LIBRI/Come eravamo

di Franco Borrelli

Basta un'immagine, una foto apparentemente dimenticata, conservata in un cassetto "a futura memoria", la guardi e lo squarcio su un passato che credevi d'aver dimenticato e su realtà non più esistenti s'apre; e, come una falla, lascia passare di qua, travolgenti come valanga, ricordi, volti, momenti, storie, parole. Tutto un universo di cose care al cuore e chiuse per un po' nei suoi recessi più segreti che torna all'improvviso, e imperioso, allo stato di coscienza e ti riconsegna come per magia una vita che è stata la tua, e di quanti con te l'hanno vissuta dividendo gioie e attese e sofferenze e speranze.

E' un po' questo il cumulo "di dentro" che salta fuori a sfogliare e fermarsi su ognuna delle «Immagini del Novecento», ove Giuseppe Quatriglio, scrittore e giornalista palermitano, è andato via via fissando i momenti della sua vita, le emozioni, e quelli di luoghi e persone che con lui han diviso la pirandelliana "pena di vivere così". Un mondo che (forse) non c'è più ma che, agli squarci di cui s'è fatto prima cenno, mostra invece quanto sanguigno e terrigno esso ancor sia. Saltano così dinanzi a te e ti fissano in controparte le immagini di un Sud che non è più soltanto un fatto di memoria ma è vera e propria storia, passata e presente insieme; e con esse i volti di persone e personaggi che hanno fatto il secolo XX; poeti, scrittori, artisti, politici, gente dello spettacolo, che hanno impresso il loro particolare segno non solo nella vita socio-culturale della Penisola ma del mondo intero; e poi anche scorci di città e di gente anonima incontrata nel corso di un'attività pluridecennale; ciascuna immagine col suo particolare significato, ciascuna con un suo segreto da scoprire e poi gustare, ciascuna con un suo preciso messaggio "a colui che vuol intendere" (direbbe il poeta), ciascuna col suo particolare calore e colore (anche se solo in bianco e nero).

L'ha pubblicato, il volume di Quatriglio, la Fratelli Alinari - Fondazione per la Storia della Fotografia; una società, l'Alinari, che in quanto a documentazione fotografica non è certo seconda a nessuna (pp. 159, Firenze, 2010) e che, in questo volume, con le foto e le parole dello stesso Quatriglio, offre una preziosa introduzione di Ferdinando Scianna, grande fotografo professionista ("Tutto un libro di storia in un solo sguardo").
Tra i più importanti giornalisti professionisti italiani, nonché finissimo narratore e saggista, Quatriglio (uno dei collaboratori di America Oggi da sempre) ha viaggiato in lungo e in largo attraverso quattro continenti come inviato di quotidiani e settimanali peninsulari, accompagnato sempre dalla sua macchina fotografica. Ne è venuto fuori così questo prezioso "diario" che riassume oltre mezzo secolo di storia.

Il volume è diviso in tre imponenti sezioni. La prima, "L'ultimo Sud", ritrae la Sicilia degli anni '50, simbolizzata attraverso le grandi figure di intellettuali ed artisti autoctoni, nonché di quelli che, nelle varie arti, all'isola torna(va)no per ispirazione o per lavoro. Vi si avvertivano, nell'isola, i fremiti della modernizzazione ma essa, nei suoi centri minori, restava (e resta) sempre legata al passato rurale e ai suoi mercati agricoli, alle feste patronali e al lavoro nei campi con l'aratro a chiodo.

La seconda sezione, "Persone e personaggi", ci offre invece un'antologia di personalità [da Luchino Visconti con Franco Zeffirelli a Monica Vitti, da Tennessee Williams a Denis Mack Smith, da Giuseppe Tomasi di Lampedusa a Leonardo Sciascia, da Carlo Levi ad Ignazio Buttitta, da Emilio Greco a Ercole Patti, da Gesualdo Bufalino a Renato Guttuso, da Gaetano Afeltra a Maria Corti, da Ettore Paratore a Giacinto Spagnoletti, da Umberto Eco ad Aligi Sassu, da Pierluigi Pirandello a Giuseppe Bonaviri (e solo per citarne alcuni)], "apparentemente fatti quasi tutti in occasioni di circostanze, festival del cinema, convegni culturali, visite in studi o scrittori o studiosi, per interviste o per amicizia. Pure, fra i moltissimi, tanti ce ne sono che si portano dietro questo fortissimo profumo di vita", come scrive Scianna nelle pagine di presentazione al volume.
La terza sezione, "La gente e le città", ripercorre infine i viaggi di Quatriglio dal secondo dopoguerra a pochi anni fa: i grandi avvenimenti della nostra storia recente, ancora fresca di cronaca, si leggono sui volti, negli scorci, nella memoria visiva di un mondo scomparso. Dietro ogni scatto si sente l'attenzione e la curiosità dell'autore, testimone cosciente e partecipante.

«Questo corpus di fotografie - ci ha confessato Quatriglio - sintetizza la mia vita professionale nel corso della seconda metà del Novecento, la vita di un giornalista in giro per il mondo non soltanto con l'occhio attento e il taccuino in mano, ma anche con la macchina fotografica pronta all'uso. Nei primi tempi era una Rolleiflex, successivamente una Nikon. Contrariamente ad altri miei libri, non è un saggio né un romanzo, ma una raccolta di fotografie raccordata da tre miei scritti, per ognuna delle sezioni del volume».

«In quest'album - continua Quatriglio - scorgo in filigrana la mia vita, il mio correre verso gli avvenimenti, gli incontri voluti e quelli gestiti dal caso, le occasioni propizie, gli scatti fortunati».

Le fotografie, conclude il Nostro - «fanno parte di una storia umana, che si allontana sempre più, le fotografie della Francia appena uscita dalla guerra (c'era anche un carro armato sottratto ai tedeschi in una piazza di Parigi), le visioni della Spagna chiusa nella dittatura strisciante di Franco e quelle della Germania divisa in quattro tronconi con le città colme di macerie e Berlino violata dal Muro. Sono rappresentati anche la Scandinavia appena sfiorata dal conflitto, il Giappone e la Thailandia, nazioni  ancora legate a tradizioni millenarie, ma già alle soglie di una evoluzione travolgente. "Immagini del Novecento", dunque: i cento anni che il grande storico francese Fernand Braudel definì " il secolo del diavolo", per le guerre e le tante altre vicende drammatiche che ne ritmarono il percorso».

Nel volume è riportata anche la presentazione di Roger Peyrefitte delle mostre fotografiche che Giuseppe Quatriglio tenne negli anni 1993 e 1998, nonché la nota del giornalista e scrittore Matteo Collura preparata per la mostra del 2006 su "Persone e personaggi" organizzata dalla Fondazione Sciascia a Racalmuto, in provincia di Agrigento.