Che si dice in Italia

Dove osano gli aquilani

di Gabriella Patti

Sono con il Sindaco Massimo Cialente. Purtroppo a Roma, a piazza Navona, mercoledì non c'ero, presa da altri impegni. Ma con la mente ero lì, con il primo cittadino dell'Aquila che ha diretto all'aperto, a pochi passi dal Senato, una seduta straordinaria del Consiglio comunale della sua martoriata città. Un gesto simbolico e polemico, certo. Ma giustificato. L'Aquila ha davanti la triste prospettiva, come ha detto Cialente, di dover scegliere per il proprio futuro di diventare o una Pompei, cioè un luogo morto da far visitare ad archeologi e amanti delle cose passate, oppure una Cinecittà di casette prefabbricate e "temporanee" come quelle dove sono stati alloggiati i cittadini dopo il terribile terremoto dell'anno scorso. E in Italia, si sa, non c'è nulla di più durevole del temporaneo. Il fatto è che, anche senza voler "esagerare" nelle proteste e nel disfattismo come viene accusata di avere fatto l'attrice e regista Sabina Guzzanti con il suo provocatorio film Draquila (ma è proprio sicuro che ha esagerato?), la realtà è sotto gli occhi di tutti. L'ho già scritto altre volte ma questa è una situazione talmente disperata che va ricordata in continuazione, senza paura di sembrare ripetitivi: L'Aquila, una volta messi in sicurezza ciò che resta degli edifici crollati, è un posto spettrale e angosciante, una città morta. Già ci sono i primi resoconti delle conseguenze psicologiche sulla popolazione che è stata sparsa negli alloggiamenti senza tener conto delle vecchie vicinanze e della rete di conoscenze che sono la struttura di ogni sistema sociale: alcolismo, droga, depressione.

   MEZZO MILIONE DI POSTI DI LAVORO persi negli ultimi due anni in Italia. Ma ora la Confindustria, con un bell'assist al governo, si dichiara ottimista. Il Pil sarebbe in risalita: + 1,6 per cento nel prossimo anno. Siamo certi che questo sia il dato che fa la giusta radiografia della situazione economica di un Paese? Anche perché gli stessi industriali non possono negare altre cifre che mi sembra siano davvero allarmanti: l'evasione fiscale è in spaventoso aumento, alla faccia di tutti gli interventi e le promesse. E le tasse stanno diventando davvero insostenibili: orami pesano per oltre il 51 per cento su quanto il povero cittadino riesce a guadagnare. Così non si va da nessuna parte. O meglio, sì: verso il baratro.

   E DA MILANO, EX CAPITALE economica e motore industriale d'Italia, arrivano segnali sempre più scoraggianti. Varie volte mi sono occupata dell'Expo 2015: dopo esserselo aggiudicato, il sindaco Letizia Moratti semplicemente ... si è fermata. Non c'è nessun progetto e il tempo stringe. Grosso è il rischio di fare una terribile figuraccia quando tra pochi anni gli operatori di tutto il mondo si affacceranno, convinti di trovare un posto dove fare affari e intrecciare nuovi rapporti. Intanto, i primi topi hanno fiutato che la nave potrebbe affondare. E la abbandonano. Lucio Stanca, il commissario dell'Expo di cui finora si è parlato solo per il mega stipendio che si è fatto dare per l'incarico, è pronto all'addio. Non credo che sarà rimpianto. Ma la sua uscita non risolverà il problema.

   LA SCIENZA AIUTA LA STORIA. Sono tra le persone a cui piace l'intrusione scientifica nei misteri dell'antichità alla ricerca di nuove verità. In questi giorni due notizie mi hanno incuriosito. Una ricerca con il carbonio 14 ha confermato con ragionevole certezza che le ossa trovate in un vecchio cimitero sarebbero davvero del Caravaggio. Non è un risultato banale e fine a se stesso. Intorno alla morte del grande pittore aleggiano dubbi: era stato avvelenato? Ora, forse, ne potremo sapere di più. La seconda notizia riguarda il cosiddetto Carcere di San Pietro nell'area del Foro Romano. Fu davvero la prigione del primo Pontefice della Chiesa? Le ricerche sono in cors