CULINARIA/Freschezza e genuinità

di Liliana Rosano

Finalmente l'eccellenza della cucina italiana in tutta la sua freschezza e genuinità è pronta a sbarcare oltreoceano. Non che a NewYork sia difficile trovare una buona pizza napoletana, un bicchiere di chianti o un taglio di carne canina. Questa volta il progetto è più ambizioso: portare sulle tavole degli americani il cibo italiano autentico. Quello che si può trovare oggi nei mercati rionali italiani, nelle piccole botteghe dei borghi toscani.

Un progetto che porta la firma dell'ormai consolidato gruppo di chef star come Mario Batali, Joe e Lidia Bastianich che con l'inaugurazione di Eataly a New York, lo scorso martedì 31 agosto, hanno concretizzato un sogno per milioni di italiani che vivono a New York e per tutti gli appassionati e connoisseur di cibo italiano.
Eataly, che ha il suo quartier generale a Torino, nasce dalla filosofia di Slow Food, che sposa l'idea del cibo come un prodotto sostenibile e quindi rispettoso dell'uomo e della terra. Cibi a chilometri zero, che arrivano sulle tavole dei consumatori direttamente dai produttori. Riduttivo definirlo un supermercato, Eataly è espressione della cultura italiana e di un certo modo consapevole di cucinare. Lidia Bastianich, la celebre restaurateur italoamericana di origine croata, coinvolta nel progetto insieme al marito Joe e a Mario Batali, ci spiega da dove nasce Eataly, gli obiettivi e l'evoluzione della cucina italiana.

Lidia, con l'apertura di Eataly a New York, sentite di adattare Eataly alle esigenze del mercato americano o di rispettare l'eccellenza italiana?
«Assolutamente no! Noi riteniamo che il pubblico americano sia ormai maturo per comprendere al meglio i prodotti, il gusto e la genuinità della grande cucina italiana. Consideri che circa il 70% dei prodotti di Eataly è la prima volta che giungono negli Stati Uniti. Sarà compito primario del team Bastianich-Batali insegnare, dove necessario, al consumatore americano a capire, apprezzare, ed utilizzare al meglio i fantastici prodotti che il team di Oscar Farinetti ha messo loro a disposizione anche attraversol'ormai pluriennale collaborazione tra Slow Food ed Eataly.

Per rafforzare quest'aspetto di comprensione del cibo italiano, abbiamo anche creato la Scuola di Eataly, dove ci sarà l'opportunità di cucinare ed assaggiare, oltre che avere colloqui diretti con produttori, chef, ed esperti del settore. È fondamentale per noi comunicare la filosofia di vita attorno alla tavolaitaliana tanto ricercata ed apprezzata dagli americani in generale».


Eataly vuole essere molto di più di un semplice supermercato. A cosa puntate soprattutto?

«L'idea principale è di ricreare a New York l'ambiente di un piccolo paese italiano, dove centro focale è la piazza, dove i cittadini s'incontrano per prendere un caffè o un gelato. Con il mercato dove fare la spesa, un mercato dove si trova il banco della verdura con il "fruttivendolo" che ti pulisce i carciofi, o il macellaio con il quale puoi parlare e che ti suggerisce il il taglio di carne perfetto per il piatto che avevi in mente di preparare per cena; dove puoi passare dal fornaio a prendere la tua focaccia ligure appena fatta o il pane che sembra essere stato appena sfornato da un forno di Altamura. Ovviamente, in paese, non può mancare il pescivendolo, che ti fa assaggiare il miglior crudo di pesce della città, o la pizzeria, con la pizza con il cornicione alto alla "napoletana" come piace a noi, ma anche il ristorante elegante, Manzo, dove andare a gustare dei grandi piatti dove il gusto italiano si sposa con l'amore per la carne tipico degli americani (ma anchedei piemontesi o dei toscani, ovviamente)».

Lei è stata un po' l'artefice del modo di pensare e vedere la cucina italiana negli States: da una cucina povera e frutto dell'emigrazione alla nouvelle cuisine di oggi. Come si sta evolvendo la cucina italiana?
«Quando ho cominciato la mia avventura nel mondo della ristorazione, nel 1971, la cucina "italiana" era adattata alle circostanze del momento: l'assoluta mancanza dei prodotti tipici italiani. Con il passare del tempo e con l'avvento sempre più, dei prodotti autentici, ci si è avvicinati moltissimo agli standard di eccellenza della cucina italiana. Nei miei libri e nei miei programmi televisivi non manco mai di ricordare come, quella di un tempo, fosse una cucina italoamericana che tuttora esiste, che è diversa dalla cucina tradizionale italiana, a cui gli americani sono affezionati. Eataly rispecchia appieno il cambiamento avvenuto negli ultimi quarant'anni negli Stati Uniti, continuando a percorrere il solco della grande tradizione culinaria italiana al fine sempre più di gustare l'eccellenza della cucina "Bel Paese" negli Stati Uniti».