TEATRO \ BROADWAY & DINTORNI/Diversità in musical

di Mario Fratti

A  New York i palcoscenici sono sempre pieni ed attivi. Io riesco a vedere circa trecento spettacoli all'anno. Ma ne fanno almeno quattrocento. Al Duke Theatre presentano novità al prezzo di soli venti dollari (ultimo, un commovente "Graceland" di Ellen Fairy). Al Planet Connection Festival (440 Lafayette Street) molte novità. E' sempre presente la brava regista argentina Roi Rubi Escudero con l'originale "11 Seconds of Ecstasy" (multimedia, radio, films).

Ci sono molti nuovi autori italoamericani. Otto sono stati pubblicati in Italia; presenteremo il libro presto, a New York. Andate ora a godervi tre atti unici di tre nuovi autori. Robert Nicotra ha organizzato tre sorprese (259 West 30th Street). Hanno anche ripreso la commedia "My Big Gay Italian Wedding" al teatro-chiesa St. Luke's (308 West 46th Street). I tre nuovi autori sono lo stesso Robert Nicotra, John Dapolito e Charles Messina. Promettenti (tel. 212\868-4444).

Ha vinto molti premi una brillante ripresa del musical "La Cage aux Folles" di Jerry Herman (musica e liriche) e Harvey Fierstein (libretto). Basato sull'originale commedia francese di Jean Poiret. Molti di voi l'hanno già visto in una precedente produzione a Broadway e nel noto film in cui Nathan Lane aveva il ruolo di Albin, poi stella Zaza, poi madre borghese. Ma vale senz'altro la pena vederlo ora, di nuovo, al teatro Longacre (230 West 48th Street). La stella è questa volta il magnifico attore britannico Douglas Hodge, visto spesso in commedie di Harold Pinter. Questa volta deve apparire come donna provocante. Ha detto in un'intervista: "Ho amato tante donne ed ora ne son diventato una". Merita certamente il premio Tony.

La storia è lineare e diverte dal principio alla fine. Georges (Kelsey Grammer) e Albin (il meraviglioso Douglas) sono amanti ed hanno un noto club dove si esibiscono agilissime "cagelles", danzatrici che sono in realtà uomini. Quando fanno la spaccata, due gambe aperte, divaricate, parallele al pavimento, vengono i brividi pensando ai loro corpi, flessibili e torturati (coreografia di Lynne Page). Il figlio di Georges (A.J. Shively) si è fidanzato con Anne (Elena Shaddow), figlia di un politico di estrema destra e vuol presentarla ai suoi genitori. E' un disastro da evitare. Come? La madre vera non è più presente nella loro vita. Albin deve fingersi madre borghese e corretta. Vengono aiutati da un frenetico, nervosissimo cameriere (Robin De Jesus). Arrivano i genitori di Anne, i conservatori che non capirebbero mai la vita gay. Un disastro dopo l'altro. La coppia Fred Applegate e Veanne Cox viene coinvolta. Lei si scatena e diventa moderna ed audace. Lui deve vestirsi da donna per evitare i giornalisti. Snella, convincente regia di Terry Johnson che si fa applaudire a scena aperta. Memorabili le canzoni "We Are What We Are" e "I Am What I Am" che rivelano il loro orgoglio di essere differenti. Stanno già organizzando una seconda compagnia che farà una tournée. Questa compagnia avrà centinaia di repliche. Andate se volete una serata piacevolissima.

C'è "off Broadway" un festival gay dove le donne si vantano di amare soltanto le donne. "This One Girl's Story" di Bill Wright (libretto) e Dionne McClain-Freeney (musica e liriche; 312 West 36th Street). Cee Cee (la robusta Lacretta Nicole) domina con la sua presenza e la sua voce potente un gruppo di giovani. La sua amante è Dessa (Zonya Love Johnson). Le obbediscono, più o meno, Patrice (Chasten Harmon) e Lourdes (la bravissima, energica, divertente Maria-Christina Oliveras). Patrice è piuttosto timida e non vuole testimoniare in tribunale contro un assassino. Teme la vendetta della banda locale.

Dal New Jersey vanno in un club a loro dedicato a Manhattan. Sono meravigliate dall'eleganza e dai comportamenti. Ma Cee Cee le frena e controlla. L'elegante, ricca Promise (Tanesha Gary) vorrebbe portar via e proteggere Patrice.  Patrice sarebbe felice di andare con la bella Promise. Le viene impedito. Una notte fanno tardi e perdono l'autobus. Isolate e confuse, attendono. Arriva un gangster con automobile (Charles E. Wallace); le invita, ma le donne sospettano una trappola. Dichiarano apertamente di amare solo le donne ed inizia una schermaglia piena di insulti. Il gangster afferra Lourdes per i capelli e minaccia le amiche. Cee Cee lo affronta e viene pugnalata. Muore. Vediamo alla fine che Patrice è pronta a testimoniare contro il colpevole. Buone voci, canzoni piacevoli. Molti applausi dal folto pubblico.

Al teatro Cherry Lane (38 Commerce Street) altra produzione del gruppo Stage Farm (fondato da Carrie Shaltz ed Alex Kilgore). In "Oliver Parker" di Elizabeth Meriwether, Oliver (il giovane Michael Zegen) divide un modesto appartamento con l'anziano Jasper (John Larroquette). Jasper beve ed è scoraggiato. Oliver parla sempre del suo desiderio di aver donne. Si sopportano; c'è fra loro una sincera amicizia. Oliver ha due occasioni di aver sesso con donne. Prima con la matura Willa Cross (Johanna Day) che lo ritiene troppo giovane e gli confida che ha perduto una figlia. E' poi semiaddormentata; Oliver si spoglia, pronto all'amplesso. Gli va male e finisce fra le braccia dell'addormentata Willa che lo chiama "Julie", nome della figlia morta. Seconda occasione con la bella Agnes (Monica Raymund). Ci scappa pure un bacio appassionato ma poi, senza chiare, giustificate ragioni vuol essere picchiata. Bravi attori in una commedia dove mancano le motivazioni. Ben diretta da Evan Cabnet.