EVENTI/MEDICINA/ Il ponte Italia-Usa per la scienza
L'America, si sa, è all'avanguardia nel campo della Ricerca&Sviluppo, soprattutto nel settore scientifico, il settore più ambito per la formazione e la crescita professionale. I nostri professori e ricercatori a New York ci sono venuti, ma per un confronto, per aprire un dialogo con la comunità scientifico-medica americana, e per mostrare che anche l'Italia può fare molto.
Si è parlato di innovazione tecnologica, chirurgia mininvasiva, ricerca, collaborazioni scientifiche, Progetto Endocas. Il rebus svelato è "LYNX XXI. Colloqui newyorkesi di cultura scientifica italiana", ovvero il ciclo di seminari scientifici che si è aperto al Consolato Generale d'Italia, venerdi 6 giugno, con la presentazione del "Progetto Endocas: Innovazione nella tecnologia chirurgica". Quest'ultimo, centro di riferimento per la regione Toscana per la chirurgia Mininvasiva e le nuove tecnologie in chirurgia, è il frutto di un progetto finanziato dal Ministero per l'università e la ricerca con il concorso dell'Università di Pisa, la Scuola Superiore Sant'Anna, il CNR, l'Azienda Ospedaliera Universtaria di Pisa, e del sostegno della Fondazione Arpa e dell'Aoup.
Il Console Francesco Maria Talò, il vice console Maurizio Antonini, Giorgio Einaudi, Attaché Italian Embassy in Usa hanno caldamente supportato l'evento perchè hanno detto «lo scopo della Conferenza è quello di aprire una discussione tra ricercatori e studiosi italiani e americani sulle principali questioni legate all'innovazione e alla valutazione delle nuove tecnologie di frontiera in chirurgia, il loro impatto sulle pratiche e sui sistemi sanitari, mediante un approccio interdisciplinare e internazionale».
«LYNX XXI è l'iniziativa lanciata dall'Italian Academy Foundation, in cooperazione con il Consolato Generale d'Italia di New York e l'Istituto Italiano di Cultura» dice il Presidente della Fondazione Stefano o "Steve" Acunto, vice console onorario e Presidente della CINN Publishing Group Inc. «Il progetto ha preso ispirazione dalla legendaria Accademia dei Licei del XVII secolo, basata sulla scienza, sulla ricerca scientifica e sulle altre branche del sapere che avevano un impatto sulla scoperta. Nel XXI secolo il bisogno di condividere la ricerca rimane ancora di vitale importanza» precisa Acunto, entusiasta dell'originalità del nome da lui stesso ideato.
Ad aprire, e concludere, il lungo ma interessante incontro, Giuseppe Turchetti, PhD, Professore Associato di Economia e Gestione alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che ha moderato il dibattito cui hanno partecipato i professori delegati di Pisa e della Weill Cornell University di New York.
È Franco Mosca, Professore di Chirurgia all'Università di Pisa, ad introdurre il Progetto Endocas, di cui è Presidente. Endocas nasce nel 2005 come centro di formazione e di ricerca per la chirurgia assistita al computer, frutto di un finanziamento del Ministero per l'università e la ricerca e della Regione Toscana, supportato dall'Università di Pisa, dalla Sant'Anna, dal CNR, dalla Fondazione Arpa e dell'Aoup. «Il progetto Endocas prevede due strutture, una per la ricerca, sotto la sua direzione, e l'altra per l'istruzione», spiega Andrea Pietrabissa, Professore Associato di chirurgia all'Università di Pisa. Endocas Ricerca è il centro dove ingegneri, informatici e fisici lavorano allo sviluppo e alla realizzazione di prototipi che abbiano applicazioni pratiche in molte branche della chirurgia. Endocas Istruzione, invece, nasce con i fondi regionali toscani per formare studenti, infermieri e medici attraverso l'utilizzo dei simulatori tecnologicamente molto avanzati che si realizzano in laboratorio.
