TEATRO \ BROADWAY & DINTORNI/Shakespeare “siciliano”

di Mario Fratti

Altra offerta di Shakespeare, gratis, a Central Park. Il Public Theater di Oskar Eustis ci racconta una storia siciliana in "The Winter's Tale". Abbiamo Leonte, re della Sicilia (Ruben Santiago-Hudson) in un conflitto di gelosia con Polixenes, re della Boemia (Jesse L. Martin). Leonte sospetta che sua moglie, la regina (Linda Emond), sia infedele. Pensa che lo abbia tradito con il suo amico Polixenes. La regina Hermione è invece onesta e fedele. La sua amica Paulina (Marianne Jean-Baptiste) la difende con passione ma non può evitare che la figlia di Hermione, appena nata, venga affidata a due contadini (Max Wright e J.T. Ferguson). Dopo sedici anni rivediamo la principessa Perdita (la poetica Heather Lind). E' la figlia di Leonte ma non lo sa. Si crede figlia di un contadino ed è felice. Come in tutte le commedie di Shakespeare viene corteggiata da un principe e tutto finisce bene, con Leonte che si pente, si riconcilia, chiede perdono e lo ottiene. Ci sono anche molti momenti comici quando Autolycus (il versatile Hamish Linklater) riesce ad ingannare e derubare chi incontra sul suo cammino. Si ride e si applaude al lieto finale. La solita gelosia siciliana viene ben descritta dal Bardo di Stratford. Belle scene di Mark Wendland; abile regia di Michael Greif.

Al teatro 59E59, altra insolita novità: "Ideal" di Ayn Rand. Questa autrice è nota per aver scritto libri che condannano e disprezzano il socialismo. Ha tentato il teatro con questo confuso testo. Non sa costruire una commedia. Scena dopo scena, slegate. E' difficile seguire la sua storia. L'unica traccia più o meno logica è quella della bella attrice Kay Gonda (Jessie Barr) che è stata accusata di un delitto e cerca rifugio. Si rivolge a sei individui. Una scrittrice ottimista le troverebbe subito un amico, pronto ad aiutare. Ma Ayn Rand è una pessimista. Per lei nessun essere umano è pronto ad aiutare. Chiede aiuto anche ad un prete. Respinta. Lo chiede poi ad un socialista che dice di amare l'umanità. Respinta. Sei volte. Un abile commediografo avrebbe indicato la storia con due o tre personaggi. Analisi dell'egoismo e della paura. Manca, qui. Bravi attori con poche battute.

Altro testo politico ci ricorda la nota, tragica vita di Tina Modotti, fotografa rivoluzionaria in messico. "Modotti" di Wendy Beckett (autrice e regista). Teatro Acorn (410 West 42nd Street). L'autrice è ovviamente innamorata della sua protagonista e delle sue avventure. Ma esagera di tanto in tanto nel delineare gli altri attori. Tina (Alysia Reiner) ama ed è riamata da molti uomini che la stimano. E' credibile. Sono meno credibili Marco Greco come Diego Rivera, e Mark Zeisler come Vidala. Non hanno la sensibilità e l'umanità di veri, sani rivoluzionari. E' però un dramma utile. Ci ricorda i sacrifici di chi vuole migliorae una società ingiusta.
Al teatro Beckett (410 West 42nd Street), "Family Dinner" di Michele Willens. Nel primo atto siamo a Santa Monica nel 1963. Una famiglia amorevole e normale. Cenano sempre insieme ed hanno pochi conflitti. Bravi genitori (Nancy Nagrant e William Broderick), figli che vanno a scuola e non si ribellano. Alla fine la giovane Maggie (Lily Corvo) viene violentata dal suo insegnante (John Haggerty). Nel secondo atto siamo nel 2002 e Maggie (Nancy Nagrant) è sposata ma non è felice. Non ha dimenticato la violenza che ha cambiato il suo rapporto col sesso. Il marito non sa capirla. I quattro giovani sono ora cresciuti ed hanno una loro vita, immersi negli affari e nella tecnologia. Il personaggio più simpatico è la nonna (Mary Ellen Asley). Non capisce questo nuovo mondo; spera di cambiarlo. Non le è facile. Piccola vittoria è portarli a tavola nell'ultima scena. Bravi attori, ben diretti.

Nel film "Cyrus" la nostra brava Marisa Tomei ha un figlio adulto (Jonah Hill), geloso, che rovina la sua vita sessuale. Stesso caso in "Beautiful Thing" di Jonathan Harvey al teatro Spoon (38 West 38th Street). La bionda Sandra (Julie Campbell) ha un figlio che dovrebbe avere sedici anni. Jamie (Tri Langley) ne dimostra molti di più. E' ovviamente difficile trovare giovani attori. Anche il vicino Ste (Michael Abourizk) dovrebbe avere sedici anni. Che hanno in comune? Ste si lamenta di non avere una madre. Suo padre lo picchia e lui cerca spesso rifugio nel letto di Jamie. Jamie ha una brava madre che ha un simpatico, affabile amante. Tony (Tim Romero) si comporta benissimo con madre e figlio, ma Jamie lo odia. Figli adulti che non sanno accettare la libertà sessuale della madre. Vuole però la sua, quella di amare il coetaneo Ste che era inizialmente riluttante ma accetta poi le sue carezze. C'è anche una vicina sempre pronta ad esperienze sessuali. Si offre; non le va mai bene. Leah (Rebecca Lee Lerman) prende anche droghe ed ha una crisi più o meno mistica. Viene aiutata da tutti i presenti che riescono a calmarla. Jamie è felice con Ste ma alla fine convince la madre a lasciare Tony. La regista Michelle Kuchuk finisce la commedia con due coppie che ballano. Jamie e Ste, felicissimi. Sandra e Leah, meno felici ma accettano il suggerimento della regista. "Ballate, è un buon finale". Brave le due donne e Tony. Molti applausi.