Che si dice in Italia

"Culurgiones” contro Big Mac

di Gabriella Patti

Non ho mai mangiato i "culurgiones" ma ho deciso che mi piacciono molto e che vanno difesi ad ogni costo. Spiegazione: con questo nome francamente curioso si chiama una pietanza tipica della cucina sarda, fatta di sfoglia di semola di grano duro ripiena di patate e formaggio.
"I culurgiones esistono da molto più tempo dei cheeseburger" dice Ivan Puddu, giovane imprenditore di Balnei nella zona dell'Ogliastra che è nella parte orientale dell'isola. Puddu, novello Davide contro il gigante Golia, è al centro di una battaglia ingaggiata contro di lui nientemeno che dal colosso alimentare McDonald's. Lui, dicono gli avvocati della multinazionale a stelle e strisce, è colpevole di avere chiamato il suo negozio McPuddu's.

Apriti cielo! Concorrenza sleale, tuonano da oltre Oceano. La vicenda sarebbe comica se non stesse diventando politica: a difesa di Ivan è scesa in campo la stessa Regione Sardegna. Ma, soprattutto, la vicenda ha forti risvolti culturali. Gli addetti ai lavori sostengono che, chiamando la sua impresa McPuddu's, il giovaneimprenditore ha sottolineato come, al giorno d'oggi, la cultura alimentare identitaria si sposa con i ritmi veloci del nostro tempo".

Che abbia ragione lo dimostra l'apertura in queste ore a New York di Eataly che promette di essere l'emporio della cucina italiana negli Usa, una cucina che - pur rispettando le sue origini - fa indubbiamente i conti con i tempi moderni, con i gusti cambiati, con le mescolanze, con i diversi approvvigionamenti delle materie base. Le proteste della McDonald's mi appaiono francamente ridicole e poco sportive. Per cui: viva McPuddu's e i culurgiones!

CHE GLI UOMINI DI CHIESA prima di essere religiosi siano uomini è una realtà che, ogni tanto, viene a galla. E, sarò un'ingenua, ma ogni volta mi sorprende. Il mio stupore riguarda sia i mullah dell'estremismo islamico sia i rabbini intransigenti sia, ahimè, i preti della mia religione, il cattolicesimo.
Contro Berlusconi una parte del Vaticano, usando il settimanale Famiglia Cristiana ma anche il quotidiano Avvenire, sta sempre più esprimendo le sue critiche. Ma un'altra parte scende in campo e, a spada tratta è il caso di dire, non solo difende l'attuale capo del governo ma addirittura avverte che "se il governo cadesse, i guai per la nostra città diventerebbero grossi".

La frase tra virgolette è stata detta in pubblico dall'arcivescovo dell'Aquila, Molinari. Se questa non è campagna elettorale... Ma non basta. Berlusconi, la cui vita privata non è certo esemplare, non avrebbe diritto a prendere la Comunione secondo quanto stabilisce la Chiesa nei confronti delle persone divorziate. Personalmente trovo che sia un errore, ma questo è il diritto canonico. Che, però, a quanto pare non vale per i potenti.
Sentite sempre l'arcivescovo Molinari: "Essendosi Berlusconi separato dalla seconda moglie, con la quale era sposato civilmente, è tornato a una situazione, diciamo così, ex ante". Ovvero: può accostarsi alla Santa Comunione. Il ragionamento cavilloso si commenta da solo: anche in campo canonico ci sono figli e figliastri. Io, da ingenua, ho sempre pensato che la religione non dovrebbe occuparsi di politica ma della fede, della moralità e in definitiva del generale benessere della società. E, infine, non dovrebbe accompagnarci nell'urna elettorale. Evidentemente sbagliavo.

UNA NUOVA CENTRALE DI MEGA-POTERE sta per nascere in Italia. E la cosa non è affatto positiva.
Mi riferisco a Roma Capitale. Sul modello del Distretto Federale di Washington si è deciso di dare alla Capitale una certa autonomia amministrativa. Fin qui, tutto giusto. Da quello che sta emergendo, però, il Sindaco e i suoi consiglieri forse stanno esagerando.
Sembra che le imprese edili, in questo disegno, avranno un'ampia possibilità di agire senza più i controlli della Provincia e della Regione. Roma, nella sua storia millenaria ha già subito almeno tre saccheggi: uno nel lontano passato ad opera dei barbari, l'altro acavallo tra il 19esimo e il ventesimo secolo quando i grandi e splendidi terreni dei principi capitolini attorno a via Veneto vennero cementificati a seguito di incredibili operazioni di speculazione, l'ultimo con i palazzinari del secondo dopo guerra e gli orrendi casermoni delle periferie.
Mi domando che cosa ci sia ancora da cementificare. Ma, pure questa volta, devo essere poco informata. Ci dobbiamo, quindi, preparare al quarto sacco di Roma?