A modo mio

L’amore al tempo dei romanzi

di Luigi Troiani

L'editore Bompiani mi ha fatto avere "L'isola" e "Ritorno a Granada" della scrittrice inglese Victoria Hislop. Il primo è ambientato tra Inghilterra e Creta, l'altro tra Londra e Spagna. Ambedue intrecciano l'attualità lieve dei nostri giorni con gli eventi tragici che colpirono l'Europa nel decennio 1936-1945, fascismi e Seconda guerra. Si tratta di romanzi di successo, che stanno vendendo bene anche nelle traduzioni. Ad Atene ho visto, nelle librerie del centro, pile di copie in greco, e non solo di "The Island" ambientato nella greca Creta.

   Gli ingredienti di successo risultano ben mescolati. Passioni umane e politiche,  amori passati e presenti, saghe familiari più o meno cruente, episodi storici con tracce profonde nella memoria collettiva, paesaggi naturali e percorsi urbani di forte impatto. I primi romanzi della Hislop ruotano intorno a tre ripetuti topos letterari: la fuga (le madri sono scappate l'una da Creta, l'altra da Granada per trovare rifugio in Inghilterra; le figlie realizzano il percorso inverso evadendo dalla metropoli attratte dal richiamo del sangue e dal calore del Mediterraneo), la femminilità prorompente e romantica delle protagoniste antiche e nuove con le nonne coinvolte in intensi amori e le giovani annoiate nei tetri letti londinesi, l'esotismo dell'ambientazione e del racconto storico.

   Il gioco tra "civiltà" metropolitana e mediterranea è però troppo scoperto, così come l'ovvietà del rientro delle giovani donne protagoniste nel ventre materno. Il lettore smaliziato si accorge dei trucchi, trova artificiose certe costruzioni, ghigna ai "colpi di scena" non riusciti. La trama abusa due volte dello stesso schema, anche se cambia ambiente storico e geografico. Nulla di male, peraltro. Il filone Harry Potter ha insegnato a molti, specie di scuola anglosassone, che successo e pingue conto in banca possono andare d'accordo con una scrittura non urticante; che il soft impegnato piace alla gran parte del pubblico dei romanzi "storici" dalle 400 pagine in su. E tutti al botteghino fra qualche anno, per l'uscita delle due storie nei cinematografi!

   Già, le storie. In "L'Isola" (quasi un milione di copie vendute nel Regno Unito), Alexis sa che sua madre Sofia, sposata in Inghilterra, è di origini cretese. Il mutismo materno sul passato si scontra con il forte desiderio di identità di Alexis che, in partenza per le vacanze nell'isola greca insieme al promesso sposo, ottiene finalmente da Sofia una lettera che chiede all'antica amica Fotini di "mostrare" alla figlia il passato famigliare. A Spinalonga, accosto alla grande isola, c'era un lebbrosario sino agli anni '50 e molte delle verità che Alexia troverà nel racconto di Fotini, sono mescolate nel dolore di quello scoglio. In "Il ritorno", Sonia, fuggiasca per una settimana di baile a Granada con la pazza amica Maggie, dialoga con un anziano gestore di bar. Scopre un mondo, che la separa definitivamente dal noioso e ricco matrimonio britannico e la lega all'anziano padre e al ricordo della madre, morta quando lei era in tenera età. Apprende che la sua vitale passione per la danza arriva dalla madre e da Granada.

   Victoria Hislop suggerisce una traccia di lavoro ai romanzieri italiani americani: uscire dall'ego, aprire le finestre alla Storia, immergere la penna nella vicenda italiana da dove padri e avi arrivarono. Tornare "italiani" attraverso la catarsi artistica, utilizzando le chiavi dell'americanità e italo americanità per ripercorrere a ritroso il cammino identitario. E' un modo di uscire dal cortile, dallo sgabuzzino della proprio vicenda familiare, di rendere la scrittura universale. Si abbandona il ghetto della "minorità", si "ridiventa" ciò che i padri e i nonni furono. E si arriva al grosso pubblico.