TEATRO /BROADWAY & DINTORNI/Meglio lupi che uomini

di Mario Fratti

 E' stato finalmente confermato - come pubblicato domenica scorsa, ndR - che la commedia musicale "Pinocchio", che ha avuto tanto successo in Italia e nella Corea del Sud, sarà a New York in ottobre nel bel teatro dell'Hunter College. Voglio ricordare agli spettatori italiani che sono spesso pigri e non devono perdere l'occasione di riempire quel teatro ogni sera con, possibilmente, una fila fuori che cerca biglietti. Solo se si avrà un pienone ogni sera, un produttore americano vedrà l'occasione di guadagno e comprerà il musical per molti mesi a Broadway. Solo se abbiamo un pienone. Unica speranza per avere un musical italiano a Broadway. Dettagli ed informazioni, dai prossimi giorni, in America Oggi.

Quando ci sono poche prime a Broadway, nei mesi caldi, vado nel teatrino 59E59. C'è sempre qualche testo interessante. Abbiamo questa settimana "Wolves" della giovane Delaney Britt Brewer della compagnia ‘Kids with Guns'. Prodotto da Ben Cikanek, uno degli scrittori di questo attivo gruppo teatrale. Hanno ottimi attori ed un abile regista, Mike Klar. Purtroppo l'autrice è una pessimista e ci mostra un mondo di giovani depressi, insicuri, condannati ad una vita senza speranze. Sono ricchi e viziati. Non sanno apprezzare i privilegi di famiglie ricche ed agiate. Ottimo titolo. Scopriremo duramnte la rappresentazione che i lupi sono migliori degli uomini.

Una coppia sta andando in macchina ad una festa organizzata da amici. Il regista indica suggestivamente un'automobile giocattolo nelle mani di Caleb (Josh Tyson). Lui è paziente ed ascolta con rassegnazione i commenti e le lamentele della sua compagna Kay (la bella Elizabeth A. Davis). Giungono a destinazione ed incontrano una coppia depressa ed infelice. Lui (Richard Saudek) è palesemente gay. Lei (Sarah Beskin) lo accetta e sopporta. Meglio un compagno gay che un'esistenza sterile. Si drogano. Caleb, dopo una lite, ha bisogno di un po' di solitudine. Si allontana ed incontra la giovane, bella Jenny (Megan Tusing). Lei lo corteggia, gli dà una dose di ecstasy e si offre. Lui è tentato da questa tenera offerta ma ama ancora Kay e non la tradisce. Accusato, si difende e dice la verità. Domanda poi alla sua donna se lo ama, se lo ha mai amato. Kay afferma che non lo ha mai amato. Lui è un pigro scrittore e i soldi per mantenerlo sono della ricca famiglia di lei. Altra coppia che si adatta. Meglio un compagno, uno che non si ama che il nulla. Tornando in macchina investono un lupo che giace di fronte a loro, ferito. Lei impone a Caleb di ucciderlo. Lui si rifiuta perché vede dolcezza negli occhi del lupo. Lei, decisa, lo uccide.

Questa è la prima parte. Ne seguono altre due. Nella scena numero due, abbiamo un fratello e una sorella. Bevono e si confidano. Lei (Megan Hart) è lesbica e sogna il ritorno della sua amante. Lui (Foug Roland) beve e si allontana per dare occasione all'amante di sua sorella di tornare (Julie Fitzpatrick). Si parlano, si ammirano, e, finalmente, si abbracciano. Anche qui appare lo stesso lupo della scena precedente, come simbolo di minaccia.
Il lupo (Vikki Vasiliki Eugenis) riappare nella terza scena come figlia ignorata e maltrattata da genitori che non sanno amare. Pensano solo alla carriera. Terzo momento negativo. Si cerca di dimostrare che non sappiamo amare i figli. Una "prima" affollata. Applausi.

C'è invece amore per la vita e gran senso dell'umorismo in "The Irish... and How They Got That Way" di Frank McCourt, brillantemente diretto da Charlotte Moore (132 West 22nd Street). L'autore, un insegnante irlandese che vinse il premio Pulitzer con il meraviglioso, commovente romanzo "Angela's Ashes", amava molto il teatro ed aveva anche recitato, occasionalmente. Dopo il successo del romanzo decise di scrivere questa divertente commedia. Nel programma c'è anche una sua foto, come attore in "Philadelphia, Here I Come!".

Sei eccellenti attori ci divertono per due piacevoli ore: Kerry Conte, Terry Donnelly, Ciaran Sheehan, Patrick Shields, Gary Troy e Kevin B. Winehold (che è anche al piano ed alla fisarmonica). Ciò che prevale è la satira contro gli inglesi che disprezzavano e perseguitavano gli immigrati che erano costretti a lasciare la loro terra durante la famosa crisi 1845-1852. Fame e morte per migliaia di poveri a causa della carestia che li privava delle patate, base del loro pasto. Attaccano particolarmente gli avidi mercanti che compravano a bassi prezzi tutti gli alimenti disponibili. Un vero sfruttamento della miseria, causa di migliaia di decessi. La commedia musicale inizia con "The Rose of Tralee" (Kerry e Terry). Cantano poi il tradizionale, noto "The Holy Ground" (Gary). Molte canzoni vengono cantate con passione dall'intera compagnia: "If You're Irish", "Come Back...", "The Rare Ould Times", ‘Shores of Amerikay" ed "Erie Canal". Tutte ironiche che prendono in giro il pessimo cibo degli inglesi, il loro atteggiamento di conquistatori, superiori agli umili contadini che controllavano. Un magnifico "Danny Boy" di Ciaran strappa applausi a scena aperta.

Convincente anche il suo "Give My Regards to Broadway" di George M. Cohan. Riappaiono e sono applauditi con entusiasmo anche "Moonshiner", "Finnegan's Wake" e "Ireland Boys Hurray". In un crescendo, dimostrano poi che, da perseguitati, diventano abili politicanti che controllano le redini della città. Ancora oggi abbiamo ottimi testi di autori irlandesi. Sanno divertire e insegnare. Fino alla fine di settembre. Consigliato.