PUNTO DI VISTA/L’orgoglio degli sfigati

di Toni De Santoli

Derisione, disprezzo. Eccola una delle tendenze del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi le quali non possono non sconcertare, non scombussolare italiani ancora baciati dal senso della decenza. L'altro giorno, discorrendo (a quanto riportano i mezzi di comunicazione) della cosiddetta P3, il Capo del Governo ha liquidato il caso con questa espressione: "Roba di pensionati ‘sfigati'". La nuova, nuova di zecca, P3 sarebbe una consorteria di personaggi (fatto non nuovo in Italia) dediti alla conquista, all'incremento, al mantenimento del loro potere politico, economico, finanziario, potere raggiunto ed esercitato con metodi spesso al di fuori della legge.
Ma l'argomento del "Punto di Vista" di oggi, non è la P3. È l'espressione usata dal Presidente del Consiglio: "pensionati ‘sfigati'", appunto. Parole, queste, che non si prestano a equivoci. Non possono prestarvisi nella loro brutale lapidarietà. "Sfigato", cari lettori che vivete e lavorate sodo in America, è un termine di conio recente il quale sta a indicare il tipo che non riesce a combinarne una bene, uno che insomma non sa centrare il proprio obiettivo, uno che non è ascoltato quasi da nessuno, il tizio che prima o poi si trova soffocato da complessi d'inferiorità e in vari casi può reagire col velleitarismo. L'uomo che purtroppo passa di sconfitta in sconfitta o mai riceve quello a cui pensa di poter avere diritto e magari ne ha.

Terribile "concetto", eccome, "pensionati ‘sfigati'": i non pochi italiani ben diversi da lui, da questo formidabile milanese, da quest'uomo di successo che piace alle donne e ha perfino "una voce sensuale" (parole sue), da questo rodomonte della politica e degli affari... Ecco quindi gli italiani dei quali Silvio Berlusconi non vorrà mai occuparsi, ai quali non riserva, no, nemmeno un briciolo di simpatia. Ecco italiani insultati (l'ultimo insulto berlusconiano in termini cronologici) da chi, se non altro per la carica istituzionale che ricopre, non dovrebbe nemmeno sognarsi di trattar male un solo cittadino.

Ebbene, cari lettori che in America vi siete fatti da soli, anch'io sono un "pensionato ‘sfigato'". L'Istituto Nazionale di Previdenza Giornalisti Italiani ogni mese mi corrisponde appunto un assegno pensionistico di 1.666 euro ai quali si sommano i 348 euro mensili che ricevo dalla Social Security per i miei dieci anni di lavoro negli Stati Uniti d'America. Non ho altre entrate. Con quello che costa la vita in Italia, e coi taglieggiamenti, le estorsioni legalizzate che ci vengono imposte (tipo il cànone Rai) e sono criminosamente avallate da tutte le forze politiche, con duemila euro al mese, e con un affitto da pagare e una figlia all'Università che ha ancora bisogno di legittimo aiuto paterno, si vive nelle ristrettezze. Ma io le rinunce le sopporto agevolmente. Questo mi è consentito dal ricordo d'esser nato in una famiglia la quale a tavola usava posate d'argento. E' il "bauscia" che dalle stelle torna nelle stalle a rischiare la pazzia, non lo snob come me...

Ma, appunto, sono uno "sfigato" anch'io. Ho perso nella mia vita diversi autobus... Non ho mai voluto frequentare noiosissimi cenacoli di colleghi romani, milanesi, fiorentini... Non ho mai subìto la tentazione di mettermi in politica... Non ho mai fatto pubblicità a me stesso. Non ho mai tirato la volata a nessuno. Ho sempre e solo pensato a lavorare al meglio delle mie possibilità. Ho fatto Sport, faccio ancora Sport. Non ho insomma ‘padrini' da ringraziare, da ossequiare. Non ne ho mai voluti. Nessun uomo politico può dire di essermi creditore. Nessuno. Ebbene, usando il termine "sfigato", il Presidente del Consiglio (contrariamente alle proprie intenzioni!) mi ha rivolto un complimento, un gran bel complimento. Ha riservato quest'apprezzamento a un uomo libero. Sissignori, libero. A uno che ha tanti, tantissimi amici che lui frequenta disinteressatamente, come disinteressatamente loro frequentano lui (nel mondo del Rugby, nel mio club di Rugby).
Grazie, signor Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana.