FOTOGRAFIA/Rinascita post-bellica

di Lara Dal Pos

Gli intensi racconti visivi di un interessante percorso nel Neorealismo fotografico che da Luigi Crocenzi passa attraverso il Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia fino a Mario Giacomelli, saranno "visibili" fino al 23 agosto presso la sede della New York Film Academy.
Il 4 agosto scorso si è tenuto infatti lì l'opening  della mostra "La Fotografia e il Neorealismo in Italia, 1945-1965", curata da Walter Liva del Centro di Ricerca e Archiviazione Fotografica. L'esposizione è stata organizzata dalla New York Film Academy in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di New York, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di Spilimbergo, il CRAF (Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia) e l'Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti.

La sala espositiva della NYFA era gremita di studenti curiosi e sorpresi dalle intense storie che raccontavano le fotografie. Per loro, quella esposta, era un'Italia inedita, che faceva emergere interessanti connessioni con gli Stati Uniti. Il Neorealismo, fotografico e non solo, è infatti uno snodo storico ed artistico in cui America e Italia si incontrano.  
«Il Neorealismo, è un movimento nato sotto l'egida di un diffuso sentimento di innovazione culturale nel secondo dopoguerra italiano, e foriero di notevole fermento intelletuale»,  come afferma Renzo Francesconi, presidente del CRAF.

Questa mostra ci conduce proprio tra le pieghe di tale movimento che ha avuto, ed ha tuttora, una risonanza ben oltre i confini Italiani. A sottolinearlo è proprio Jerry Sherlock, presidente della NYFA: «La maggior parte di queste fotografie, dall'alto valore storico e artistico, sono inedite per gli Stati Uniti. Ci auguriamo possano aiutare i nostri studenti, e più in generale il pubblico newyorkese, a capire lo stretto legame tra letteratura, cinema e fotografia italiana e americana, dal secondo dopoguerra ad oggi».
L'esposizione inizia con una selezione di foto di Luigi Crocenzi che fa emergere una cultura fotografica che nasceva da una vera motivazione culturale. Come illustra Walter Liva, curatore della Mostra: «La fotografia della seconda metà degli anni '40 - al pari di tutte le forme espressive visive e letterarie -, assunse dal nascente cinema neorealista nuove modalità linguistiche, tali da esprimere la presa di coscienza e la volontà di mutamento».

Emblematico è il percorso fotografico di Crocenzi, tra le viscere del Sud, ad illustrare il romanzo "Converazione in Sicilia" di Vittorini. Il Neorealismo di questo fotografo affronta le ferite dell'Italia e con i suoi piani di ripresa trova «nuove modalità espressive tali da evidenziare metaforicamente la volontà di mutamento sociale del Paese, ottenendo così una nuova estetica della realtà», afferma Liva.  
Si susseguono donne, uomini, braccianti, scorci di strada, di campi. A ritrarli è il "Gruppo Friulano di Nuova Fotografia" che  si è nutrito di questo humus culturale e si è ispirato alle naturali esigenze della storia degli uomini. Emerge forte, infatti, la voglia di agire attraverso una fotografia che sia documentazione poetica dell'umanità che gli vive attorno.

Nella mostra si percepisce bene come lo scenario muti con l'apparizione dei lavori fotografici di Mario Giacomelli. È lui a introdurre un nuovo linguaggio figurativo nella fotografia italiana. "Un Uomo Una Donna Un Amore" ribaltò completamente il punto di vista del neorealismo introducendo nelle immagini una nuova poesia tonale, definibile come onirica. I suoi racconti fotografici che escludevano inutili dettagli, il contrasto esasperato della stampa sono il degno coronamento di questa mostra.
All' opening il pubblico americano, e non solo, percorreva strade italiane, scoprendo le storie che non immaginava.

La NYFA è una delle più importanti scuole di cinema a livello internazionale ed ha scelto proprio la mostra per introdurre la fotografia come materia di insegnamento.  Come afferma David Klein, il direttore, «queste fotografie con le loro storie e i personaggi che vi sono raccontati vogliono essere momento di riflessione e ispirazione per studenti e visitatori».