Che si dice in Italia

AAA: Montecristo vendesi

di Gabriella Patti

Montecristo, il gioiello proibito". Con questo titolo il quotidiano La Stampa presenta un ottimo reportage a firma Pierangelo Sapegno dalla straordinaria e affascinante mini-isola dell'arcipelago toscano. Resa famosa nel mondo dal romanzo di Alexandre Dumas che si inventò ilprigioniero di Montecristo, l'isolotto è un'oasi protetta. E protetta anche molto bene, tra i non moltissimi patrimoni pubblici su cui lo Stato italiano ha steso con attenzione una mano efficacemente amorevole. Finora.

Già perché c'è la crisi, che solo il signor B. continua a negare, e mantenere l'isola come un santuario per la flora e per la fauna, vietata ai turisti (per visitarla, ci vuole un permesso speciale che arriva, se arriva, dopo oltre un anno; proibito avvicinarsi, fino a un chilometro dalla costa niente nuotate, chi si azzarda commette un reato penale e le due guardie, unici abitanti del Paradiso, non scherzano) costa moltissimo.
Che fare? La speculazione e i malintenzionati sono sempre in agguato: negli anni Sessanta l'isolotto aveva rischiato di diventare un porto pieno di alberghetti di lusso. "Per i privilegiati" già decantavano i depliant pubblicitari. Intervenne lo Stato, per fortuna e allora Montecristo si salvò.

 Si salverebbe anche stavolta, con tutte le varie "cricche" di furbetti e di edili amici degli amici che allietano l'attuale panorama politico (chiedere agli aquilani)? I costi sono altissimi e lo Stato da solo non ce la fa più, dicono gli addetti ai lavori. La ministra dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo (nella foto), che da queste colonne ho recentemente elogiato per il suo impegno (visto, che non sono sempre prevenuta a priori contro tutto ciò che fa questo governo?), stavolta non mi convince affatto. Per fare cassa avrebbe proposto un parziale accesso a Montecristo: ma solo agli yacht che pagherebbero un super biglietto da mille euro.
Eh no, cara ministra. Cosa facciamo? Tanto per cambiare favoriamo i soliti ricchi, quelli delle mega-barche che già imperversano in ogni caletta di quello che un tempo era il Mare Nostrum e oggi è il Mare Lorum, di Lor Signori?

Da qui a concedere il permesso di costruire - dietro pagamento di qualche super tassa, si intende, ma per certi si tratterebbe comunque di cifre che non inciderebbero sul portafoglio - ilpasso è breve. Davvero non è più possibile sperare che lo Stato continui a farsi carico di questa bellezza naturale e incontaminata? Ministra, domandi al suo Capo: siamo davvero così mal messi, anche se Tu continui a dirci il contrario?Ma, probabilmente, dietro l'operazione Montecristo si nasconde altro. Viene il sospetto, leggendo l'intervento, sempre pubblicato dal quotidiano di casa Fiat, di Mario Tozzi, presidente del Parco nazionale dell'arcipelago toscano. Che ricorda come, nel silenzio quasi totale dei media, gli ultimi provvedimenti varati dal ministro dell'Economia Tremonti dimezzino del 50 per cento i fondi destinati al mantenimento dei parchi nazionali italiani. I cui presidenti stanno minacciando le dimissioni in massa, "per non rendersi corresponsabili dello scempio che necessariamente seguirà".

I tagli sono doppiamente stupidi, spiega Tozzi e sommessamente approviamo. Perché confermano "che i nostri uomini di governo non hanno coscienza di cosa significhi proteggere l'ambiente" o, peggio "non gliene importi granché". E perché rischiano di privare le casse pubbliche di una delle poche entrate in aumento: i parchi attirano ogni anno 95 milioni di turisti, e l'incremento quest'anno è stato del 15 per cento. Sono cioè "un affare d'oro" commenta Tozzi. Che,però, pecca di grave ingenuità. L'affare d'oro sarà, per alcuni, poter finalmente completare l'opera di cementificazione di tutto quel ben di Dio di cui la natura ha voluto gratificare l'Italia. Basta con i parchi, le oasi, il rispetto dell'ambiente! Vogliamo mattoni e centri commerciali ovunque.