LIBRI/Dimenticati in patria

di Giuseppe Quatriglio

In questa città siciliana all'ombra dell'Etna, la sessione italiana del nono congresso di letteratura contemporanea spagnola ha visto la partecipazione di studiosi che da anni si occupano degli autori italiani del Novecento, e delle loro opere, con un attento lavoro di comparazione tra la letteratura italiana e quella spagnola.

La manifestazione è stata organizzata congiuntamente dall'università di La Coruña e da quella di Catania e, in modo specifico, dai cattedratici Sarah Zappulla Muscarà e Fidel Lòpez Criado e Mercedes Gonzàles de Sande, con la partecipazione dell'Istituto di Storia dello Spettacolo siciliano e del suo presidente Enzo Zappulla.
Si è svolta nella sede della facoltà di lettere e filosofia ospitata nel monastero dei Benedettini, "immenso e sontuoso", come lo definì il narratore verista Federico De Roberto. Ed è qui che la  giovane cattedratica Mercedes Gonzàlez de Sande ci ha parlato degli autori italiani  dei quali si è occupata, e continua a occuparsi, nei suoi libri, in seminari universitari e in convegni internazionali.

Docente di italiano, per quindici anni, nell'università di Bergamo, è ritornata nella nativa Spagna dove ha ora la cattedra nell'università di Murcia, la settima città della penisola iberica. Fa parte della "Società spagnola degli italianisti", ed è per questo che la sua attività scientifica e quella didattica sono continue, e si svolgono rivolgendo una particolare attenzione ai testi della narrativa italiana del Novecento.

Nell'àmbito del suo lavoro di ricerca, Mercedes Gonzàlez de Sande ha recentemente svolto una relazione sul linguaggio colloquiale nella narrativa femminile contemporanea italiana e spagnola, che ha confermato l'ampiezza delle sue letture e la profondità dei suoi studi.

Una particolare attenzione la studiosa spagnola ha riservato a due scrittori italiani del Novecento, Giovanni Papini (1881-1956) e Giuseppe Prezzolini (1882-1982). Ne ha scritto in un libro di 270 pagine dal titolo «La cultura española in Papini y Prezzolini» pubblicato nel 2001 dall'editore romano Bulzoni, con il supporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Si è dilungata molto su Papini, uno del più attivi del gruppo de "La Voce" e protagonista di molte avventure letterarie assieme all'amico Prezzolini, con il quale nel 1904 fondò la rivista "Il Leonardo". Papini - ha rilevato la saggista - conosceva bene la Spagna e la sua cultura, come scrisse una volta: "Ho amato fin dall'adolescenza la Spagna di quell'amore caldo e perfetto che si prova soltanto per i paesi nei quali non siamo andati mai".
Ampio il capitolo dedicato a Giuseppe Prezzolini, il grande vecchio della cultura italiana morto a cento anni. Scrittore anarchico e anticonformista, conservatore a suo modo, osservatore acuto della realtà d'Italia e di quella americana che conosceva bene, Prezzolini, nella disamina di Mercedes Gonzàlez de Sande, nel suo esame scrupoloso e accattivante, appare un  testimone dei fatti europei ed americani del suo tempo.
Due grande autori, entrambi scomparsi, uno a metà del Novecento e l'altro sul finire del secolo, dimenticati quasi del tutto in Italia, acquistano nuova vita negli anni del Duemila  attraverso le pagine di una studiosa spagnola.