SPECIALE/EVENTI/San Paolino protettore di Brooklyn

di Martina Margoni

In onore della Madonna del Carmine e di San Paolino l'atmosfera tipicamente hipster di Williamsburg si colora di tinte italo-americane. Suoni, profumi e sapori del Bel Paese, arricchiti da qualche tocco statunitense, trasformano North 8 Street e le vie attorno alla Chiesa di Our Lady of Mount Carmel in una Nola in miniatura, dando vita alla famosa Festa del Giglio o Cooperative Feast. La festa si svolge nella calura di luglio (solitamente dal 6 al 16 luglio); dodici giorni di festeggiamenti religiosi e non animano le strade del quartiere italo-americano, richiamando non solo turisti e curiosi ma anche ex-abitanti del rione particolarmente legati alle tradizioni ed al ricordo della madrepatria.

La festa dei Gigli è storicamente legata alla leggenda popolare che aleggia attorno alla figura di San Paolino, vescovo di Nola attorno al 400 d.C. In seguito all'invasione e al saccheggio della città campana da parte di pirati Nord Africani, San Paolino decise di riscattare i compaesani prigionieri dando ai depredatori non solo tutte le sue ricchezze, ma persino la sua stessa vita. Si offrì, infatti, come schiavo in cambio della liberazione del giovane figlio di una vedova disperata. Voci sul sacrificio e sul nobile gesto di Paolino si diffusero in tutto il mondo allora conosciuto tanto che un sultano turco decise di intervenire a favore della liberazione del sant'uomo. Paolino riuscí cosí a fare ritorno a Nola, insieme ad altri concittadini prigionieri, su navi cariche di frumento. Alla vista delle imbarcazioni i nolani accolsero con entusiasmo il loro Pastore gettando gigli ai suoi piedi come simbolo di purezza ed amore.

La tradizione della città campana è approdata sui lidi americani dopo l'arrivo dei primi immigrati nolani; questo è il 123esimo anno che 200 uomini nerboruti, tra i 16 ed i 70 anni, sollevano, ballando e girando per le strade di Brooklyn, due gigantesche strutture di cartapesta e legno rappresentanti il giglio e la barca di San Paolino. Particolarmente interessante è il giglio: una guglia alta circa 18 metri e pesante più di 3 tonnellate, tutta decorata con figure sacre, fiori e con al vertice la statua di San Paolino. Questa gigantesca colonna poggia su di una base di legno che ospita una piccola banda ed il Monsignore della Parrocchia. Importantissima la figura del Capo paranza che, coadiuvato da tre altri uomini chiamati lieutenans, ciascuno posizionato su un lato della struttura, scandisce il tempo e le movenze del giglio, assicurandosi che la struttura mantenga l'equilibrio e che gli uomini si muovano all'unisono per evitare imperfezioni e pericolose cadute, dato che il sollevamento del giglio non è preceduto da nessuna prova tecnica. Ogni alzata è dedicata a persone defunte, alla comunitá, ad ex-levatori, ecc..., dura qualche minuto ed è accompagnata dalla banda che suona "O'giglio é Paradiso" ed altre canzoni popolari. Infine il Capo grida quattro comandi nel dialetto di Nola: Uaglio! (Ragazzi!); Aizati i spalli (Alzate le spalle); Acconge i cosce (contraete i muscoli); Aggiet! (Laciate/Adagiate!) e gli uomini lasciano cadere contemporaneamente il giglio che appoggia nuovamente per terra. Maggiore è l'impatto col terreno e la scossa che si da alla statua del Santo maggiore è l'entusiasmo della folla che applaude e omaggia gli alzatori. I veri eroi della Festa sono proprio quest'ultimi; senza la loro dedizione, il loro lavoro di squadra ed il loro coraggio la Festa non potrebbe esserci.

Essere alzatore è un'esperienza unica e coinvolgente dice Jim Bueno, italo americano di III generazione. Ormai sono 35 anni che solleva il giglio ed ogni volta è come fosse la prima: emozionante ed adrenalinica. Con entusiasmo esibisce anche i suoi tatuaggi: una Madonna del Carmine sulla spalla ed il Giglio dedicato al padre sul polpaccio. Anche il figlio di Jim, rispettoso della tradizione familiare, è alzatore accanto al padre, con la speranza di diventare un giorno capo-Paranza.
Ralph, Antony e David, tre simpatici italo-americani si riparano dal caldo torrido sotto una tenda, dichiarandosi peró pronti a fronteggiare il sole ed il peso del giglio. Se per Ralph e David l'esperienza come alzatori é praticamente nuova, per Antony è ormai abitudine; sono più di 25 anni che solleva il giglio o la barca, dedicando ogni alzata alla famiglia ed in particolare alla nonna nolana di origini ed americana di adozione ormai scomparsa.
Ogni singola persona che collabora alla festa è un volontario che dedica il suo tempo a Dio, alla Chiesa ed alla Comunitá. L'organizzazione della Festa è lunga e laboriosa, giglio e barca necessitano di continui e minuziosi restauri, la banda si allena quotidianamente e i Capi organizzano incontri e sedute mensilmente per garantire la coesione del gruppo e la riuscita della manifestazione.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.olmcfeast.com/history o partecipare ad una delle tre feste del giglio che annualmente si tengono in America: a Williamsburg (Brooklyn), East Harlem (Manhattan) o Massapequa (Long Island). Il divertimento é assicurato!