Italiani in America

Tamburini, progetti da Macerata a Buenos Aires

di Generoso d’Agnese

Sono molti i personaggi che le Marche hanno regalato alla Storia. Uno su tutti, quel Matteo Ricci di Macerata che per primo entrò nella città proibita di Pechino, introducendo il cristianesimo nella Cina del Seicento.

Quella di Francesco Tamburini è invece una storia ancora poco conosciuta, che si perde nelle nebbie delle tante vite partite dall'Italia alla volta del Nuovo Mondo. Tamburini nacque  a Iesi in data incerta ed è morto a Buenos Aires nel 1891. Rappresenta uno dei nomi più importanti dell'architettura della capitale argentina perché svolse un'intensa attività nel campo delle opere pubbliche. Sbarcato a Buenos Aires nel 1881 il governo di Julio Roca gli affidò la direzione del Dipartimento di Architettura della Nazione.
L'architetto legò il suo nome a quasi tutte le opere ufficiali degli anni 80 dell'Ottocento pur omettendo spesso la firma. Realizzò la facciata centrale e le facciate di via Rivadavia e via Paseo Colòn della Casa Rosada, l'Ospedale Militare Centrale, la Scuola Normale dei Professori (la scuola Mariano Acosta), la Polveriera di Guerra e molte dimore di personaggi importanti della capitale argentina. Tamburini firmò l'idea principale del Teato Colòn, sviluppata poi da Vittorio Meano.

Realizzò inoltre altri importanti palazzi pubblici a Cordoba (Teatro Rivera Indarte), Santa Fe, Mendoza, Santiago dell'Estero e Rosario (l'ospedale italiano Giuseppe Garibaldi).