Dov’è più la “privacy”?

di Luigi Fontanella

Nello scorso Linguaio mi sono soffermato sulla rivoluzione tecnologica attualmente in corso nel campo della comunicazione e concludevo, con una certa amarezza, mista a scetticismo, che in un futuro prossimo (un futuro per molti versi già attuale) le parole serviranno sempre di meno rispetto alle immagini e ai nuovi modi elettronici-robotici che utilizziamo per i nostri umani collegamenti. Questa nuova scienza ha un nome: "domotica", termine abbastanza orrendo per designare, appunto, lo "sviluppo" tecnocratico (uso, con spirito pasoliniano,  appositamente la parola "sviluppo" al posto di "progresso"), che sta sempre più invadendo la nostra vita quotidiana, perfino all'interno della nostra stessa abitazione (da qui il termine in questione "domotica", dal latino "domus" = casa).

Certo è che la battaglia fra giganti dell'informatica per la conquista del nuovo mercato sarà ciclopica, specialmente ora, ossia dopo che la potentissima, giapponese Sony ha dichiarato che anche la "Playstation" tenderà sempre più a diventare una macchina multimediale tuttofare.  
La questione aperta è su chi riuscirà a creare quello "standard" tecnologico in grado di imporsi e sopravanzare tutti gli altri, e dunque tale da essere acquistato dalla maggior parte degli utenti.  Intanto il salotto multimediale proposto dal colosso di Seattle prevede già un unico "scatolotto" vicino al televisore, in grado di sostituire qualsiasi altro apparecchio elettronico di consumo.  

Con l'uso di un unico telecomando si potranno guardare la tivù, videocassette e film in dvd, ma anche ascoltare la radio e cd, e inoltre guardare foto e altre immagini digitali.  E ancora: restringere il video sullo schermo, collegarsi a Internet per controllare la posta elettronica, e, in aggiunta, fare un'operazione di "home banking", oppure commentare con gli amici, in tempo reale,  tramite messaggi istantanei, la partita di calcio della squadra del cuore, in onda in quel momento.

Infine - ma non alla fine, sarà anche possibile - anzi è già possibile -  collegare Windows Media Center a diversi pc sparsi dentro casa in un'unica rete e utilizzare tutti i servizi multimediali in qualunque stanza vi troviate.  E magari,  mentre vi rimbecillite facendo tutte queste belle cose,  potrete anche, se vi va, navigare simultaneamente tramite il vostro cellulare, e magari scaricare messaggi e programmi e altre amenità telematiche direttamente su quello "scatolotto" e mega-televisore annesso.
Unico rischio - l'ho già scritto nel mio precdente Linguaio -: un eccesso di invadenza nella nostra privacy.  Se vivremo circondati da etichette invisibili, microchips, spie luminose, telecomandi, pulsanti e altre diavolerie tecnologiche, quale sarà il nostro grado di libertà?  C'è il timore che gusti o preferenze dei consumatori possano essere decrittati e scrutati alla stregua di un occhio del Grande Fratello.  Non a caso in numerosi Paesi vi è già lo stato d'allerta dei cosiddetti Garanti della Privacy.

Tutta questa rivoluzione avveniristica mi sembra incredibile se penso che in certi luoghi della Terra, compresa la nostra Italia,  si attende ancora qualche miracolo, (qualche vero miracolo) che possa cambiare la nostra vita; luoghi in cui pregare un Santo perché ci faccia un miracolo o magari ci guarisca dei nostri mali o, ancora meglio, ci faccia vincere un bel po' di denaro al lotto/enalotto.