A modo mio

Come ci vedono gli altri

di Luigi Troiani

Con il dimissionamento del governo Prodi e la chiamata alle urne, l'Italia ha risolto una serie di equivoci politici ed economici. Gli osservatori stranieri sono stati impietosi nel spiegarcelo, disegnando lo scenario della probabile evoluzione politica dei prossimi mesi.

Ci siamo liberati in un sol colpo di due personaggi come Prodi e Tommaso Padoa Schioppa. Ho sentito definirli "lugubri" da politici e intellettuali di quella che si appresta a divenire la nuova maggioranza di governo. All'estero li hanno chiamati semplicemente "seri e competenti", tanto che quando si è capito che sarebbero andati a casa, il Financial Times, giornale conservatore della city di Londra, ha scritto: "... il governo si è mosso sorprendentemente bene negli scorsi 20 mesi. L'evasione fiscale è stata energicamente ridotta, il deficit di bilancio del 4,4% del prodotto interno lordo ereditato dal precedente governo di centro-destra di Silvio Berlusconi è stato tagliato a circa il 2%. La tendenza all'aumento ulteriore del debito pubblico è stata invertita. ... la disoccupazione è scesa al livello minimo da 15 anni sotto l'8%". Aggiungendo: "Benché Berlusconi abbia portato un gradito livello di stabilità alla politica italiana restando in carica per l'intera legislatura, questo è l'unico risultato da lui ottenuto. Il suo governo non ha realizzato nessuna significativa riforma economica, consentendo alla finanza pubblica di deteriorarsi in modo grave. La sua agenda è stata dominata da interessi personali, egli ha sfruttato in modo eclatante il suo controllo sull'impero mediatico, e il suo comportamento erratico gli ha alienato la gran parte dei partner europei".

Un altro equivoco probabilmente evitato, il partito Democratico, pD. Mastella, in un convegno di ottobre alla SUNY, dove gli ero accanto come relatore, aveva definito "una tragedia" la nascita di quel partito. La sua signora ci ha ora spiegato che l'ex ministro della giustizia ha aperto la crisi di governo, perché Veltroni ha dichiarato che il pD avrebbe corso da solo in caso di elezioni. Evidentemente per i coniugi Mastella togliere ossigeno al Pd e tornare in Parlamento con una quarantina di partiti come è capitato nella legislatura appena sciolta, è un fatto virtuoso. Per me è un fatto patologico, e mi auguro che Berlusconi faccia quello che ha enunciato più volte: crei un grande partito di centro destra che contribuisca a semplificare lo scenario politico. In assenza di questo atto, rischia di essere grama la vita del neofondato partito Democratico, asserragliato da una miriade di simboli a caccia di coalizioni d'ogni genere.

   Altro equivoco risolto, la tenuta dello stato e delle istituzioni. Le recenti vicende di concussione e malaffare in Sicilia e Campania, il disastro finanziario e non solo di ospedali e sanità in troppe regioni, il divieto del Comune di Milano sulla scuola ai figli degli immigrati, la bomba ecologica della spazzatura non solo in Campania, segnalano la difficoltà in cui versano regionalismo e autonomie locali. Solo in Italia, come ben sanno gli americani, figli dei Federalist Papers ferocemente impegnati a dare più potere a Washington contro l'egoismo degli stati, il termine "federalismo" è venuto a significare depauperamento della Nazione e arricchimento di mille centri di potere locale.  Si prevede che avremo una stagione di ulteriore spogliamento dei poteri dello stato unitario, con buona pace del bisogno di rilanciare il sistema Italia nella difficile congiuntura internazionale che si sta abbattendo sul sistema dell'economia globale.

   Confesso, con gli osservatori esteri, di essere preoccupato. Intanto l'Unione europea c'infligge multe a ripetizione e richiami contro la nostra riottosità al rispetto delle regole comunitarie. Le ultime per le frequenze televisive berlusconiane, la spazzatura, gas SO2 e polveri sottili nell'aria.