere questi rari pezzi soprattutto con le generazioni future, perché anche loro possano godere di questo eccezionale design».

Dopo New York, la mostra farà tappa a Boston, Chicago ed in altre città degli Stati Uniti e probabilmente in Giappone prima di ritornare in Italia.

La Richard-Ginori è stata fondata nel 1735 dal marchese Carlo Ginori, che iniziò a produrre pezzi di rara bellezza sia per il design e la manifattura. Fu invece Lorenzo Ginori Lisci, nel 1864, ad avere l'idea di organizzare, documentare e preservare questi oggetti preziosi con la creazione di un museo. Un'altra impronta di prestigio è stata lasciata dal genio dell'architetto Gio Ponti che fu direttore artistico tra il 1923 e il 1930. Il suo programma di rinnovamento integrale di forme e decori, di grafica e loghi ha lasciato una traccia significativa. Il suo linguaggio è un'originale interpretazione dell'Art Déco e nell'archivio del Museo di Doccia sono conservati il suo carteggio ed i suoi disegni autografi ed alcuni pezzi famosi vengono continuamente chiesti in prestito dai più autorevoli musei del mondo.

«Questa è una realtà italiana importantissima - ha commentato Roberto Villa, presidente della Richard-Ginori - e faremo girare il museo nelle maggiori città del mondo per far conoscere un'arte quasi dimenticata. E ci tengo anche a sottolineare che tutti gli oggetti qui in esposizione possono essere riprodotti».

Villa ci ha anche spiegato che l'operazione è anche un tentativo di rilanciare il nome dell'azienda, che viene da un periodo di crisi ed è anche poco conosciuto all'estero. «È una prima mossa di marketing istituzionale - continua Villa - che vuole unire logica commerciale e cultura. Carlo Ginori, il fondatore, fu pioniere in questo, metteva in mostra i suoi prodotti negli anni in cui la porcellana cominciava ad affermarsi. Io oggi voglio riprendere quell'insegnamento».

Roberto Villa, con la sua società Starfin, è da circa un anno e mezzo il nuovo proprietario dell'azienda fiorentina, che solo ora, dopo anni di crisi industriale e finanziaria, sta tornando alla ribalta e presto potrebbe essere riquotata in Borsa.

La mostra è ad ingresso libero con orari dal lunedì al venerdì dalle 10am alle 4pm. Sabato 15 e domenica 16 marzo dalle 11am alle 5pm. 686 Park Avenue, tra 68ma e 69ma strada.