Sulla scia europea, l'obiettivo è quello di creare a Pisa il primo centro italiano interuniversitario di formazione avanzata mediante simulazione in medicina. Cesare Stefanini ci ha chiarito il passaggio storico dalle antiquate e rischiose pratiche di chirurgia del passato alla moderna chirurgia mininvasiva, fino ad arrivare al contemporaneo paradigma della robotica medica. «Nel 2030 si opererà in stanze completamente diverse, in cui giocheranno un ruolo fondamentale diagnosi anticipate e operazioni attraverso computer tecnologicamente avanzanti, tale per cui sarà necessaria la convergenza dei risultati raggiunti nelle varie discipline mediche- dice il ricercatore»
A confermare l'importanza di un approccio multidisciplinare nella chirurgia contemporanea è anche Davide Caramella, Professore Associato di Radiologia all'Università di Pisa. «La radiologia è più della fotografia. In nuovi progressi tecnologici mettono a disposizione programmi capaci di fare diagnosi e rilevamenti in breve tempo, di elaborare le immagini virtualmente senza dover intervenire in maniera costante e dolosa sul paziente. La radiologia oggigiorno è divenuta parte integrante e fondamentale delle terapie e degli interventi».
A Pisa e ai suoi professori ha risposto la Weill Cornell University di New York.
Alvin Mushlin, Capo del Dipartimento di Salute Pubblica, parlando del ruolo della tecnologia nel sistema sanitario americano, ritiene che le nuove tecnologie in campo medico comportino un aumento dei costi e della crescita della spesa sanitaria. «I costi sono aumentati, al pari di nuove malattie, che richiedono strumenti specifici di prevenzione e cura. I costi aumentano ma anche i benefici per la salute pubblica fanno altrimenti» afferma il Prof sottolineando come gli USA spendano all'anno un miliardo nelle valutazioni tecnologiche, investendo 100 miliardi nella Ricerca e Sviluppo, settore importante per avere risultati efficaci. Ma quali sono i passi da seguire per una strategia tecnologicamente innovativa che sia efficace sotto tutti gli aspetti? Il suggerimento: «Bisogna garantirsi indipendenza amministrativa, fondi, ricerca, utilizzo di metodi affidabili, vasta diffusione delle informazioni prodotte, ricorso alle organizzazioni sanitarie governamentali, dando un ruolo principale al governo, alle Accademie e alle Indutrie (capital ventures, fondazioni, ad esempio)». A sottolineare l'aumento dei costi sanitari dovuti all'innovazione tecnologica è anche il suo collega Alfons Pomp, Capo del Dipartimento di chirurgia minimamente invasiva, secondo cui quando si interviene con una laparoscopia si assicura: maggiore controllo delle informazioni, maggiore attenzione per la sicurezza del paziente e dello staff medico, che va ad operare in situazioni ergonomiche più comode e più flessibi. «L'ammodernamento tecnologico nella chirurgia laroscopy trova un applicazione di successo per curare i casi di obesità, con tecniche nuove che consentono in maniera facile e poco traumatica di ridurre le dimensioni dello stomaco semplicemente operando dalla bocca», dice il Professore Pomp. «L'adozione di nuove tecnologie mediche comporta un aumento dei costi nella spesa medica, e anche costi in termini di risorse umane». Ovvero: tagli nel personale medico.
Volendo superare pratiche mediche "country specific" l'incontro ha sembrato voler trovare un punto di unione tra le diverse prospettive mediche per dar vita ad un approccio scientifico internazionale e multidisciplinare. Il Professor Giuseppe Turchetti ha infatti concluso la conferenza analizzando l'aspetto più spinoso della controversia: l'economia
«I costi di assistenza medica sono cresciuti ad oggi a causa dell'aumento dei costi dell'innovazione tecnologica, dando vita ad un circolo vizioso e virtuoso allo stesso tempo» dice il Professore. Il progresso tecnologico, infatti, corrisponde ad un aumento dei costi unitari, da un lato, e ad una migliore prestazione medica, dall'altro, che fa da stimolo ad una domanda sempre più crescente. Il risultato in termini di costi e ricavi è incerto, ma quel che è certo è lo spostamento verso l'alto e a sinistra delle curve di domanda e di offerta, che significa aumento sia dei costi ma anche dell'efficacia dei trattamenti, per i quali i pazienti, italiani e americani, sono disposti a pagare. Il progresso tecnologico quindi si va sempre più legando al sistema di assicurazione medica privata e agli specifici piani di assistenza sanitari pubblici che responsabilizzino non solo il governo ma anche il cittadino per la tutela della salute pubblica. «L'Italia, sulla scia europea, e al pari degli States andrà incontro ad un aumento della spesa sanitaria entro il 2015». Ma quanta spesa per l'innovazione medica può realmente sostenere il sistema sanitario italiano? «È necessario attuare riforme nel sistema sociale, trovando un equilibrio tra fonti di finanziamento pubbliche e private attraverso schemi di co-pagamento» conclude il Professore.





