Libera
E se al potere ci fossero le donne?
Giovedì sera Marco Travaglio, durante la trasmissione di Santoro Anno Zero, ci ha dato un resoconto agghiacciante del nepotismo politico odierno.
Dalla prima moglie di Berlusconi, al figlio di Forlani, ai figlio e fratello di Bossi, al parentado di Mastella, perfino al figlio dell'ex-giudice di Mani Pulite Di Pietro non so chi non sia stato sistemato con una lucrosa carica politica, senza averne i titoli. Anzi, lo so: io. Il mio compagno consigliere regionale non solo non ha pensato di infilarmi in qualche ufficio stampa della Regione, ma neppure di procurarmi qualche lavoretto esterno. Non è nella sua forma mentis. Nel frattempo personaggi senza arte ne parte prima si costruiscono il lavoro e poi, se proprio serve, imparano a lavorare. C'è chi trama con i dirigenti regionali e si fa preparare un appalto ad hoc. Così viene richiesta la lingua slovena o il dialetto, pardon, lingua friulana a un giornalista italiano che deve scrivere in italiano. Ma essendo quella lingua l'unica cosa che sa, essa diventa conditio sine qua non ai fini dell'assunzione. C'è chi più semplicemente si fa assumere in Rai tramite il partito, rompendo le scatole a Fini, a Buttiglione (che se anche sono all'opposizione, sono le persone giuste) o a qualche monsignore. Insomma, alla fine a me manca sempre uno per far cinquanta, come diceva mia nonna. O non so lo sloveno o non ho la tessera del partito giusto o non sono disposta fare qualcos'altro... e poco importa che abbia una laurea e sia una giornalista professionista. La cosa, se una volta mi dava fastidio, adesso mi fa sentire una privilegiata: decido io quando e quale sedia scaldare, quando cioè e come lavorare. E senza dover leccare nessuno. Certo, è molto faticoso andare a caccia di lavoro e non avere la paga assicurata tutti i mesi, ma tutto sommato si provano due sensazioni impagabili: avere meritato quanto si è guadagnato, perché il lavoro è stato effettivamente svolto, per non dire sudato, ed essere liberi di gestire il proprio tempo.
Ma non è di me che volevo parlare, bensì del sistema di potere che chiamiamo maschilista. Ultimamente mi chiedo spesso come andrebbe il mondo se il potere ce l'avessero in mano le donne. Così come sono, non ho nessuna fiducia che farebbero meglio. Perché sono state o si sono sentite represse per troppo tempo e, temo, riverserebbero tutte le frustrazioni patite sul sistema. Le donne, purtroppo, non sono ancora mature per comandare, per gestire il potere in maniera distaccata. Penso che sia meglio il nepotismo maschile, delle vendette femminili. Più che sistemare il figlio, premerebbe loro vendicarsi dell'amica... Le donne quando sono cattive, sono delle streghe. Sto parlando di un ipotetico futuro matriarcato, non della singola leader che governa uno stato ed è riuscita a raggiungere quella poltrona, di solito occupata da un uomo, grazie alla sua scopa o allo spirito santo.
Eppure sono da molti anni studiosa del matriarcato e mi piace immaginare che nei tempi antichi, fino al 1200 a.C. circa, il potere fosse femminile. E che le donne fossero diverse, mosse da un sentimento di sorellanza. Ho appena finito di leggere La dea doppia di Vicki Noble, edito da Venexia e in America già uscito nel 2003. L'autrice femminista ipotizza un diffuso potere di due regine, che come nel regno delle amazzoni governavano assieme, e porta a testimonianza numerose statuette di dee doppie, rappresentate unite nel corpo come gemelle siamesi. A parte il fatto che esse potrebbero rappresentare veramente delle malformazioni, considerate magari a quei tempi un segno divino, non ci sono casi di due dee sorelle adorate insieme, semmai di dee con attributi diversi od opposti che si possono riassumere nella dea vergine e prostituta universale o nella dea dell'amore e della guerra, che aveva molti nomi nel bacino del Mediterraneo.
Quello che mi rattrista e che la Noble voglia distorcere il mito, che ha sempre un fondo di verità, e le testimonianze archeologiche per sostenere la sua tesi: che solo le femministe lesbiche siano la via naturale alla sorellanza, alla parte buona del femminile. Perché sarebbero le dirette eredi delle amazzoni. E non si rende neppure conto quanto odio per gli uomini e per le altre donne ci sia in questa sua squallida teoria.





