CINEMA/Prima viene l’uomo

di Marco Mastella

Grande partecipazione di pubblico e riscontri positivi per la XXI edizione di «Human Rights Watch Film Festival» che si è conclusa giovedì 24 giugno. Da sempre Human Rights Watch è una delle maggiori organizzazioni indipendenti del mondo che monitora, difende e protegge i diritti umani, violati quotidianamente in diversi paesi del globo. Dare testimonianza e chiedere giustizia per tutti quegli esseri umani che ingiustamente subiscono di questi abusi e di queste violazioni, è la ragion d'essere dell'organizzazione.

L'edizione 2010 della rassegna, che è stata ospitata dal Walter Read Theater con la partecipazione del Film Society of Lincoln Center, si è aperta il 10 giugno con la raccolta fondi e la proiezione della pellicola "The Balibo Conspiracy" del regista australiano Robert Connoly. Il film, ambientato nel 1975 a Timor Est mentre era in preparazione l'invasione indonesiana, è stato bandito nella stessa Indonesia e annota nel cast la presenza di una stella del cinema quale è Anthony LaPaglia.

La serata d'apertura ha invece proposto "12th & Delaware". Le registe Heidi Ewing e Rachel Grady nel loro documentario hanno focalizzato l'attenzione su uno dei temi più insolubili e insidiosi dell'America, e cioè l'aborto. Tutto avviene in un angolo di strada senza pretese di Fort Pierce in Florida. Si "scontrano" da un lato e l'altro della strada, una clinica abortista e un centro pro-vita (la premiere in tv è fissata per il 2 agosto su HBO). Con "Presumed Guilty" invece giovedì è calato il sipario sulla rassegna. Geoffrey Smith e Roberto Hernandez ci raccontano la storia di Toño Zuniga che nel 2005 viene arrestato a Città del Messico, e successivamente è condannato a 20 anni di carcere per un omicidio mai commesso. Sono stati impiegati tre anni per girare la pellicola, e la riuscita è stata possibile anche grazie al lavoro e alla cooperazione dei giovani avvocati di Toño, lo stesso Hernandez e Layda Negrete, già noti in Messico per aver in passato ottenuto il rilascio di un altro uomo innocente.

Responsabilità e Giustizia, Sviluppo e Migrazione, Società in Conflitto: Afghanistan and Iran, i temi toccati nei 30 film (provenienti da 25 paesi diversi) scelti per questa edizione.  Di estremo interesse le pellicole "The Unreturned" e "Honeymoons".  Nella prima i protagonisti sono rifugiati iracheni che hanno abbandonato la loro terra successivamente l'intervento americano nel 2003. Nostalgia e voglia di ritornare nelle proprie case; un occhio critico nei confronti delle truppe americane; paura per le faide religiose. Questo è l'Iraq del dopo regime di Saddam. Nella seconda invece due coppie (una dalla Serbia, l'altra dall'Albania) si scontrano con tabù e pregiudizi per conoronare il sogno di sposarsi e di iniziare una nuova vita. Un viaggio che parte dell'Est, con sullo sfondo un Kosovo dilianiato dall'odio, per terminare in Europa Occidentale, che non sembra poi essere il paradiso tanto agognato.

Particolare menzione infine per "Moloch Tropical" il film del regista haitiano Raoul Peck. Il presidente della nazione, arroccato in una fortezza sulla sommità di una collina, si troverà a fare i conti con fermenti di insurrezione e una crescente condanna da parte della comunità internazionale. Netta la critica al potere, alla classe dirigente e alla corruzione di un paese che solo pochi mesi dopo avrebbe poi patito la tragedia di un disastroso terremoto.