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EVENTI NY/ ARTICOLI DI LUSSO DALL’ITALIA AGLI USA/ Occhio all’etichetta

di M. Z.

La percezione del lusso in Usa e in Italia: differenze e considerazioni" è il seminario organizzato da ECO.FORM.IT, martedì 13 maggio, presso la Columbus Citizens Foundation, che attraverso il suo Presidente, Louis Tallarini, ha dato il benvenuto al panel moderato da Joseph V. Scelsa, presieduto come sempre da Berardo Paradiso che ha sottolineato: «La novità del progetto "USA L'ITALIA" sta nel fatto di aver realizzato quel matrimonio economico tra le piccole aziende italo-americane e corrispettive americane, selezionando non solo le aziende migliori, ma soprattutto i prodotti e le figure professionali capaci di promuovere i prodotti di lusso italiani che, sotto il marchio Made in Italy, sono espressione di qualità ed esclusività».

Un dibattito interattivo e interessante sulla diversa percezione del lusso che i partecipanti hanno sviluppato nel corso delle loro esperienze lavorative.

Stephen Acunto Jr, assicurazioni, fa una distinzione tra i beni di lusso di strada e di alto reddito, spiegando come il possesso di una borsa di lusso, con un simbolo unico e largamente ricosciuto, diventi uno status symbol per chi si identifica col marchio, ovvero per quei consumatori ricchi, adulatori della rarità e unicità, anche a costi impensabili. A sostenere la stessa tesi Marco Auriti, rappresentante vendite per la Rienzi&Sons, che ribadisce come sia importante avere un buon marchio e una buona etichetta affinchè i propri vini e la propria pasta siano riconosciuti come unici e originali, espressione di qualità ineguagliabile che solo il Made in Italy può vantare. «I prodotti della Rienzi hanno successo perchè sono prodotti di alta qualità» dice il giovane. A seguire due donne, rispettivamente dal settore del turismo e dell'abbigliamento. Anna Maria Sorrentino, da anni in piazza con la sua agenzia di viaggi, dice: «La sfida per un'agenzia di viaggi di lusso è quella di offrire pacchetti turistici personalizzati e unici, che seguano i bisogni del cliente americano, sempre più alla ricerca dell'esperienza italiana, attraverso cui raggiungere l'Italian lifestyle, ovvero la dolce vita italiana». Ovvio che una tale offerta richieda un lavoro di ricerca dai costi elevati, che solo una clientela di lusso può permettersi. Sull'unicità dell'offerta insiste anche Andrea Sanseverino, per anni Manager del brand per la Valextra a New York e a Beverly Hills, secondo cui la percezione del bene di lusso in New York ha a che fare con l'artigianalità dell'abito.

L'esclusività rappresenterebbe dunque la sfida principale per le imprese italiane che vogliono sfondare in un mercato come quello di Saks Fifth Avenue, in cui le vendite sono guidate essenzialmente dal marketing. «Insistere sulla visibilità attraverso pubblicità e marketing» è il suggerimento della bella Manager, che trova risposta in Paolo Vannini, che dal pubblico interviene: «L'alta qualità e i beni di lusso fanno parte del DNA italiano ma per creare beni di lusso vincenti sul mercato americano, con un marchio che parli da sé, bisogna associare l'artigianalità e unicità del lavoro italiano al lavoro di marketing e branding su cui gli americani tanto puntano e investono». Le piccole aziende italiane, infatti, devono capire che arrivare senza un'adeguato marchio e un piano di marketing forte non li aiuta certo a piazzarsi sul competitivo panorama americano. «Educare dunque il consumatore alla scelta del prodotto italiano, attraverso il riconoscimento di un marchio unico e originale, che parli da sé e che faccia la differenza.» è il messaggio di chiusura con cui Paradiso ci ha dato appuntamento alla prossima tappa del progetto USA L'Italia .