TEATRO \ BROADWAY & DINTORNI/Un po’ d’Italia al Fringe

di Mario Fratti

Per il Fringe Festival è difficile la scelta. Ottocento autori hanno inviato testi. Duecento sono stati accettati. Milleduecento gli attori partecipanti. Quattrordici sono le compagnie provenienti dall'estero (Italia, Francia, Irlanda, Singapore, Norvegia, India e Australia). Prevalgono i musical (unica speranza di futuri guadagni) e monologhi (costano poco).
I musical più divertenti sono: "The Morning After..." di Jeff Bienstock (sorpresa dopo una notte allegra); "Invader" di Jason Poe Powell (fantascienza); "In the Schoolyard" di P. Simmons e R. Kaufman (buona coreografia di C. Meader); "Pope" (monache e preti danzanti); "Have a Nice Life" di C. Mitchell e M. Hurt (la terapia aiuta); "Feed the Monster" di S. Ehrlich (sete di musica e droghe).

Molti partecipanti hanno nomi italiani. Il gruppo TEV presenta "Eternity in an Hour" (la poesia di William Blake; strano; dovrebbero scegliere testi italiani dei nuovi, brillanti autori italiani); Michael De Vito presenta "In Loco Parentis" (quando manca la madre, arriva una diligente maestra); il regista Francesco Campari presenta il musical "William and the Tradesmen"; Lee Papa presenta "Heterosexuals" (dimostra che esistono ancora); Vince Santoro in "Vinnie Vidivici" (scritto, diretto e recitato da lui); "Scared Skinny" di Mary Dimino (è senz'altro il migliore: Mary ci diverte con la sua sincerità; parla di problemi e speranze; ironia sulla sua condizione di donna solo; consigliato; 64 East 4th Street).

Tanti altri monologhi cominciano con la frase "scritto e recitato da...". Moltissimi. "A Separate Peace" di B. Foyster; "Squeeze the Dollar" di S. Shoham; "Made in Taiwan" di M. Krusiec; "Scavinger Daughter" di C. Magner; "Rites of Privacy" di D. Rhodes; "Stripes..." di S. Hayward; "Broken Brain" di M. Hirstreet; "Viva la Revolucion" della cubana Diana Yanez; "Totally" di K. Smith; "Single Jewish Female" di Rachel Evans. E tanti altri.. Sono generalmente confessioni di guai.

Ci sono anche testi polemici contro la guerra e la corruzione. Uno dei migliori è "Energy Man" di Rob Langeder (contro la truffa Enron); "Get Rich Cheating" di Jeff Kreisler (il titolo dice tutto); "Picking Palin" di Stephen Padilla (come scelsero la folle Palin come possibile vice-presidente; pericoloso momento per la storia degli Stati Uniti); "By Hands Unknown" (linciaggi); "Shaheed" di Anna Khaia (perché Benazir Bhutto fu assassinata); "Katrina" (la tragedia di New Orleans); "Praise the Lord" di J. Ryan e R. Sansone (religioni che non collaborano); "Rash" di Jenny Wolson (la tragedia in Rwanda); "Happy Birthday, Mom" (una figlia scopre che la matura madre ha un giovane amante).

C'è anche "Protected", scritto e diretto da Timothy Scott Harris. Una commedia ben costruita che è pronta per un teatro commerciale (220 East 4th Street). Langley (Jeff Paul) è timido e si rifugia in una casa in Albuquerque. Lo visitano i curiosi vicini. Mirna (Cam Kornman), una madre che vuol presentargli la bizzarra, simpatica figlia (Dee Dee friedman). Matt (Matt Walker), che recita travestito da donna, e Cruthers, fratello di Langley (l'abile Bill Tatum); lo rimprovera e spiega il perché della sua fuga dalla città. Ha qualcosa da nascondere. Un bel finale; molti applausi.

Molto convincente l'attrice fiorentina Claudia Godi in "Rey" di Scott Decker (un forte giallo al teatro Kraine - 85 East 4th Street). La poetessa e commediografa Linda Ann Loschiavo presenta ogni anno un tributo a Mae West. Quest'anno due magnifiche attrici ci hanno deliziato per due ore. Le divertenti Anne Marie Finnie (Mae West) e Maggie Worsdale (Sophie Tucker). Teatro Tempio (339 West 47th Street).
Sono stati presentati al teatro Castillo (543 West 42nd Street) i quattro vincitori del premio Fred Newman: Debora Threedy, Michael Vukadinovich, Nicole Anderson-Cobb e Judith Marie Wallace.
Buon teatro in "Manhattan Transfer" di Martin M. Zuckerman (basato sul romanzo di John Dos Passos). Il regista John W. Cooper del Turtle Shell (300 West 43rd Street) fa miracoli in uno spazio ristretto per far rivivere la vita di New York al principio del secolo. Molti personaggi che contribuiscono in questo mirabile quadro ma i principali protagonisti sono tre. George (Brad Coolidge) è un avvocato senza scrupoli. Passa da donna a donna e tradisce tutti. La sua prima vittima è Nellie (Kelley Dorney), una moglie ingenua. Seduce anche ma viene punito da una donna bella e spregiudicata che lo tradisce continuamente. Ellen (Casandera Lollar) è sexy, seducente ed è il vero centro dell'opera. Sconfigge tutti. Jojo (Mark A. Keeton) che le ha promesso una carriera nel teatro; Adam Shorsten che beve e si distrugge e più tardi Jimmy (Nick Fesette) che è lo scrittore che sta descrivendo per noi quel mondo. Altre donne interessanti sono Cassie (Rachel Halper), Briana Packen e Jenn Goodson, che ha una bella voce e canta sullo sfondo.

Nello stesso teatro due atti unici di Jonathan Brady. In "Suits and Capes" due giovani si vestono da Superman e vogliono arrestare un criminale. Bizzarre avventure. Nel primo, il mondo degli affari. Tradimenti e compromessi. Ci scappa pure il morto. Difendono il responsabile.
Altri otto atti unici, al teatro 59E59, in "Summer Shorts". Due sono monologhi. "The Graduation of Grace" (la giovane afro-americana Clara Hopkins Daniels si toglie tutti gli indumenti bianchi per restare tutta in nero; è orgogliosa della sua razza. Buon testo di Wendy Kesselman. "The Express of Rain" di Deb Margolin (Iyaba Ibo Mandingo ci diverte con la sua poesia; si rivela; ed alla fine la donna che gli urlava di star zitto, gli butta addosso acqua che lo zittisce; breve apparizione di Jo Yang). "An Actor Prepares" di Timothy Mason. Padre e figlio. Il padre è arrogante e non ascolta il figlio (James Leighton e M.E. Wilson). "Happy" di Alan Zweibel (il mondo dello sport; Scott Adsit porta un insolito regalo all'anziano campione Arthur French). "Jonathan Blaze" (reduci inferociti: una pistola sta per uccidere).

I due atti unici migliori sono "Romance" di Neil LaBute (due omosessuali si scambiano i ruoli; i bravi Jeff Binder e Demond Green). Poetico ed interessante "Play with the Penguin" di Roger Hedden. Il pinguino è un elegante, simpatico musicista: Josh Helman. Ben diretto da Billy Hopkins. In "Fit" di Neil Koenigsberg, una strana coppia (J.J. Perez e K.C. Roberts) accetta una relazione con l'elegante Liam Torres.