Musica lirica \ Scala chiama New York

di Niccolò d’Aquino

Il titolo può fuorviare: "Scala incontra New York". Se sul destinatario della chiamata non c'erano dubbi, il chiamante invece non è - come qualcuno potrebbe immaginare - il tempio milanese della lirica ma l'omonima e splendida cittadina della Costiera amalfitana, tra i borghi più antichi fascinosi d'Italia.

 Arroccato com'è a mezza costa, nel fresco e nel verde lontano dal caldo e dalla folla delle spiagge sottostanti di Amalfi e Maiori, Scala (Salerno) condivide con la limitrofa Ravello una meravigliosa vista del Golfo. "Scala incontra New York" è il nome dato a una serie di manifestazioni culturali e artistiche offerte agli abitanti e ai turisti durante tutta la stagione estiva. E che, giovedì scorso, in uno degli ultimi concerti, ha confermato il legame che questo piccolo e raffinato paese propone alla Grande Mela.

Il tenore Andrea Bocelli, accompagnato dal soprano Paola Sanguinetti e da Carlo ed Enrico Bernini rispettivamente al pianoforte e al violino, ha espressamente dedicato il suo concerto alle vittime di Ground Zero, a pochi giorni dal nono anniversario della tragedia delle Twin Towers.

«Amo Napoli e la sua musica» ha detto Bocelli, che è toscano di nascita. Ma New York - e l'America, che recentemente gli ha mostrato la sua stima inserendolo nella Hollywood Walk of Fame - «per me sono speciali. Ho cantato a Ground Zero quando ancora le macerie fumavano. E l'emozione mi è rimasta dentro».
E' per questo, come ha spiegato ad America Oggi, che se giovedì nel suo repertorio ha inserito anche alcuni noti brani delle migliori arie napoletane, «per le vittime dell'11 settembre non potevo non ripetere l'Ave Maria che avevo cantato in quei giorni». Gli applausi, nella dolce notte stellata in piazza Municipio, sono stati scroscianti.