L’artigiano della pasta. Incontro con Vincenzo Spinosi

di Riccardo Chioni

"C'è differenza tra imprenditore e imprenditore. C'è quello che nasce solo per fare soldi e quello come me che lo fa per passione, magari fa anche utile, ma non è essenziale" sostiene Vincenzo Spinosi, artigiano della pasta, marchigiano, che impartisce lezioni di imprenditoria alla Bocconi di Milano.

Oggi 7 lo ha incontrato alla 56esima edizione del Fancy Food al Javits Center dove l'imprenditore sui generis è tornato all'appuntamento annuale del cibo per festeggiare il decimo anniversario della sua rivoluzione in cucina: gli "Spinosini", un formato fine di pasta all'uovo servita negli anni sulle tavole di celebrità dello sport, industria e spettacolo, di regnanti e personalità politiche internazionali.

Il pastificio artigianale Spinosi è sorto a Campofilone in provincia di Fermo nel 1933 come bottega alimentare e si è sviluppata - mantenendo la peculiare caratteristica di lavorazione a mano - in un marchio conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, grazie all'innata abilità di curatore di immagine e comunicazione del suo titolare.
"Certi imprenditori lavorano perché devono fare business e basta, danno lavoro sia ben chiaro, ma l'immagine viene creata da noi, dalla nostra fantasia, come gli Spinosini che celebrano dieci anni da quando li ho inventati. In tutto questo tempo - prosegue l'imprenditore - mi hanno dato quella gioia e sicurezza che dà la passione del marchio Made in Italy, creando un modo di andare a tavola".

Al Fancy Food l'azienda di Vincenzo Spinosi ha raccolto quanto seminato durante oltre un decennio di presenza nella vetrina internazionale di New York.
"Un operatore americano si è avvicinato a mio figlio allo stand dicendogli: vedo questa azienda presente da anni, mi dà sicurezza e vorrei piazzare un ordine. Poi, tornato, mi ha detto personalmente: sei differente dagli altri imprenditori. È un messaggio. Questa - sottolinea Spinosi - è la forza dell'Italia. Se cerchiamo di fare solo produzione, allora dovremmo avere paura dei cinesi. Io non ho paura dei cinesi".

Anche se l'azienda intende espandersi, resterà comunque a carattere artigianale e questa ferma presa di posizione che mette in luce l'immagine di Vincenzo Spinosi, da Campofilone si è proiettata alla Università Bocconi di Milano dove ha fatto presa il marketing emozionale del titolare che ha da impartire lezioni di vita imprenditoriale, senza tuttavia averle imparate a scuola.

"Vincenzo Spinosi ce l'ha talmente dentro, che la mia esperienza è diventata una scuola per il marketing del food in Italia per la Bocconi. Sono stato invitato a presentare i miei Spinosini nei migliori alberghi del mondo e trovo la mia immagine dappertutto. Ciò di cui dobbiamo temere sono gli imprenditori che un giorno venderanno le nostre conoscenze".

L'artigiano di Campofilone sta proseguendo la sua campagna di sensibilizzazione per invogliare i ristoratori a stabilire una "carta della pasta", così come esiste quella dei vini.

"È un'azienda semplice senza grandi fatturati che dà lavoro a quindici persone e dove vedo il futuro. Recentemente a Pasta Trend in Italia, la mia - aggiunge - è stata riconosciuta la migliore pasta all'uovo".
Vincenzo Spinosi ha sposato l'era della comunicazione digitale creando un sito dove racconta la storia dell'azienda, corredata da una rassegna stampa che documenta il percorso di un personaggio venuto dal piccolo, creatore di un'immagine globale del marchio Made in Italy di eccellente qualità a tavola.