Vinicio Capossela torna a New York per un concerto farcito di americanità. Mercoledi prossimo, sul palcoscenico dell'Highline Ballroom, Capossela presenterà alcuni brani dal suo prossimo album che uscirà in Italia il 17 ottobre. Un disco dedicato alla complessità dell'amore e alla solitudine, ma non solo. "Si chiamerà "Da Solo", un omaggio alla solitudine americana", rivela Capossela, rintracciato nella sua casa di Milano prima della partenza per gli States. E spiega: "In parte "Da solo" ha una sua storia newyorchese. È stato registrato nei Brooklyn Studios e si basa su ‘un'idea scaturita vedendo un vecchio disco di Thelonious Monk intitolato "Alone in San Francisco". Monk si era fatto ritrarre su un vecchio tram. Vivo vicino alla stazione centrale di Milano dove ancora abbiamo in circolazione carrozze del 1928. Vedere quei mezzi lungo la baja di San Francisco è stata una grande emozione e si è rischiato di fare una copertina analoga a quella di Monk: a bordo di un tram milanese a San Francisco".
"Vetri appannati d'America", "Lettere di Soldati" sono brani del nuovo Cd con riferimenti tutti statunitensi. Puoi darci qualche anticipazione?
"Vetri appannati d'America" è una canzone sul silenzio. New York è una città particolare, rumorosa, diversa dal resto del Paese fatto di carni cadenti, vessilli, bandiere, i suoni dei funerali dei soldati, gli alcolisti anonimi... tutta una schiera di umanità dolente e silenziosa. L'America, poi, di oggi è un posto dove spesso la gente tende ad isolarsi. Ho scritto questa canzone dopo aver fatto una visita alla mia ex moglie, che vive in Missouri. Ho percepito questo silenzio d'America. "Lettere di soldati" invece, ha molti riferimenti alle missive che arrivano oggi dall'Iraq. Di recente ho letto un libro sulle regole d'ingaggio. Come si può normalizzare il fatto di sparare oppure no? Ecco cosa mi sono chiesto. Altri riferimenti americani si trovano in "Non c'è disaccordo nel cielo", una versione in italiano di un vecchio gospel, "There is not disappointment in Heaven" che ho ascoltato in una versione di Jimmy Scott. Insomma, "Da solo" è un album davvero ricco di riferimenti americani".
L'album è stato mixato da JD Foster, produttore dei Calexico, come è nata questa collaborazione?
"Da anni collaboro con il chitarrista Marc Ribot, che mi ha parlato di JD Foster, con cui ha fatto dischi insieme. JD Foster lavora con in mente l'idea dello spazio. Con i Calexico abbiamo intrapreso un viaggio fino a Tucson dove abbiamo registrato il brano "La faccia della terra" ispirato ai racconti "Wiesburg Ohio" di Sherwood Anderson. Ho sempre amato molto questa musica di frontiera e il senso dello spazio che spesso è nella musica americana".
In un'intervista hai detto che "Da Solo" è fatto di "pianoforte e strumenti inconsistenti". Quindi hai elencato il theremin, la sega musicale, l'organo a bicchieri, il piano giocattolo, la chitarra fantasma. Li esibirai sul palco dell'Highline Ballroom?
"L'organo a bicchieri si può usare in diversi modi... basta avere dei bicchieri... Nel disco lo ha suonato uno specialista che si è inventato quasi un organo a bicchieri che è una versione della "glass armonica". Se qualcuno ha visto il bellissimo film di Woody Allen "Broadway Danny Rose" si ricorderà di una delle attrazioni del film. C'è una suonatrice di bicchieri che dice "Non è fantastico? E non ho mai preso una lezione!". Per strumenti inconsistenti intendo quesgli elementi che possono stare intorno al pianoforte e dargli un'aurea, del pulviscolo sonoro. Voce e pianoforte sono centrali in questo disco che è soprattutto di ballate. Gli strumenti inconsistenti fanno da coro, danno spazio e profondità. Rivestono il pianoforte come un maglione".
Ti senti un cantautore freddo? E come ti riscaldi?
"Al contrario, mi sento molto caldo e sono attratto dalle stagioni fredde. Mi piace la neve e quel senso di desolazione che porta. L'inverno è la stagione delle fiabe e si cerca il calore delle lucette, del fuoco. L'inverno è la stagione degli orfani per eccellenza, chi è solo se ne accorge sempre a Natale. "Da Solo" sono canzoni invernali perchè sono canzoni di solitudine".
Quanto è importante la malinconia nella tua musica?
"Faccio una musica di emozioni, c'è spazio per tutti i sentimenti. Ho fatto album per tutte le stagioni. Nella mia musica c'è malinconia, ma anche euforia che è un sentimento opposto e instabile, uno stato di felicità che non è duratura. Il dolore più della malinconia è il filtro che ci mette in contatto col passato. Staccarsi da se stessi per andare avanti provoca sempre ferite che la musica lenisce".
Lo scorso 24 maggio, alla baja del silenzio di Sestri Levante, in occasione dell'Andersen Festival hai suonato su un'imbarcazione ancorata al centro della baja e hai presentato "Storie di marinai, balene e profeti". New York è una città di fiume e di mare, circondata dall'aqua dolce e salata. Ma non vive sulla spiaggia, non vive di onde e di salsedine. "Hai mai pensato ad una storia di marinai per questa città che ormai conosci bene?
"A New York e mi è capitato di andare all'Oyster Bar di Central Station e mi sono emozionato a vedere le ostriche di Nantucket, il luogo da cui parte il viaggio raccontato da Melville in Mody Dick, un libro che amo moltissimo perchè è un trattato biblico e c'è anche l'elemento soprannuturale. A New York, poi, ci sono un sacco di marinai in bottiglia che sono quelli finiti dentro la bottiglia senza mai prendere il largo. Ma sono come un messaggio".
ppuntamento per il 2 luglio alle 9 p.m. all'HIGHLINE BALLROOM (431 W 16th St. Tel.: 212 - 414-5994) Ingresso $20