Libera
Giustificazione fa rima con fannullone
Tre cose imparano tutti a scuola e non dimenticheranno mai: leggere, scrivere e giustificarsi. A giudicare dalle scuse addotte dai cento deputati del Popolo della Libertà, assenti in Parlamento al primo voto del nuovo governo per "salvare Rete 4", non c'è ombra di dubbio che si tratti di persone che hanno studiato. Mica nani e ballerine.
"Ero in bagno" è stata la scusa più gettonata, come a tempi di scuola. Una mia amica doveva essere veramente debole d'intestino, viste le ore che passava in bagno e, quando era in classe, pensava ai fatti suoi, tanto che, mi ha confessato, non si ricorda niente né di greco né di latino, ma può comunque fregiarsi della licenza di maturità classica. Le traduzioni dei compiti in classe gliele passavo io, poi per l'interrogazione orale, che era programmata, studiava a memoria. Non capiva la domanda del professore, ma non appena quello pronunciava una parola che lei aveva memorizzato, partiva in quarta e continuava il discorso. I professori ritenevano fosse studiosa ma stupida e non se la sentivano di bocciarla, sia perché consideravano che non sarebbe potuta diventare intelligente ripetendo l'anno sia perché era figlia di un barone universitario, amico del provveditore agli studi. Non fosse mai che venissero trasferiti ad insegnare in Sardegna... Invece la mia amica era semplicemente una fannullona. Non che io fossi una secchiona, tutt'altro: facevo una fatica a studiare perché avevo altri grilli per la testa, però avevo il senso della dignità e del dovere. Sarei morta dalla vergogna a passare per stupida e avevo ben chiaro che era stata una mia scelta continuare a studiare e che la scuola non era un posto dove posteggiarsi fino all'età da matrimonio. La mia amica ora gira con i brillanti sull'anulare grossi come noci e con 240 cavalli sotto il sedere: ha sposato un notaio di provincia. Anche se è molto noioso, l'unico argomento che conosce sono le leggi, lei se la cava perché a scuola ha imparato a far finta di ascoltare. A occhio e croce, ha avuto ragione lei. Un po' come quegli opportunisti che hanno scelto di candidarsi con Berlusconi e, una volta eletti, se ne strafregano degli interessi del loro benefattore.
Altra giustificazione del piffero, adotta da una deputata azzurra: "Ero indisposta, ho inviato il certificato medico, ma dicono che si è perso tutto". Invece la mia amica era più chic: diceva al professore di essere senza giustificazione perché i genitori erano a Cortina e la sua cameriera non aveva potuto farla perchè era analfabeta. La deputata non aveva una badante extracomunitaria a cui dare la colpa della mancata consegna dei certificati?
Baccini ha pensato di giustificarsi dicendo di essere andato in Mongolia. Non si vergogna di essere pagato dagli italiani e far altro? Avrebbe fatto una più bella figura a dire anche lui di esser andato in bagno. Idem Versace, che invece era in Russia e senza un briciolo di pudore ha dichiarato: "Fannullone io? Non scherziamo, ragazzi! Sto lavorando per tutti voi, per promuovere la mia azienda e il made in Italy nel mondo". Ma con i soldi nostri?
Poi c'è stato chi ha dato la colpa ai ritardi dell'Alitalia, chi al pulsante per votare che non funzionava, chi a delle persone che l'avevano trattenuto nella stanza, chi a Berlusconi che gli aveva chiesto di fare una commissione...
Ragazzi, sono dei ragazzi. Questi sono rimasti proprio gli irresponsabili dei tempi della scuola. Singolare come Berlusconi sia riuscito a raccattare i più fannulloni, tanto che con lungimiranza li ha chiamati: Popolo della libertà.
Sul Corriere Gian Antonio Stella ha scritto che " il rapporto tra l'assenteismo tra i parlamentari italiani e quelli americani è di dieci a uno. Nel senso che 31,4 % è la media di scranni vuoti negli ultimi tre decenni nelle nostre aule, mentre 3,1 % la media di assenze dei senatori di Washington". E ha fatto una proposta che dovrebbe spiazzarli, chissà se il Nostro la raccoglierà. Visto che "Montecitorio taglia di 206 euro la diaria per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'assemblea in cui si svolgono le votazioni, perché non rovesciare tutto: dare al parlamentare una busta paga iniziale di mille euro il mese da arricchire con aumenti e benefit via via che venga accertata la sua partecipazione in aula?"





