SPECIALE/LIBRI/Mamma dei carabinieri per sempre

di Valeria Sabatini

a che amore è quello che dura una vita? Letteralmente. Che attraversa le stagioni, si specchia nelle rughe di chi lo vive ognuna delle quali racconta qualcosa di quel sentimento. Un amore indefinibile ecco cos'è, tanto è prezioso e unico. Un amore che la maggior parte delle persone può solo immaginare o sperare di leggere in qualche romanzo rosa ma che Mimma Lupo invece, oggi una fiera signora di novantatre anni, ha vissuto e ancora oggi porta con sé.
La sua è la storia di un incontro con un giovane brigadiere dei carabinieri nella Sicilia degli anni trenta, ma visto che il destino spesso è sadico con i giusti, Mimma e il suo carabiniere non poterono essere felici. Separati a forza da una morale fatta di onore e di apparenze che decideva delle vite altrui, a Mimma e Giovanni Tagliarini, così si chiamava il brigadiere, non rimase che vivere nel ricordo di quel legame. Anni dopo e ormai anziana, Mimma rivede nei giovani militari messi di scorta davanti la casa del giudice Paolo Borsellino il suo amore di gioventù.

Abitava di fronte la casa del magistrato in via Cilea e ogni giorno vedeva quei ragazzi accompagnare il giudice e rimanere lì ore ed ore di guardia. Decide che sarà per loro una mamma. Così impareranno a chiamarla tutti gli uomini del XII battaglione Carabinieri Sicilia a cui è affidata la sorveglianza. Ogni mattina per anni porta agli uomini di scorta panini e bibite perché fossero più leggere le lunghe ore sotto il sole. Lo stesso Paolo Borsellino quando usciva dalla sua abitazione non mancava mai di fermarsi per salutarla.
Uno di questi carabinieri Alessio Puleo, ha dedicato un libro alla straordinaria e drammatica vita di Mimma, il titolo di questo racconto d'altri tempi La mamma dei Carabinieri (Longanesi editore) esprime nella sua perfetta semplicità ciò a cui questa donna sfortunata a votato la sua vita. Alessio Puleo conosce Domenica Lupo nel 2001, si fa raccontare la sua storia, cerca di capire da dove nasce quel sentimento di rispetto e devozione verso l'Arma. Scopre così che Domenica, per tutti Mimma nel 1934, quando aveva diciassette anni incontra un giovane brigadiere della Regia Arma dei Carabinieri che da Roma sua città natale è stato mandato a prestare servizio a Palermo. Una passione talmente immediata e intensa che dopo brevissimo tempo con il consenso delle famiglie i due giovani si fidanzano. Per Mimma sono due anni di pura felicità in attesa che Giovanni raggiunga l'età consentita ai militari per sposarsi.

Una felicità interrotta dall'arrivo di Saverio Blandano, un mafioso che come tutti gli uomini "onorabili" esercita il suo prestigio e autorità con la forza e il sopruso. Rapisce Mimma imponendole di fatto quella fujtina che un codice arcaico, secondo il quale non si poteva parlare con le ragazze se non in presenza di un familiare ma si poteva uccidere un uomo come fosse un agnello, significava essere disonorata. Solo un matrimonio riparatore può mettere a tacere le voci e riportare l'onore, quell'onore che invece per Domenica Lupo significa oltre quarant'anni di sofferenza, umiliazioni accanto ad un marito padrone che le impediva di uscire perché sapeva che Mimma sarebbe fuggita per cercare il suo brigadiere.

"Una storia del genere non poteva andare perduta" dice il giovane autore mentre mi accompagna a trovare la protagonista del libro. All'inizio in realtà il lavoro venne pensato come sceneggiatura per un film, il progetto però non si rivelò attuabile e con l'aiuto del poeta Filippo Vitale venne adattato facendone un romanzo. È il 2007 quando Alessio Puleo propone "La mamma dei Carabinieri" ad un editore siciliano. Tre anni dopo il libro, questa volta edito da Longanesi, arriva nelle librerie di tutta Italia e la storia di questa ragazza che nonostante una fierezza e forza interiore ancora oggi vivi nei suoi occhi ormai vecchi e consumati dalle lacrime, non poté nulla per proteggere il suo amore per Giovanni, viene fatta conoscere oltre i confini della Sicilia.

