Quando la poesia è un mandolino

di R.C.

La matinée dell'Altamura Center for the Arts ha richiamato più gente di quanto il piccolo teatro ne potesse contenere, attirata da un programma che annunciava il concerto della Bloomfield Mandolin Orchestra e interpretazioni del baritono Stafanos Koroneos, del tenore Enrique Pina, del soprano Elizabeth Perryman e del baritono Lawrence Harris.

Ha condotto la Mandolin Orchestra il maestro Enrico Granafei che ha chiamato John LaBarbera in qualità di ospite mandolinista nella compagnia di sedici musicisti che tramandano una tradizione che risale al 1941, avviata da 7 musicisti pionieri, in sordina nel retrobottega di un barbiere. Allora era chiamata Orange & Vicinities e Peter Luongo di West Orange che figura tra gli originali fondatori, ancora oggi è componente della Orchestra.
Enrico Granafei per il terzo anno è alla guida dell'Orchestra che per 37 anni aveva condotto Gabriele Nevola. Assieme ai componenti Granafei ha introdotto fortunate interpretazioni ancora più brillanti che vanno ad esaltare la musicalità dei mandolini tradizionali.

Il direttore è un profondo conoscitore della chitarra classica, oltre a suonare armonica virtuoso, a cantare, a scrivere e comporre e condurre, naturalmente. Un professionista della musica che si presenta come un "pacchetto garantito" fatto di una lunga storia e di esperienze musicali che vanno oltre il genere classico e quello jazz.

Il tutto condito con una straordinaria capacità di suonare due strumenti, grazie ad un'armonica cromatica che riesce a suonare senza mani creata da Vern Smith, che consente a Granafei di suonare contemporaneamente chitarra ed armonica, riuscendo peraltro a produrre l'illusione che sia più di un musicista a suonare.
E' uno dei più rispettati suonatori di armonica cromatica nel mondo e continua a mietere audience in aumento per questo strumento attraverso le sue performance internazionali, grazie anche alla sua innata abilità di coinvolgere il pubblico - come ha fatto domenica al Center - per la serie Neapolitan Opera & Song quando ha invitato la platea ad accompagnare l'Orchestra nell'interpretazione di alcuni brani del repertorio classico napoletano.

L'opera è stata affidata alle voci di Koroneos, Pina, Perryman e Harris con arie del repertorio di Bellini, Verdi, Leoncavallo, Puccini e De Curtis che il pubblico ha apprezzato con accorati applausi per gli interpreti.
Patron e fondatrice del Center di Round Top è il soprano Carmela Altamura che dieci anni fa decise di realizzarlo assieme al marito Leonard, nell'intento di coltivare la musica come strumento di promozione della pace tra i popoli.

Abbiamo chiesto al soprano Altamura di tracciare un quadro di questi dieci anni che si lascia alle spalle.
"Per me sono stati la realizzazione di un sogno, perché mi sono sempre descritta guardandomi allo specchio, di essere una possibilità per le possibilità. E allora in questo teatro - spiega - tutte le possibilità che ci sono nei giovani artisti sono state coltivate a tal punto che i loro sogni sono stati realizzati. E questo per me è una gioia, perché lascia qualche cosa di te. E' come avere dei figli spirituali, che poi nel mondo faranno la stessa cosa: aiuteranno gli altri come ambasciatori di pace".

Un'altra scuola, ad altissimo livello mirata a "lucidare" i ruoli nei più minuziosi dettagli di interpreti già collaudati sul palcoscenico, ha preso forma a Round Top, chiamata Encounter With the Masters che si svolge sempre all'Altamura Center. "Vengono dalla Scala, dal Metropolitan e da altri teatri importanti perché ci sono gli incontri col maestro in cui si tramandano a voce tutte le tradizioni non scritte con i pucciniani, mozartiani, verdiani e poi la dizione e la  teatralità".
In apertura Carmela Altamura ha invitato la platea ad un momento di raccoglimento alla memoria del poeta Nino Del Duca, del New Jersey, recentemente scomparso.

In merito alla prossima edizione del concorso internazionale di voci nuove per la lirica che il Center organizza con cadenza biennale e che dovrebbe svolgersi nel 2011 il soprano non vuole sbilanciarsi, ma è sull'altalena tra il Canada e New York come sede degli award.