Personaggi \ Michéal Castaldo: la musica come la vita, un «Aceto» dolceamaro

di Giuseppe Greco

Nato in Canada e residente a New York City, Michéal Castaldo è di chiara origine italica (calabrese, più in particolare). Cominciò a studiare canto col maestro Pisapia, protégé dell'indimenticato Enrico Caruso. Si è diplomato poi presso l'Oakwood Collegiate Institute di Toronto e il Berklee College of Music di Boston ed ha lavorato con gente del calibro di José Feliciano, Teo Macero, Aaron Schroeder (tanto per ricordarne solo alcuni). Per aver salvaguardato ed onorato la comunità calabra in Nord America ha ricevuto più di qualche ambìto riconoscimento. La passione per quanto riguarda la "dolce vita all'italiana" e il bel canto han portato ora ad un altro album, «Aceto», in uscita nelle prossime ore e rappresentante un po' la sua "summa artistica" (con la Majestic Castle Music Productions di New York City).


Perché «Aceto»?

«L'aceto ha poteri incredibili, proprio come la musica, per sanare ed aiutare ad andare avanti. Perché, proprio come la vita, ha un sapore dolce-amaro».


In che si distingue quest'album dagli altri?

«E' diverso dagli altri miei due Cd "italiani" ("Villa" e "La Dolce Vita 'n America", ndR) perché è un "concept album" e le canzoni scelte trattano i temi della speranza, della grazia che aiutano a sanare le ferite dell'anima. Il primo album raccoglieva materiale inciso nell'arco di dieci anni, il secondo voleva essere un omaggio e una celebrazione degli anni '50. Questo vuole essere "terapeutico"; con l'intenzione che offra un'esperienza orgasmica e spirituale a chi l'ascolti».


L'album si apre con "Io credo". Che significato ha quest'affermazione di partenza?

«Spero che "Io credo" diventi una sorta d'inno internazionale come per Bocelli è stato "Con te partirò" e per Josh Groban "You raise me up". Come cantante e come compositore il mio gol è coinvolgere emotivamente e spiritualmente il pubblico. Ho cercato di farlo da un certo tempo, ma mai con l'intensità di adesso».


Da quali artisti la maggiore influenza?

«Gino Vannelli direi, così come anche Mino Reitano, Mario Merola, Lucio Dalla e Claudio Villa».

Quali le novità nella tua visione della vita con «Aceto»?
«V'è qui tutta la mia visione della vita, la mia dedizione, come voce e sentimenti, a comprendere il dramma esistenziale su cui mi dibatto da oltre vent'anni di attività musicale».

Tra gli altri temi che più colpiscono in questo Cd, ricordiamo almeno, "I' te vurria vasà", "Panis Angelicus", "Va' pensiero", "Pregherò" e "Amici miei (Amazing Grace)". L'abum, in vendita presso i negozi specializzati e tramite Amazon.com, sarà disponibile da martedì prossimo e presenta, con Michéal Castaldo, anche artisti di calibro come il bassista Jeffrey Carney (che s'è esibito con Sting e la NY Pops Orchestra), i percussionisti Alex Alexander e Joe Mowatt, il violinista Chris Tedesco e il pianista Isaac Raz (keyboard). Un «Aceto» solo apparentemente... amaro, quindi, ma che poi alla fine lascia in bocca (e nel cuore) una buona e dolce sensazione.