Molte le trasmissioni televisive che si sono occupate di lei, mamma Mimma con il cappello d'ordinanza regalatole da alcuni ufficiali dell'Arma e suo "figlio" Alessio insieme a raccontare della sua vita, di come "venne fujuta" della sua amicizia con la famiglia Borsellino, che coincidenze della vita l'autore del libro scoprì andare indietro ai tempi dell'infanzia di Domenica Lupo visto che le famiglie di entrambi vivevano sulla stessa strada, in quella Piazza Magione dove crebbe anche un altro magistrato, Giovanni Falcone.
È diventata un personaggio Mimma, nonostante già fossi a conoscenza della sua storia ho voluto incontrarla di persona un po' per ammirazione un po' per capire direttamente dalle sue parole cos'è che la rende una donna tanto forte e amata. L'incontro avviene nella Casa di riposo Maria SS del Rosario a Palermo dove oggi vive, non perché malata ma perché non è rimasto più nessuno ad eccezione dei carabinieri a prendersi cura di lei. Accompagnata dal giovane autore del romanzo, mamma Mimma mi riceve con in capo l'inseparabile cappello; è una donna che fa tenerezza, mi racconta di lei e di Giovanni e si capisce che ancora qualcosa di profondo la lega a quel ricordo, lo si capisce da come immediatamente dopo riportando alla mente l'uomo che le negò l'amore, il suo sguardo e la sua voce si fanno duri. "Era un cornuto mio marito - esclama con vigore rendendo quella frase perfino più forte con il gesto eloquente della mano - Giovanni no, Giovanni era buono" e la sua voce si fa di nuovo dolce, dimessa mentre aggiunge "ho passato tanti guai".

Mentre racconta Mimma cerca continuamente con lo sguardo il "suo" Alessio, lo abbraccia lo bacia si scambiano battute in dialetto. Per Alessio Puleo come per tanti altri suoi ex commilitoni quella donna rappresenta ciò che veramente vuol dire l'amore per quella divisa. La mamma dei Carabinieri è un romanzo scritto con uno stile fresco in un linguaggio lineare e diretto, un'apparente semplicità che spinge il lettore senza che questo quasi se ne accorga ad una riflessione, questa sì complessa, verso l'amore e ciò che questo e capace di farci fare, a soffermarsi su quanto spesso scelte fatte per dovere in realtà ci negano di vivere sentimenti che invece ci donerebbero una vita diversa.
Questa storia vera ha commosso tutti quelli che l'hanno conosciuta e, per l'intensità del suo messaggio, merita di essere, come si legge nella prefazione che la sorella del giudice ucciso, Rita Borsellino ha voluto scrivere personalmente, "ascoltata, vissuta e tramandata". La storia di una donna che non potendo essere sposa è diventata la mamma di tutti i carabinieri.

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L'autore del libro, Alessio Puleo, nasce a Palermo nel 1981. Attore professionista, ha studiato presso il teatro Libero di Palermo oggi vive a Cinisi con la sua famiglia. Nei momenti liberi aiuta i genitori titolari di una pasticceria. È stato Carabiniere ausiliario presso il XII Battaglione Carabinieri Sicilia, svolgendo servizio di vigilanza presso l'abitazione del giudice Paolo Borsellino. In realtà fin dall'adolescenza nutre la passione per la scrittura, tanto che ha sedici anni comincia a lavorare ad un libro, un racconto sul delicato mondo che ruota intorno ai trapianti di organi. Sceglie di congedarsi per dedicare il suo talento alla letteratura. Attualmente Alessio Puleo è impegnato con la sua compagnia teatrale in una serie di rappresentazioni portate in diversi teatri siciliani.