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Quando è il cuore a dettar legge

di Franco Borrelli

Inno umano-ecologico alla terza età questo «Luisito» di Susanna Tamaro (nella foto), nonché dichiarazione d'amore verso gli animali abbandonati. Sorta di poetica esaltazione della debolezza e dell'inutilità (a giudizio d'altri) di chi, per diverse ragioni e con diverse motivazioni, è ormai considerato un "peso", fisico, morale e sociale a un tempo. La protagonista di questo lungo racconto (o breve romanzo che dir si voglia) vive da sola, con i figli ed i nipotini da lei "staccati", presi come sono tutti a vivere la loro presunta indipendente e libera esistenza. Vedova e anziana, lei riesce tuttavia a tener cura di se stessa e della sua casa; una quotidianità la sua fatta di solitiudine e di sensi di smarrimento che ritrovano sale e scopi all'improvviso: trova, infatti, casualmente, in un cassonetto della spazzatura, un pappagallo esotico che, per fretta o per paura, è stato "scaricato" anch'esso, come lei, da chi illegalmente se n'era impossessato e lo aveva portato in Italia.

Sorpresa, stupore e dubbi su cosa e come fare. Ma il cuore detta anche qui legge e la protagonista non può non portarselo a casa ed accudirlo. Inutile a dirsi, la sua vita d'ogni giorno cambia. Si sente nuovamente "responsabile" per qualcuno o qualcosa, ora che il marito non c'è più e il resto della famiglia è in vacanza in qualche località lontana e per lei (da nuora e figli) definita "scomoda". Sa, cioè, di essere un peso, un accessorio di un'utilità esistenziale irrisoria; lei è l'inesistente vivente, un genere difficile a definirsi e comprendersi, eppur assai comune. Proprio come il pappagallo che lei battezza "Luisito", credendolo maschio, e pensando ad una sua lontana compagna di scuola, Luisita appunto, per la quale provava una sorta di spontanea affezione. Amore, insomma, e cura che si manifestano ora per la piccola indifesa e ferita bestiola, ritratto di lei stessa, messa da parte e trascurata perché ormai gli altri, società compresa, sono presi da tutt'altro.

Ma quest'incantesimo creatosi così per pura strana misteriosa coincidenza, come tutti i sogni belli, è purtroppo destinato a infrangersi contro le regole, scritte e non, della società e delle istituzioni. Il pappagallo è, infatti, un "illegale" e, pertanto, deve esserle sotratto e ospitato in un centro per la cura degli animali abbandonati. Per la maestra in pensione è il colpo che le spezza l'anima e le fa conoscere ancora una volta, assai da vicino, la freddezza e la ferocia dell'essere, delle norme cui gli altri ubbidiscono o fingono di ubbidire, per quieto vivere e per mettersi un po' la coscienza a posto.

Triste e poetica vicenda questa, narrata, come la Tamaro ci ha da tempo abituati, con parole semplici, costruite e scelte forse, ma scaturenti da un cuore ancora palpitante e da una mente ove l'etica e la logica trovano ancor modo d'esistere e svolgersi, sottolineando l'indifferenza, la malevolenza e le violenze che ogni giorno si mettono in pratica contro i più deboli, i più anziani, i più indifesi, i più diversi. Gli "illegali" in ogni senso, in un mondo preso dal vortice dell'indifferenza e travolto da una smania esistenziale che si nutre e presume di realizzarsi attraverso una corsa cieca e senza sale fatta di gesti, parole e decisioni nient'affatto umane e per nulla solidali con l'umanità altrui.

Questo romanzo-racconto è anche una dichiarazione d'amore verso la natura, osservata qui da vicino e amata in ogni suo benché minimo particolare. E' qui, nelle piccole cose quotidiane infatti, che l'esistenza, la vera esistenza, per la Tamaro si realizza e s'esalta. Lontano dai rumori e dai vuoti là fuori, dentro un cuore che, pur se piccolo, riesce ancora a palpitare e ad amare ogni creatura, a sentirsi utile in umiltà, al servizio di ragioni di vita ben più solide e importanti di quel cieco correre verso il nulla. Storia commovente e "d'altri tempi" se vogliamo, sdolcinata e lacrimevole, ma comunque assai umana e attuale, dettata da un senso della vita e da una considerazione dell'amore e della solidarietà esistenziale oggi assai difficile, pare, a trovarsi.

«Luisito - Una storia d'amore»,

di Susanna Tamaro, pp. 150,

Rizzoli, Milano, 2008, Euro 12,00