Economia

Italia, super potenza del kiwi

di Michelina Zambella

Io adoro il kiwi. Leggero, fresco, colorato, nutriente, ricco di potassio, di vitamina A, C e E. Sapevo tutto questo ma solo di recente ho scoperto che l'Italia, secondo le statistiche della FAO, ne fosse il più grande produttore ed esportatore. L'offerta media italiana di kiwi si aggira attorno alle 400-420 tonnellate all'anno, seguita dalla Nuova Zelanda (280-290mila) e dalla Cina (250mila).

È quanto affermato all'evento "The Real Flavor of the Fuzzy Fruit", tenutosi mercoledi 16 gennaio al Cornell Club di Manhattan, per la presentazione del kiwi europeo e del kiwi giallo, Jingold.

Il kiwi, nato in origine in Cina, poi esportato in Nuova Zelanda all'inizio del 20 secolo, raggiunge la California negli anni '60. La coltivazione italiana dei kiwi comincia negli anni '80, arrivando oggigiorno a coprire circa 23mila ettari di terreno, con una forte concentrazione solo in alcune regioni: Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Abruzzo. Dal momento che il consumo di kiwi è cresciuto molto all'estero, per aiutare a promuovere i benefici della Dieta Mediterranea e della frutta che cresce lungo quelle coste, l'Unione Europea e l'Ente governativo italiano AGEA hanno creato "Mediterranean Pleasures", programma biennale (2006- 2008) che intende promuovere all'estero, mediante conferenze e seminari, oltre al kiwi, anche il radicchio di Treviso, l'uva Pugliese, le arance Tarocco Siciliane e le cipolle rosse dolci di Tropea (per maggiori informazioni si veda www.mediterraneanpleasures.com).

E così in America, mercoledi, ha fatto il suo debutto il kiwi giallo soprannominato per l'appunto "Jingold", grazie all'impegno della Paganini Foods, il più grande importatore di kiwi Italiani negli Usa, che utilizza il marchio BellaVita. Gli obiettivi dell'importatore, chiariti durante la presentazione dal Presidente e CEO della Paganini Food, Celso Paganini, sono quelli di "introdurre nel mercato americano frutta e prodotti freschi di alta qualità coltivati nel bacino mediterraneo, creando una campagna di informazione per i consumatori americani, che ne chiarisca i valori nutrizionali e i benefici, e insistendo sull'importante ruolo che la freschezza e la naturalezza di questi prodotti gioca nella prevenzione delle malattie". È su quest'ultimo punto che è intervenuta la Nutrizionista Elizabeth Fassberg parlando de "L'importanza del kiwi europeo nella Dieta Mediterranea". "Più che di dieta, si dovrebbe parlare di modo salutare di mangiare, in cui il kiwi ricopre certamente un ruolo fondamentale"- dice la Dottoressa. I segreti di ricette culinarie e cosmetiche che ricorrono al fantastico e soffice (fuzzy)frutto, il kiwi, vengono svelate e suggerite ai consumatori americani. Perchè, si sa, mangiar bene e sano aiuta a viver meglio. Le due varianti di kiwi presentate alla Conferenza, il tradizionale verde e il nuovo giallastro, erano davvero deliziose. Ma cos'è che fa la differenza? E perchè mai l'America dovrebbe preferire l'Italia agli altri esportatori?

"A differenziare il nostro kiwi da quello dei concorrenti cileni, californiani o neozelandesi, non sono solo i ridotti costi di trasporto (dal momento che geograficamente l'Italia è più vicina agli USA rispetto alla Nuova Zelanda) che inevitabilmente si riflettono su un prezzo di vendita finale ragionevole, rapportato anche e soprattutto alla qualità"- illustra Celso Paganini. "Anche lo stile di vita mediterraneo, la cultura, i popoli, la storia e la cucina fanno la differenza. Gusto, salute e unicità dei prodotti mediterranei: questi gli elementi di forza del kiwi mediterraneo su cui puntare"- continua.

L'appetito vien mangiando ma oggigiorno sembra si sia persa la passione per il mangiar bene. Si assaporano verdure e frutta, senza gusto. È dunque necessario un cambiamento che Mediterranean Pleasures vuole attuare, promuovendo prodotti europei unici, autentici, gustosi, che saranno distribuiti in America nei supermercati, in negozi specifici e ristoranti.

Assaporando quei kiwi la differenza l'ho notata e non pensiate che lo dica solo per puro nazionalismo. Mangiare dovrebbe essere non solo il soddisfacimento di un bisogno psicologico, ma soprattutto un'esperienza, il momento per rilassarsi, godendo ciò che si mangia. Resta il fatto che io l'ho provato e il godimento con questo kiwi sembra assicurato. Per cui non resta altro che fare un grosso in bocca al lupo al nuovo debuttante e al vecchio fratello verde, sperando che anche i consumatori americani intuiscano e apprezzino la bontà di un frutto diverso dagli altri: il kiwi mediterraneo/ italiano!