LE PROTAGONISTE/Italia, le donne ti salveranno

di Lella Golfo*

Il Premio Marisa Bellisario ha appena girato la boa della sua ventiduesima edizione. "Donne motore per lo sviluppo", il tema impegnativo con il quale abbiamo lanciato al Paese un messaggio chiaro: le donne non solo motore dell'economia familiare ma motore dell'economia di mercato. Il motivo è presto detto: in un momento storico così delicato crediamo che il contributo femminile sia ancor di più determinante per vincere le sfide del futuro. A confortarci, d'altro canto, è lo scenario internazionale, oltre al contesto italiano. L'Economist ha celebrato l'inizio dell'anno con una copertina dedicata alla "quieta rivoluzione", ossia il lento sorpasso della forza lavoro al femminile, oggi oltre il 50%. E anche in Italia cominciamo a pretendere più occupazione, crescita professionale e leadership, forti di numeri che stanno dalla nostra parte. Di fronte alla crisi, infatti, le donne sono state un vero e proprio "salvagente" per il Paese. Su quattro persone che hanno perso il lavoro, tre sono uomini. E non sembra essere un caso. Piuttosto, nella difficile congiuntura economica, mercati finanziari e mondo delle imprese hanno preferito le donne, perché sono più inclini alla flessibilità; hanno straordinarie capacità di gestione e minore propensione al rischio. Nel 2009 i fallimenti d'impresa sono stati 9.400, un quarto in più rispetto all'anno precedente. Le aziende guidate da donne, invece, hanno retto meglio all'urto della crisi, crescendo dell'1.5%, a fronte di un sistema imprenditoriale generale che avanzava dello 0.2%, tanto che oggi un'azienda su quattro ha una donna al comando. Nelle libere professioni, le consulenti del lavoro sono il 41%. Per non parlare delle laureate, che hanno compiuto il sorpasso: sono il 60% e scelgono con sempre maggior frequenza gli indirizzi tecnici e scientifici.

Sono tutti segnali positivi e parlano della nostra quieta rivoluzione. Per questo, nel corso del Premio ho lanciato la nostra sfida: a breve metteremo a disposizione di società quotate, aziende e istituzioni oltre 1000 curricula di donne pronte a raccogliere la sfida. Perché lo meritano e perché il Paese ha bisogno di loro per ripartire.
Certo, partiamo in vantaggio, con un patrimonio di più di 300 Mele d'Oro assegnate in questi ventidue anni. A loro, si aggiungono le splendide premiate di quest'edizione: imprenditrici, manager, donne di cultura e ricercatrici di talento. E le nostre tre neolaureate con 110 e lode in Economia, che hanno ricevuto la loro Mela dai Ministri Maurizio Sacconi e Giulio Tremonti. Ancora una volta, abbiamo offerto al Paese un suggestivo scenario della leadership femminile. Un Auditorium di Confindustria colmo di quell'incredibile carica vitale, quell'energia che queste donne portano con sé. Professioniste e manager che hanno raggiunto traguardi importanti, alla guida di aziende che rappresentano la struttura sana e vitale del nostro Paese. Donne pronte a lottare per le loro ambizioni e a rimettersi in discussione ogni giorno, abituate a essere autoritarie e decise ma sempre inclini a un sorriso benevolo e sincero. Madri e compagne solari, che ogni giorno fanno da equilibriste tra una carriera di successo e una famiglia che amano. Ecco sì, se dovessi definirle userei il termine passionali, nel senso di profondamente avide di vita ed esperienze, genuinamente italiane e così aperte alle sfide della competitività internazionale. Vederle tutte riunite per un giorno, il loro giorno, è sempre un'emozione che ti rimane addosso.

Credo che i tanti uomini presenti al Premio, i politici e Ministri, i sottosegretari, senatori e deputati, i manager e imprenditori, i professionisti di ogni tipo, siano usciti da Confindustria con un'immagine nuova e diversa dell'eccellenza femminile italiana. Abbiano forse compreso che rinunciare a questo immenso serbatoio di talenti, non dar loro lo spazio che meritano, tenerle fuori dalle stanze del potere rappresenti un errore che l'Italia non può continuare a correre. Siano stati contagiati da quella "magia" del Premio Bellisario. Ovvero quella carica vitale che ogni anno rivive e si irradia come per incanto. Un impegno gravoso, una macchina che per ogni edizione bisogna alimentare, mesi e mesi di preparazione, tanti ospiti di prestigio, uno spettacolo televisivo da mettere in piedi e poi, tutto culmina in una giornata che sembra volare via con la "naturalezza" delle feste in famiglia. Sarà che la passione e dedizione pagano, sarà che Marisa Bellisario, con la sua carica di ottimismo, è sempre tra di noi. Sarà, ma anche questa ventiduesima edizione è stata un'incredibile testimonianza di fiducia, un'iniezione di energia che ci spinge ad andare avanti con rinnovato entusiasmo. Con la stella polare delle donne e il modello di Marisa Bellisario sempre davanti agli occhi.
* Presidente della FOndazione Marisa Bellisario e deputata del Pdl