Libera

Il riscatto del coniglio

di Elisabetta de Dominis

Un'altra settimana di ordinaria follia. A cominciare dall'attacco del premier: "I lettori dovrebbero scioperare".  Per la verità, come avevo scritto, ultimamente ho la nausea di perdere il mio tempo a leggere ‘monate' e il suo consiglio l'ho già attuato. Se poi si considera che gli italiani leggono talmente poco i giornali perché sono in altre faccende affaccendati, non vedo di che si preoccupi il Nostro; anzi vedo: vorrebbe un consenso incondizionato, alla Mussolini, diciamo.
"Molti nemici, molto onore" recita un proverbio, e sapere di essere osteggiata mi ha sempre dato, nel mio piccolo, la carica. Invece il grande Berlusconi si abbatte di non essere incondizionatamente amato, facendo trasparire la sua insicurezza. Tipico dei bimbi viziati, ma poi si cresce...

Però dovrebbe stare contento e rivalutare i giudici che hanno veramente fatto un'opera di grande architettura giuridica - se no gli cascava il governo addosso - condannando Dell'Utri per legami mafiosi sino a '92. Ergo: questi sarebbe stato miracolato da Forza Italia. La quale non solo non avrebbe geni mafiosi, ma avrebbe contribuito alla sua redenzione. Anche Andreotti - o la democrazia cristiana? - fu salvato dalla costatazione che dopo l'80 non aveva più frequentato cattive compagnie.
In Brasile il premier ha parlato benissimo di noi: "La crisi è alle spalle, perché gli italiani non si sono indebitati con le banche ed il governo non ha avuto bisogno di mettere le mani in tasca agli italiani". No, infatti è compito del fisco: aumento del gas e delle autostrade il giorno stesso. Mentre il sindaco di Roma, Alemanno, di fronte alla possibilità che venga posto un pedaggio sul raccordo anulare romano, ha dichiarato: "Prendo la mia macchina personale e vado a sfondare quel casello autostradale".

Dunque, finalmente si è scoperto che la pressione fiscale è al 52 per cento, anche se noi già lo sapevamo avendola provata sulla nostra pelle. Se non avremo soldi da versare, diremo che Berlusconi ci autorizza a fare lo sciopero delle imposte sia perché ha dichiarato che oltre il 32 per cento lui si sente autorizzato ad evadere sia perché gli evasori totali continuano a non essere toccati. Eppoi il Popolo della libertà, lo dice la parola, non dovrebbe accettare nulla di imposto...

Ora se uno, anzi molti non sanno dove sbattere la testa per pagare le tasse, è ovvio che se ne sbattono di fare sesso. A parte il Nostro, al quale la notizia del riscatto del coniglio avrà senz'altro fatto piacere, visto l'insicurezza di cui sopra. Dunque - come riporta in prima pagina il suo Giornale - secondo una ricerca scientifica, condotta da 50 specialisti della Society for sex therapy and research, dopo 13 minuti il rapporto sessuale diventa noioso, perché il cervello vaga altrove. Insomma vogliono far credere ai conigli che sono leoni, perché un rapporto da 3 a 7 minuti sarebbe accettabile e la durata perfetta non dovrebbe superare i 10 minuti. Ora non si capisce se compresi o esclusi i preliminari che, con buona pace di Master e Johnson, conducono la donna solo dopo 20 minuti al plateau, fase di eccitazione necessaria per raggiungere l'orgasmo. Ma sono teorie sessantottine, di sinistra: da cancellare.

Se cambiare le regole, può andare bene nella teoria politica o nell'arte culinaria, quando si tratta di sesso e di soldi la gente pensa con la propria testa. E non ci sta.
Intanto per cominciare, io proporrei lo sciopero del sesso alle donne che si trovano uno con il timer a letto. Tanto sarebbe solo un fastidio in più che neppure la Girosa (la nuova pillola per far emergere il desiderio femminile) potrebbe trasformare in un rapporto soddisfacente, considerato che il desiderio rimarrebbe insoddisfatto. Ma si sa, le donne al giorno d'oggi più che a letto si eccitano in un ministero. Dove un letto ci può sempre stare, da usare però come mezzo non come fine. E' quanto dimostra la società, che non soffre di mancanza di libido, avendo semplicemente spostato la propria libido su fini materiali anziché sessuali.