TEATRO \ BROADWAY & DINTORNI/Lincoln secondo Creatore

di Mario Fratti

Oltre al 59E59, dove vediamo spesso commedie interessanti, abbiamo un altro edificio con tanti teatri. La scorsa settimana abbiamo visto tre spettacoli al 410 West 42nd Street.
Lo scrittore italoamericano Luigi Creatore ha al suo attivo produzione di dischi, liriche per musical, commedie come "Smile, Smile" e "Flamingo Court". Offre ora una novità insolita: "An Error of the Moon". La definisce "una speculazione". Lo è, in effetti. Immagina la vita e la rivalità dei fratelli Booth, Edwin e John Wilkes. Appare, nel suo vecchio camerino, il maggiore dei due. Edwin (Erik Heger) è sorpreso. Un fantasma che riappare dopo tanti anni. Vede anche il fantasma della bella moglie Mary (la gentile, vulnerabile Margaret Copeland). Parla al pubblico della sua vita di attore e dei suoi dubbi. Ama Mary ma, avendola posseduta, non vuole forse sposarla. Vecchi pregiudizi. Se la donna si dà perché ti ama, si pensa che sia forse pronta a darsi ad altri. Era infatti stata attrice nella compagnia del suo giovane fratello John Wilkes (Andrew Veenstra) e sospetta che sia andata a letto con lui. John è infatti un noto seduttore, allegro e audace. Ha anche un duello in scena, con lui (ben diretto dalla regista e dallo specialista Rick Sordelet).
Si giunge al dunque del dramma. Parlano di politica. John odia Lincoln che ha osato scatenare una guerra per liberare gli schiavi. Afferma che li trattano meglio nel Sud. Ha un piano per rapire il presidente Lincoln, consegnarlo ai suoi amici del Sud e terminare così la guerra. Come sappiamo, decise invece di ucciderlo. Edwin, angosciato, rivede la moglie morta. Un pallido fantasma che continua ad insultare e minacciare. Un tema difficile, un'originale speculazione che crea dubbi. Ottimo uso di luci, ombre e diapositive sul fondo. Brillante, fluida regia di Kim Weild. Molti applausi; un bel successo.

Seconda commedia nello stesso edificio e "Abraham Lincoln's Big Gay Dance Party" di Aaron Loeb. Questa volta vediamo all'inizio sette attori vestiti da Lincoln che ballano per noi. Siamo nel 2006 ed in una scuola la maestra Harmony (Pippa Pearthree) sta preparando i suoi studenti per un musical sul presidente Lincoln. Ha una sua teoria. Era gay. Nel terzo atto, che è il più chiaro, il migliore, c'è un processo contro l'insegnante. Si scopre che è gay e vuole influenzare i suoi allievi in quella direzione. L'accusatore è Tom (Robert Hogan) che vuole usare i suoi attacchi per rientrare in politica ed essere eletto governatore dell'Illinois. La maestra Harmony viene difesa da Regina (Stephanie Pope Caffey) che è anche una rivale politica di Tom. Un dibattito interessante con Tom che uccide Lloyd (Ted Koch) che ha osato dire che suo figlio Jerry (Ben Roberts) è omosessuale. Lo è. Son tutti gay in quell'ambiente. Si ride e si applaude la regia di Chris Smith e la coreografia di Vince Pesce.

La terza commedia è un monologo che sorprende: "The Punishing Blow" di Randy Cohen. L'attore e regista Seth Duerr della York Shakespeare Company ci diverte e convince con una rivelazione bizzarra. Si ride spesso dicendo che gli ebrei hanno tante qualità ma non son di certo bravi nel mondo dello sport. Ebbene Seth ci dice che fra i cento più importanti eroi nel mondo ebraico c'è anche il pugile Daniel Mendoza. Quando lo sport era brutale, senza guanti e senza pietà per l'avversario, ha battuto tutti. Anche noti campioni. Ha insegnato agli ebrei a difendersi e vincere tutte le battaglie. Ironicamente la storia si svolge in un tribunale dove l'ebreo Seth viene accusato di antisemitismo per alcune battute nate dalla sua rabbia dopo un incidente.

Altre novità al Fringe Festival in tanti teatri off off (tel. 866\468-7614). Al Cafè La MaMa "Hip Hop High Musical" di Z-Man Thornton e Cynthia Topps. Con la collaborazione di tutti gli attori. La famiglia Moore in un ambiente difficile dove prevalgono droghe e delitti. La madre (Michelle Robinson) è saggia e dà consigli utili ma diventerà poi una delle vittime. La figlia Zoe è timida e rischia continuamente (Heather Braverman). Viene protetta dal fratello Drew (Nick Stenson) che trova nemici nelle bande rivali. Due poliziotti intervengono, di tanto in tanto, per risolvere problemi (Marc Roco e Anobel Franklin). Liti, corteggiamenti, balli, canzoni. Le migliori sono "Bodytalk", "Stomp" e "Symbolic".

"Lemonade" di Jais Brohinsky si svolge nel futuro. Si prevede un desiderio di dominare il mondo intero grazie al potere del denaro e delle armi. R. Baker, D. Crommet e N. Nacer spiegano i loro folli piani a E. Tattenbaum-Fine, M. Udofia ed E.M. Washington. C'è anche un elegante maggiordomo che accetta ordini ed ubbidisce umilmente (Travis York). Un ruolo dove si può eccellere.

Ma lo spettacolo migliore del mese è "The Fourth Estate" di Glenda Frank al Cherry Pit Th. (155 Bank Street). Il mondo dei giornalisti che affrontano pericoli in zone di guerra. E nelle loro città, contro corruzione e minacce. Ottimo, preciso dialogo. La regista Rebecca Hengstenberg ha scelto un'affiatata compagnia di attori eccellenti. Si spera che verrà rappresentata in altri teatri. Successo.