Stupendo Goldoni allo Shakespeare Theatre of N.J.

di Franco Borrelli

Decisamente "italiano" l'inizio di stagione dello Shakespeare Theatre of New Jersey. Dopo la spumeggiante Verona e Padova di «The Taming of the Shrew», ecco ora un super incantevole Goldoni, quello che, grazie a «Il servitore di due padroni» ("The Servant of Two Masters") delizierà - fino al primo agosto - gli spettatori sotto le stelle, sulle gradinate del teatro greco del St. Elizabeth College di Morristown, NJ (tel. 973/408-5600).

Diretto impeccabilmente da Jason King Jones, questo capolavoro del teatro comico di tutti i tempi s'avvale di un set che ti porta subito tra il ponte di Rialto e le calli veneziane, e di costumi d'epoca di Paul Canada che tuttavia vanno oltre la patina del tempo in quanto emozioni, passioni, amori e raggiri sono pane senza secoli, universali e parte d'ogni geografia. La Clarice di Susan Maris è deliziosa e giovanile quanto occorre, e così pure il Silvio di Jordan Coughtry, la Beatrice di Caralyn Kozlowski, il Pantalone di William Metzo, la Smeraldina di Amanda Duffy, il Brighella di Jeffrey M. Bender e il simpatico Truffaldino di Alex Morf (insieme con tutto il resto di un cast brioso e tempestivo nel montar dell'umoristica situazione). Un italiano perfetto, a far capolino qua e là, intercalato ad un latino di buona dizione, con l'unico nèo di una Bergamo pronunciata sempre con l'accento sulla "a". Per il resto una solida produzione che s'avvale anche, per le giuste atmosfere, di musiche peninsulari, con il mandolino su tutti gli strumenti.

Per mangiare a volontà, Arlecchino/Truffaldino, servendo due padroni, non fa che creare equivoci e guai (come succedeva già nelle commedie di un certo Plauto, diversi secoli prima sulle rive del Tevere). Il promesso sposo di Clarice, Federico Rasponi, è stato ucciso in duello a Torino, così la giovane può fidanzarsi ufficialmente con Silvio, il giovane da lei amato. Ma, quando Pantalone (padre di Clarice) e il dottor Lombardi (padre di Silvio) stanno per stipulare un contratto di matrimonio, arriva Beatrice, sorella di Federico, travestita da uomo e spacciantesi per il defunto fratello, col suo servo Truffaldino. Subito dopo piove in scena anche Florindo Aretusi, colui che è dovuto fuggire da Torino proprio per l'omicidio di Federico e che è innamorato di Beatrice; e a costui offre i suoi servigi Truffaldino, mentr'è ancora al servizio di Beatrice/Federico. La vera identità di costei viene conosciuta da Brighella, che però sta al gioco degli equivoci. Tutto chiaro, vero? Sì, tanto chiaro che bisognerà, tra una risata e l'altra, aspettare la fine della commedia quando le due coppie d'innamorati possono finalmente coronare il loro sogno d'amore.

Borghesia in scena, con un Goldoni che qui esalta anche l'emancipazione e l'indipendenza femminile che in Beatrice trovano la loro paladina, coadiuvata dalla stessa Clarice che si ribella al padre Pantalone e dalla sua serva Smeraldina che denuncia senza peli sulla lingua i soprusi degli uomini. Un'esaltazione dell'intelligenza e della gioia di vivere, della capacità e della scaltrezza ad adattarsi ad ogni situazione, col condimento dell'amore che, alla fine, finisce col prevalere su grettezza e patteggiamenti materiali.

Una produzione intensa, divertente e di grande intrattenimento questa dello Shakespeare Theatre of NJ che a Goldoni eleva uno stupendo monumento di modernità, di briosità e d'indiscussa comicità.