ECONOMIA/SpinExpo: dopo New York, il tessile Made in Italy va a Shanghai

di Marco Mastella

Giudizi contrastanti da parte degli operatori sulla 2° edizione dello SpinExpo, rassegna internazionale del tessile, che si è tenuta a New York fino al 21 luglio. Nella struttura del Metropolitan Pavillon & Altman Building sulla 18th Street tra 6th 7th Avenue, aziende del settore hanno presentato i loro prodotti e idee puntando direttamente sulla primavera/estate del 2011 e con una "preview" sull'autunno/inverno dello stesso anno. Tanti i nomi presenti nella tre giorni newyorkese, e 28 erano gli espositori italiani. Dall'Accademia Industria Italiana Filati SpA alla Igea, dalla Filpucci SpA alla Nardi Srl.

Il piatto forte della fiera non è stato solo cashmere o lana, e quindi più in generale le fibre. Infatti nel caso della Santoni (sede a Brescia) ci troviamo di fronte ad un'azienda leader nel settore dei macchinari per la produzione di abbigliamento privo di cuciture.
"Siamo molto soddisfatti dell'afflusso di operatori e non. La nostra è una presenza di promozione. Il nostro nome è associato a marchi quali Adidas e Nike, quindi abbigliamento sportivo. Ma anche nell'intimo siamo forti. L'obiettivo ora è quello di raggiungere altre fette di mercato. In questo senso stiamo puntando ovviamente alle grosse distribuzioni come ad esempio Calvin Klein o Gap, i cui agenti sono venuti nel nostro stand a visionare il prodotto" spiega il Responsabile Marketing, Patrick Silva.
E per quanto riguarda le forniture? Patrick in percentuale ci spiega che "l'80% è appannaggio dell'Asia, poi Sud America, Turchia e Stati Uniti".

Chi invece non ritiene questo tipo di appuntamenti utile, è il vice Presidente della Filpucci, Federico Gualtieri che dice: "Siamo qui per la promozione della nostra azienda con sede in Cina (la principale è comunque italiana e ha sede a Prato, ndr) che ha circa 5 anni di vita. Di certo questo non è il modo migliore per presentare un prodotto. Preferisco incontrare singolarmente i clienti soprattutto qui in America dove facciamo gli affari migliori, potendo infatti contare su un fatturato del 40%".

Nel confronto poi tra Italia e Cina, in termini di costi e qualità, si nota "un notevole apprezzamento per i nostri prodotti rispetto agli anni passati". C'è ancora chi è arrivato a quest'appuntamento con obiettivi diversi. La Cofil di Montemurlo (Prato) "è qui per farsi conoscere allo scopo di investire seriamente nei prossimi mesi nel mercato americano. Siamo alla ricerca di agenti che ci possano garantitre una forte presenza sul territorio" afferma Federico Corrieri. "La nostra è una realtà giovane, nata appena tre anni fa, ma che vuole fare il salto di qualità. Ci dedichiamo alla grossa distribuzione seguendo una politica di prezzi bassi e alta qualità. Lavoriamo molto con aziende spagnole, ma ora è arrivato il momento di gurdare anche altrove" continua a spiegarci Federico.

Discorso diverso per quanto riguarda Cariaggi Lanificio di Smirra di Cagli (PU). Fondata nel 1958 da Alberto Cariaggi ad oggi conta 214 dipendenti e la sua produzione avviene esclusivamente in Italia (c'è solo una joint venture con un'azienda cinese per la ricerca della materia prima), secondo le linee dettate dall'Amministratore Delegato, Piergiorgio Cariaggi.

Il C.E.O. Renato Cotto è deluso dall'affluenza di quest'anno e di sicuro le aspettative erano diverse e maggiori. Secondo Cotto infatti questi sono momenti in cui "si deve avere la possibilità di conoscere i piccoli clienti che ad esempio non sono stati presenti al Pitti Filati in Italia o che comunque non si spostano in Europa. Si dovrebbe puntare quindi su questo tipo di clientela, ampliare decisamente il panorama" e ancora "fortunatamente noi di Cariaggi non possiamo certo lamentarci per i risultati che stiamo ottenendo.

Dopo un complesso e burrascoso 2009, siamo ritornati alla grande nonostante ci sia stata negli ultimi otto mesi un'impennata vertiginosa , tra 25% e 40%, dei costi delle materie prime". Uno dei maggiori incrementi è stato quello del cashmere a causa della perdita di 3.5 milioni di capi, dovuto a soprattutto a fattori climatici. Il fatturato di 60 mln colloca la Cariaggi fra le aziende top al mondo. "Il 70% delle vendite è in italia e poi il 20% di queste è esportato. I paesi con cui abbiamo ottimi rapporti sono Usa, Francia, Giappone, Inghilterra e Germania" conclude Cotto.

Chiuso il sipario nordamericano, la "carovana" si sposterà a Shanghai nel prossimo mese di settembre, nei giorni 7-8-9, dove Spinexpo è giunta alla XVI edizione.