TEATRO \ BROADWAY & DINTORNI/Dall’Eden alla subway

di Mario Fratti

Al 45 Bleecker Street è ora diretto da un insegnante-produttore italiano che ama il teatro e fa di tutto per aiutare nuovi autori: Louis S. Salamone. Ospita ora una divertentissima commedia, scritta e diretta da Troy Diana e James Velletti. "Tales of the Tunnel" ci fa rivivere i tanti episodi di cui siamo testimoni ogni giorno nella subway. Tre belle attrici e tre simpatici attori. Hanno magliette che indicano le varie linee dei nostri tunnel, nella sotterranea.

Maglietta 4 è di Vayu O'Donnell. Molti ruoli ma il principale è quello di un senzatetto che spiega le ragioni per cui dorme ora in un angolo del tunnel. Numero 1 è Wilson Jermaine Heredia che suona anche la fisarmonica per allietare viaggiatori e pubblico. Nessuno gli dà un dollaro. Maglietta C è Brandon Jones, chiaramente gay che scandalizza con il suo comportamento. Abbiamo poi le tre attrici. Maglietta G è Geri Brown. Autoritaria e decisa, dirige il traffico e rimprovera chi commette errori. Ci narra la storia di come i suoi genitori si incontrano da Nathan, per uno spuntino. Lei ci torna ogni anno per onorarli. Incontra anche lei, in quello stesso posto, l'amore e il matrimonio. La terza attrice è Farah Bala. Elegante e sofisticata, deve prendere la subway perché non è più ricca. Odia tutti, vicini, lontani e gli odori che sono spesso presenti quando siamo in troppi. Noi accettiamo con un sorriso. Lei è invece sdegnata. Un bel testo, con bravi attori. Merita molti spettatori. Altri due attori (Maria Silverman e Sam Rosenberg) appaiono all'inizio come se fossero parte del pubblico.

L'autore italoamericano Joe Di Pietro, che ebbe un grande successo con "I Love You, You're Perfect, Now Change" e col musical "Memphis". Ci presenta un nuovo musical con molte idee originali. "Falling for Eve" (basato su "Adam Alone" di David Howard; con musica di Bret Simmons e liriche di Howard). Nel bel teatrino York di James Morgan, dove abbiamo visto tanti musical (54th Street & Lexington Avenue).

Scena ben illuminata, allegra. Appaiono i due angeli Sarah (Jennifer Blood) e Michael (Nehal Joshi). Introducono la storia della creazione e cantano con God (un bel giovane in gran forma: Adam Kantor). Arriva poi Adam (Jose Llane) che si sente solo e depresso. Canta "Another Day in Paradise"; un bel posto, ma si sente isolato. Attende l'arrivo di una compagna. Eva (Krystal Joy Brown) è snella ed attraente. I due si studiano non sapendo come comportarsi. Cantano "I Like You". Arriva una bella sorpresa. God-She (Sasha Sloan). Un dio creatore che è donna. La frase che ha suscitato grandi risate è quando dice a Eva: "Ti ho creato a mia immagine e somiglianza". Una simpatica novità nella storia della creazione. Forse è stata proprio una donna a dar vita a Eva. I due dèi (uomo e donna) sorridono. Tre coppie finali. Anche Sarah e Michael si abbracciano. Altre belle canzoni sono "I've Got Plans for You", "Now What?" ed "Eve" (omaggio di Adam alla sua donna). E l'intera compagnia canta poi a noi, al pubblico, "Paradise Is You". Noi. Un bel complimento. Il paradiso è qui se impariamo ad amarci. Un bel successo.

"Viagara Falls" di Joao Machado e Lou Cutell al teatro Little Schubert (422 West 42nd Street). Ormai la parola "viagra" è ben nota. Ha combinato guai in tutto il mondo. Sembra che ottantamila sessantenni italiani abbiano lasciato la moglie per sposare belle straniere ventenni. Grazie a quella pillola hanno l'impressione di essere giovanotti di nuovo e si illudono per un paio di mesi. Esagerano, muoiono. E le belle immigrate ereditano tutto. Bossi, quello che ha inventato la Padania e vuol dividere l'Italia ha avuto un ictus visibile ancora quando parla e si muove. L'attore Lou Cutel ha deciso di narrare la sua avventura con la pillola più o meno magica (con l'aiuto del suo amico sarittore Joao Machado).
Lou è un protagonista settantasettenne che si prepara a celebrare il suo compleanno con la pillola ed una giovane passeggiatrice. Mette le pillole in un tubetto per aspirine ed imita il suo amico, il coetaneo Moe (Bernie Kopell) a celebrare questa insolita avventura. Moe è timidissimo e riluttante. Non vorrebbe partecipare perché ha la ben nota ansia della prestazione. Arriva, alta e snella, la simpatica Jacqueline (Teresa Ganzel). E' corretta e gentile. Si fa pagare prima ma lo fa con classe e rispetto. Comincia quindi una delicata corte. Un po' di ginnastica, un po' di danza, qualche contatto. Chi è il primo?

Lou cede il posto a Moe. La coppia scompare nella camera da letto. Ottimo risultato per Moe che proprio non credeva nella possibilità del successo. E' andata bene anche perché Moe e Jacqueline han preso le pillole dalla bottiglia delle aspirine. Jacqueline, discinta, diventa un vulcano. Una strana complicazione. I due vivono porta a porta. Aprono per sbaglio una lettera. Il dottore dice che Moe morirà presto. Malattia inguaribile. E' invece Lou che morirà presto. Il regista Doc Crichton ci dà un bel quadro finale. Lou è un angelo. Moe e Jacqueline si sposano. Si ride ad una farsa moderna, molto moderna.

Duecento nuove commedie al "Fringe Festival". Per informazioni su autori e testi, tel. (866) 468-7619. Ne parlerò la prossima settimana.