PUNTO DI VISTA/Mazziniana passione

di Toni De Santoli

La Comune di Parigi del 1871 non ebbe una partenza "a razzo". Nemmeno la Rivoluzione Francese del 1789 mostrò alla vigilia la potenza che di lì a pochi giorni avrebbe invece abbattuto la Monarchia, trasformato la Francia e influenzato per sempre anche la vita di altri popoli, il cammino di altre nazioni. Ci chiediamo allora dove ci possa condurre la giornata del Primo Luglio 2010 che noi abbiamo vissuto in prima persona a Roma, in Piazza Navona, sotto il sole "dardeggiante" dell'estate romana. La Storia dirà che si è trattato di una delle tante "kermesse" politico-mondane italiane ispirate dalla sinistra, e quindi di una festicciola fine a se stessa coi "compagni" i quali, come sempre, altro non facevano che complimentarsi e congratularsi a vicenda; o spiegherà che il Primo Luglio 2010 ebbe inizio la controffensiva popolare che avviò la fine del governo del cattivo gusto, del governo della destra, del governo Berlusconi? Grandi sono gli osservatori i quali nell'arco di una giornata all'apparenza insignificante, o velleitaria, individuano subito gli elementi che poi dànno luogo a grandi cambiamenti nella vita d'un popolo, nel divenire d'una nazione. Cerchiamo quindi d'interpretare al meglio delle nostre possibilità i fatti accaduti il primo luglio a Roma, Trieste, Parma, Palermo, Londra, Parigi e in tante altre città europee. La nostra sensazione, "a caldo", è che qualcosa si sia finalmente smosso in Italia in antagonismo al governo liberticida (altro che 3 Gennaio 1925, giorno dell'instaurazione della dittatura fascista!), al governo delle barzellette senza fine, al Capo di Governo che solo pochi giorni prima, a San Paolo, parlava di "ciulatina" con la cameriera d'albergo... "Ciulatina" in milanese sta per amplesso, coito o, perlomeno, "pomiciata"... Una vergogna. Un imbarazzo nazionale. L'ennesimo imbarazzo nazionale. L'ennesimo affronto alla Donna. Alla Cameriera che, come tale, dovrebbe compiacere soprattutto in senso carnale l'illustre ospite e fare quindi la "troiona". ("The Brazilians were not amused"...). Veramente non se ne può più. Ne escono infangati tutti gli italiani. Pizza, poppone, culoni e mandolino, grazie, destra!!

In Piazza Navona giovedì scorso s'è verificata la solita scivolata "antifascista", con richiami alla Resistenza e quindi ai partigiani e a tutto il resto dell'oleografia appunto resistenziale... Non ci si rende conto, ahimè, che paragonare Berlusconi a Mussolini è come accreditare d'un tocco di nobiltà Berlusconi...  Berlusconi e i suoi non sono il Fascismo. Il Fascismo è morto nel '45. Essi, piuttosto, rappresentano la Reazione. Propongono quanto di più gretto, provinciale, ottuso si agiti ancora nella psiche degli italiani. Essi negli italiani suscitano gli istinti peggiori: l'individualismo, l'egoismo, il piacere della mistificazione, l'uso della donna come "porcona" da sbattere sul letto o da inchiodare al muro....

Ma la sinistra stavolta ha ragione, anche se non si rende ancora conto dello scempio commesso dai vari governi Prodi... Ha ragione Beppe Giulietti, acclamatissimo fondatore dell'Associazione Giornalisti Italiani Articolo 21: "Se la Legge Bavaglio passa, se passa la legge che ucciderà la libertà di stampa in Italia, ogni tipo di macelleria sociale potrà essere commesso impunemente e si farà anche un grosso regalo alla Mafia!", questo il senso del bellissimo discorso tenuto con mazziniana passione dal Giulietti, romano, classe '53, bel temperamento, idee chiare, spiccato senso d'altruismo. Uno perbene. Lo abbiamo ascoltato e osservato con la massima attenzione. Ma con una certa amarezza, e anche un po' di sorpresa, abbiamo notato che giovedì scorso in Piazza Navona ben pochi giovani erano presenti... I quattro quinti dei presenti erano donne e uomini dai quaranta in su. Il dramma nazionale quindi è che i giovani - salvo una pur robusta minoranza -  non hanno coscienza di sé, non hanno coscienza dei destini della nazione: sono perciò facile preda di "piazzisti meneghini" e di maghi delle cibernetica e della telefonia... Berlusconi ha così vinto il primo round. Ma il primo luglio si è svolto il secondo round, e a esso ne seguirà un terzo fra poche settimane. Non tutto è perduto. E così, come a Waterloo, il peso della battaglia ricadrà tutto quanto sulla schiena della vecchia guardia. Ma auguriamoci che "questa" Waterloo sancisca la fine della destra, la fine d'un conservatorismo che in Italia procura solo miseria, tristezza, stupide illusioni. E appaga solo gli amanti sciocchini della "ciulatina", i ridanciani a oltranza. I parvenu. Guai a un popolo che cada nelle mani dei parvenu.