Il rimpatriato

Le immagini di chi sta male

di Franco Pantarelli

Questi sono tempi di fotografie, per Silvio Berlusconi. Ci sono quelle delle feste di Villa Certosa sequestrate dal tribunale italiano per cui per vederle ci si collega con i siti dei giornali stranieri (evviva Internet!) e ci sono quelle della famosa festa per il compleanno della giovane Noemi sulle quale gli esperti stanno ancora discutendo se sono state ritoccate o no; ci sono quelle vecchie di decenni di una scarsamente vestita Veronica Lario Berlusconi che i giornali appartenenti al marito pubblicano a piene mani per punirla di "essersi lasciata manipolare dalla sinistra" e quelle più recenti scattate al Berlusconi medesimo durante la solenne cerimonia del 2 giugno, giorno in cui l'Italia decise con un referendum di farsi repubblicana e di liberarsi della monarchia più vigliacca, cialtrona e ignorante dell'Europa intera.   

Le prime, quelle di Villa Certosa, è da supporre che non siano state pubblicate le "migliori" perché quelle apparse per esempio sul sito del Pais, quello che le ha messe in circolo per primo, più che ai tempestosi baccanali di Tiberio che tutti immaginavano fanno pensare (godetevi la penna frizzante di Vittorio Zucconi) alla "Pensione Mariuccia di Igea Marina... Robetta di provincia che non scandalizzerebbe neppure Suor Giuseppina delle Marcelline".  Tanto che viene il sospetto che il vero scopo del sequestro voluto da Berlusconi fosse quello di nascondere non tanto le ragazze scollacciate ma le di lui patetiche fregole senili o, se vogliamo disturbare ancora un po' Zucconi, le sue "fantasie da vecchio sporcaccioncello in disarmo che cerca nei corpi esposti di ragazze e donne disponibili a fargli da tappezzeria vivente in cambio di un seggio in Parlamento, di una particina in un reality, di una collanina, l'immagine di quello che lui non sarà più".  

Continuiamo ad aspettare che gli esperti si mettano d'accordo sui possibili ritocchi operati sulle foto della festa di Noemi (per capire chi e cosa dovessero nascondere); saltiamo anche la faccenda delle foto della Veronica degli anni Settanta e del vero e proprio linciaggio cui questa donna è stata sottoposta dai giornali al servizio del marito, una cosa da archiviare come una delle pagine più nere nella storia già abbastanza scura della stampa italiana, e approdiamo alla vicenda più recente: lo show fornito da Silvio Berlusconi ai Fori Imperiali di Roma, dove ogni anno si celebra il 2 giugno con la posa di una corona di fiori nel vicino monumento al Milite Ignoto e una parata militare in quella che fu la strada dei Cesari.  Si tratta di un'occasione allo stesso tempo solenne e bonaria. Sfilano i reparti militari con le loro bandiere piene di medaglie e in testa i loro impettiti comandanti, ma di lì a poco il Quirinale, l'austera sede del presidente della Repubblica, aprirà i suoi giardini alla visita delle famiglie e i bambini si rincorreranno fra le curatissime aiuole. In cielo sfrecciano le Frecce Tricolori, cioè la pattuglia acrobatica dell'aviazione militare, mentre sull'asfalto dei Fori Imperiali irrompono i bersaglieri con la loro andatura di corsa che mette allegria e gli fa sempre vincere la gara degli applausi, anche se questa volta hanno avuto un serio rivale nel corpo dei vigili del fuoco, essendo ancora freschissima nella memoria collettiva la loro azione di soccorso in favore delle vittime del terremoto dell'Aquila.

Berlusconi non è solenne e non è bonario. Anzi non si sa come definirlo senza cadere nello scurrile: arriva quando la cerimonia è già cominciata da un pezzo, ogni tanto si alza e fa il saluto militare ma come una parodia, gonfiando ostentatamente il torace e spernacchiando con le labbra, poi quasi crolla sulla sedia, sembra addormentato ma non è chiaro se stia fingendo, tanto che il titolo di "clown" affibbiatogli il giorno prima dal Times di Londra appare improvvisamente più che appropriato. C'è chi pensa che voglia lisciare il pelo a Umberto Bossi, quello per il quale la bandiera italiana serve solo per essere usata come carta igienica e che naturalmente si guarda bene dall'essere presente; c'è chi interpreta le sue mosse come un disperato tentativo di attrarre comunque l'attenzione, forse deluso che in quel momento il pubblico si stia concentrando soprattutto su quelli che sfilano e al limite sul presidente Giorgio Napolitano; e c'è chi ricorda le parole della stessa moglie Veronica, che oltre all'ormai famosissimo "va con le minorenni", quando annunciò pubblicamente il divorzio disse anche di avere scongiurato quelli della sua corte di prendersene cura perché suo marito è "una persona che non sta bene". Il problema tuttavia è che a star male, e davvero, è l'Italia.