PRIMO PIANO/MUSICA / Il sogno realizzato di Elisa
«Ormai ho trent'anni. Non pensavo di farcela più a portare la mia musica in America. Ero pronta ad accontentarmi della mia carriera in Italia». Così ci dice Elisa. Invece questa settimana, contro ogni sua aspettativa nell'arco di un successo durato quasi 15 anni, l'album della famosa cantante italiana, prodotto dalla casa discografica Sugar/ Universal, è uscito proprio negli Stati Uniti, paese che la cantautrice friulana sognava fin da ragazzina. Oggi7 aveva intervistato Elisa in occasione del suo concerto newyorkese della scorsa primavera. Ristabiliamo il contatto per parlare dell'uscita del suo cd.
La raccolta in inglese Dancing, da cui l'omonimo single che è diventato il "fenomeno" su iTunes, rappresenta il suo stile caratteristicamente melodico ed etereo. Grazie alla sua voce evocativa, sulle orme di quella di Joni Mitchell, le canzoni trasportano l'ascoltatore in un mondo sognante, a volte melancolico. Con brani come "Stranger" e quello di apertura sull'album, "The Waves", la musica raffigura un genere, benché l'autrice sia italiana, distintamente americano. D'altronde, con poche eccezioni, Elisa ha sempre composto e cantato in inglese, ispirandosi ai suoi idoli Jim Morrisson, Eddie Vetter e Alanis Morissette. Autodidatta, ha cominciato a imparare l'inglese a quattordici anni, leggendo appunto le poesie del grande Morrisson.
Il suo debutto statunitense arriva anche grazie ad una puntata del popolare programma televisivo So You Think You Can Dance. La canzone "Dancing" fu messa in scena nel giugno del 2007, conquistando il pubblico americano. Oltre 1 milione di spettatori hanno guardato la puntata su YouTube e "Dancing" ha avuto un successo strepitoso su iTunes, superando la vetta di 75,000 download a pagamento.
Abbiamo raggiunto Elisa in Italia per telefono. Sfoggiando anche un inglese impeccabile, la cantante ci ha parlato del suo nuovo album e di come vive il suo successo.
Cos'hai pensato quando è esploso il successo di "Dancing"?
«Era un mio grande sogno di farcela negli Stati Uniti. Non me l'aspettavo assolutamente. Ero in tournée quando la canzone stava avendo successo su iTunes e me l'aveva accennato un mio amico tramite SMS. Ero talmente emozionata quando l'ho saputo che ho fotografato lo schermo del computer! Sono ancora euforica».
Quali sono le tue canzoni preferite su Dancing?
«Di sicuro "Dancing" e "The Waves"».
Una canzone che mi ha molto colpito è "Life Goes On". Sembra che tratti una storia personale, della vita di una persona in un paesino simile al tuo (Monfalcone, Friuli). Di cosa parla esattamente?
«In realtà tratta la vita di più di una persona. Ogni verso racconta la storia della mia famiglia, iniziando con mia nonna durante la guerra. E poi finisce con mia madre che si era innamorata di un uomo che non sentiva gli stessi sentimenti per lei. Però l'amore l'ha salvata comunque, è una sua energia vitale».
Un'altra canzone nell'album, "Yashal", è intrigante, profonda, dedicata a qualcuno in particolare. Chi è Yashal?
«Ah, questo è un segreto! Putroppo non te l'ho posso dire, ho giurato di non dirlo. Lo sanno i miei migliori amici ma non sono ancora pronta a divulgare chi è. Comunque è una persona molto importante nella mia vita».
Il brano "Hallelujah" di cui hai fatto una cover è di Leonard Cohen, un artista molto poetico, il preferito in assoluto anche da chi scrive. È già stata rifatto da altri musicisti, in particolare Rufus Wainwright e Jeff Buckley. Perché hai voluto cantarlo? Qual è il tuo legame con la canzone?
«L'ho fatto come omaggio a Jeff Buckley e viene originalmente dal mio album acustico Lotus. Ascoltavo sempre la versione di Buckley prima di dormire, ripetutamente, per un anno; ha ispirato tanti viaggi dentro me stessa. Ho scoperto dopo che era una canzone autentica di Leonard Cohen. Quando l'ho saputo mi sono messa a leggere le sue poesie. È una canzone che mi ha dato moltissimo e volevo regalarla ai miei fans, che forse non la conoscevano».
Come vivi la tua celebrità?
«Ne ho sempre avuto un po' paura. È per questo che vivo ancora vicino a dove sono nata. Penso che ognuno la viva diversamente, dipende dal proprio carattere. Amo la mia privacy e sono una persona molto semplice, però nello stesso tempo non voglio essere antipatica e deludere i miei fan. L'aspettativa che la persona che ama stare in palcoscenico ami anche la celebrità rende il tutto più difficile».
E quali sono i tuoi progetti per il futuro, anche al di là della tua carriera?
«Penso che ultimamente non abbia passato abbastanza tempo con la mia musica, non ho gestito bene il mio tempo. Stavo sempre correndo e finalmente, adesso, ho tempo per me stessa. Sto scrivendo, suonando, sento di essere tornata quindicenne! Voglio vivere questo momento al più lungo possibile».
L'album Dancing è in vendita in negozi e su iTunes. A novembre, Elisa prevede una seria di concerti negli Stati Uniti e in Canada.
Una versione in inglese su www.i-italy.org





