A modo mio

Charme Marche: sì, però...

di Luigi Troiani

Un dibattito compiaciuto ha accolto, in Italia, il servizio "Best Places to Retire Abroad" di Barry Golson sul numero settembre-ottobre di AARP The Magazine, l'influente rivista dei pensionati americani.
In uno dei pezzi del pingue speciale, si celebrano le bellezze artistiche e naturali della regione Marche, indicata come una delle mete al mondo più adatte alla terza età. Fin qui tutto bene: Alleluia, Lassù qualcuno ci ama, etc. Peccato che il dibattito non sia stato del tutto fedele  all'analisi americana, con azzardi che hanno poco a che vedere con la corretta informazione. Spiace che molta responsabilità spetti al primo rilancio di Alessandra Farkas sul Corriere del 19 agosto.

   Ha scritto il quotidiano nel titolo, "Il giornale dei pensionati Usa: è uno dei 5 paradisi al mondo". Ma nell'originale si legge che le Marche rappresentano uno dei 10 migliori posti al mondo dove passare la vecchiaia, con un elenco in ordine alfabetico basato sugli stati di appartenenza: il primo l'Argentina, l'ultimo la Spagna, con l'Italia (le Marche) al quinto posto.
Va a capire perché Farkas si sia fermata a metà. Altro dettaglio: senza nulla togliere alle Marche, la logica seguita da Golson è che, essendo tuttora relativamente poco sfruttata come opportunità, la regione risulta meno costosa di concorrenti più attrezzati come Toscana e Umbria. Un modo molto esplicito e americano di guardare in faccia la realtà. Scarsa traccia di questa logica nei commenti italiani.

 Potrebbero proporsi altri appunti al modo col quale Corriere e, a seguire, stampa regionale hanno ripreso il pezzo di Golson: ad esempio biasimando la citazione che Farkas fa sembrare propria di un'intervista data a The Magazine, con tanto di foto, dal chiropratico americano 62enne John Williams stabilitosi nelle Marche. Spiace soprattutto che nel pasticcio dei commenti italiani, cui hanno partecipato giustamente blogger e politici marchigiani, non appaia la parte più importante del servizio di AARP, dedicata alle "FAQs: 13 Things to Ask Before Retiring Abroad", autentico manuale per le misure da assumere da qualunque amministrazione intenda attrarre pensionati americani.  

Si va dal costo della vita (l'Italia sta peggio di Portogallo e Spagna), al sistema sanitario (la Francia è messa al primo posto), al fisco (risultiamo maglia nera in Europa), ad altri indicatori come benefit e politiche a favore degli anziani, tasso di violenza, collegamenti satellitari per le comunicazioni televisive,  negozi con cibo e prodotti americani.
L'assessore regionale al turismo, Moroder, depistata dal Corriere, rievoca l'anagramma Charme e snocciola i dati sulla crescita del settore: presenza estera e fatturato transitati rispettivamente nel quinquennio dall'11,1 al 14,7%  e da 1.723 a 1.883 milioni di euro.

Ho contribuito all'incremento, passando la settimana di Ferragosto tra la Recanati di Leopardi e la bianca riviera del Conero, ma mi chiedo egualmente quando la smetteremo con la retorica, e passeremo a studiare cosa gli stranieri ci chiedono, per riuscire forse a soddisfarli.
E' un fatto che l'Italia continui a non ricevere investimenti esteri e a perdere turismo. Al contrario le Marche dopo essere state protagoniste negli Ottanta del modello industriale adriatico, avanzano col distretto turistico, complice anche uno spot televisivo che, come scrive Golson, le ha mostrate "trendy enough to have snagged Dustin Hoffman as a tourism spokesman". Per attrarre gli americani, però, bisogna guardare in faccia i loro bisogni.

P.S. Leggo sul Corriere del 27 agosto che sulla spiaggia di Civitanova Marche, 5 angioletti di 10-11 anni scalciano e insultano un venditore ambulante bengalese, che riposa qualche istante su una sdraio. Genitori e adulti presenti, ridono e assistono divertiti.
Bravi marchigiani, che charme!